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Trasporto merci e logistica, sindacati contro l’applicazione integrale della legge 146 sugli scioperi

La Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha deciso che i lavoratori del trasporto merci e della logistica saranno sottoposti alla legge 146/1990. Quella che prevede obblighi di preavviso e fasce di garanzia per i cittadini. Filt Cgil, Fit-Cisl Nazionale, #Uiltrasporti contestano la decisione, definendola un ribaltamento di quasi 30 anni di prassi e chiedono il ripristino delle regole dei contratti collettivi. E in caso contrario minacciano mobilitazioni

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Nuovo scontro nel settore del trasporto merci e della logistica. La Commissione di garanzia sugli scioperi, nella seduta dell’11 marzo e resa pubblica ieri, ha stabilito che tutte le lavoratrici e i lavoratori del comparto dovranno rispettare le regole previste dalla legge 146/1990, la normativa che disciplina il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Una decisione che ha immediatamente suscitato la ferma opposizione dei principali sindacati confederali del settore.

La legge 146: equilibrio tra diritto di sciopero e servizi essenziali

La legge 146, approvata nel 1990, è nata per garantire un delicato equilibrio tra il diritto dei lavoratori a scioperare e il diritto dei cittadini a usufruire dei servizi pubblici essenziali, tra cui sanità, istruzione, trasporti pubblici locali e sicurezza. In particolare, la normativa prevede:

  • Preavviso obbligatorio dello sciopero, affinché aziende e cittadini possano organizzarsi;
  • Fasce di garanzia nei servizi essenziali, durante le quali lo sciopero non può essere esercitato;
  • Ruolo della Commissione di garanzia, che può mediare tra parti o dichiarare illegittime le astensioni non conformi alla legge.

Storicamente, il settore del trasporto merci e della logistica non era ricompreso pienamente nella legge 146: gli scioperi erano regolati in maniera più flessibile, con l’obiettivo di non paralizzare l’economia pur garantendo la possibilità di rivendicazioni sindacali.

La presa di posizione dei sindacati

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno espresso una netta contrarietà all’orientamento della Commissione: “Con forza ribadiamo la nostra opposizione alla decisione di sottoporre tutti i lavoratori del settore alla legge 146”, si legge nella nota congiunta. I sindacati sottolineano che questa decisione “ribalta completamente quanto già formulato nei quasi 30 anni di applicazione della legge 146” e che travalica “i principi della legge, che ha come obiettivo il bilanciamento dei diritti costituzionali dei cittadini con il diritto di sciopero sancito dalla Costituzione”.

Le organizzazioni confederali ricordano inoltre che lo sciopero nel comparto è sempre stato utilizzato con responsabilità, “solo quando non vi era alternativa a un percorso negoziale che potesse risolvere le problematiche oggetto delle vertenze”.

Verso nuove mobilitazioni

I sindacati hanno già inviato richieste di incontro alla Commissione e a tutti i gruppi parlamentari per discutere la possibilità di ripristinare quanto già disciplinato dai contratti collettivi nazionali di lavoro. “In assenza di un esito positivo – avvertono – metteremo in campo ogni azione di contrasto, comprese eventuali mobilitazioni delle lavoratrici e dei lavoratori del settore”.

La decisione della Commissione apre così un capitolo delicato per la logistica e il trasporto merci, settore strategico per l’economia italiana, mettendo sul tavolo il nodo di come garantire i diritti dei lavoratori senza compromettere servizi fondamentali e la regolarità delle consegne.

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