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Lasalvia (Adecco): «Non più solo braccia, ma cervello e strategia. Digitale e automazione, le skill più richieste nei prossimi 5 anni»

Pubblichiamo in anteprima l’intervista a Simona Lasalvia, Country Head Operations and Sales Logistics di Adecco contenuta nella quinta edizione dei “100 numeri per capire l’autotrasporto” che verrà presentato il prossimo 15 maggio al Transpotec di Milano. Alla manager della multinazionale svizzera, specializzata nella selezione del personale, abbiamo chiesto come sta cambiando il mercato del lavoro nella logistica e nell’autotrasporto e quali competenze chiederanno le aziende nei prossimi 5 anni

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La logistica e il trasporto non sono più solo braccia. I ruoli operativi continuano ad essere importanti, ma in questi anni il settore si è trasformato e richiederà sempre più professionalità con competenze complesse e trasversali. Servirà una visione internazionale, ma soprattutto capacità di utilizzare tecnologie digitali, interpretare dati e gestire sistemi automatizzati. È in sintesi il quadro che emerge dal confronto con Simona Lasalvia, Country Head Operations and Sales Logistics di Adecco, multinazionale svizzera specializzata nella selezione del personale e nei servizi per il lavoro, che mette in contatto aziende e candidati. 

Quali sono in questo momento le figure professionali più richieste nella logistica?

Le figure operative, nonostante l’automazione, continuano ad essere sempre molto richieste. Ad esempio, per mulettisti/carrellisti è sempre più richiesto l’uso di terminali digitali e la capacità di operare su sistemi di stoccaggio verticale automatizzato. Dall’altra parte, la figura in assoluto più introvabile sono gli autisti con patenti C/CE e CQC: questo spinge le aziende ad offrire bonus all’ingresso e/o percorsi di formazione gratuiti. Anche i profili strategici e digitali sono in forte ascesa, in quanto sono incaricati di gestire la complessità tecnologica delle moderne supply chain. In questo caso, le figure da tenere presente sono: impiegato ufficio traffico/logistics coordinator, con il compito di coordinare i fornitori e pianificare i trasporti in modo intermodale, massimizzandone l’efficienza, e il Supply Chain Data Analyst, il quale ha l’obiettivo di ottimizzare i flussi, prevedendo la domanda e riducendo i costi operativi. Un’altra figura molto ricercata è il Responsabile Last-Mile (ultimo miglio) il quale, con l’esplosione dei centri di fulfillment urbani, ottimizza le consegne veloci nelle grandi città.

Sono cambiate rispetto al passato? E perché?

Ciò che è cambiato nell’arco di questi anni sono le competenze hard richieste dalle aziende, a cui spesso non è stato allineato il compenso retributivo. Rispetto al passato, il panorama è cambiato radicalmente. Cinque anni fa eravamo nel pieno della reazione post-pandemia: l’obiettivo era “sopravvivere” ai blocchi delle forniture. Oggi, nel 2026, la parola d’ordine è prevedere. Le figure professionali si sono evolute perché la logistica non è più un “costo necessario”, ma il vero motore del vantaggio competitivo di un’azienda. Negli ultimi 5 anni abbiamo imparato che le catene di fornitura sono fragili: sono quindi nate figure come il Risk & Resilience Manager, che ha il compito di trovare fornitori alternativi in zone diverse del mondo per non restare mai a secco. Inoltre, se nel 2021 l’AI era una curiosità per pochi, nel 2026 è la spina dorsale del settore. Questo ha creato una richiesta enorme di profili che sappiano “dialogare” con gli algoritmi.

Come crede cambieranno le richieste di professionalità da parte delle aziende nei prossimi 5 anni?

Nei prossimi 5 anni le richieste di professionalità cambieranno soprattutto lungo tre direttrici: automazione dei processi, digitalizzazione della supply chain e maggiore richiesta di competenze trasversali. Le aziende non cercheranno più solo competenze operative tradizionali, ma profili capaci di interagire con sistemi tecnologici complessi e di gestire dati e processi digitali. La logistica si orienterà verso un modello in cui il valore dei lavoratori non dipenderà più solo dall’esperienza operativa, ma sempre di più dalla capacità di utilizzare tecnologie digitali, interpretare dati e gestire sistemi automatizzati, integrando competenze tecniche con abilità trasversali e strategiche. 

I dati di Unioncamere-Excelsior ci dicono che, a parte autisti e magazzinieri sempre molto richiesti, le aziende cercano anche figure di coordinamento e di direzione. Confermate?

Assolutamente sì, i dati Unioncamere-Excelsior dipingono un quadro molto chiaro: la logistica non è più solo “braccia”, ma è diventata una questione di cervelli e strategia. Anche se le figure operative (autisti e magazzinieri) rimangono le più numerose, le imprese stanno esprimendo una crescente domanda di profili di coordinamento, gestione e direzione.

Abbiamo notato che c’è meno richiesta di responsabili acquisti mentre cresce la domanda di buyer. Come si spiega?

Una prima spiegazione riguarda le dimensioni delle imprese. Molte aziende, soprattutto PMI, non hanno una vera struttura gerarchica nella funzione acquisti: spesso esiste solo uno o pochi buyer che svolgono sia compiti operativi sia parte delle decisioni. Un secondo fattore è l’aumento della complessità operativa delle supply chain. Negli ultimi anni le aziende hanno dovuto gestire più fornitori, più mercati e maggiore volatilità dei prezzi. Questo ha aumentato la necessità di figure che lavorino direttamente sulla negoziazione e sulla gestione quotidiana dei fornitori, cioè i buyer

Quali sono gli altri trend in arrivo nell’occupazione legata al settore?

La crescita dell’ecommerce, la globalizzazione delle catene di fornitura e la crescente complessità della distribuzione stanno aumentando il volume di merci movimentate. Questo significa che la logistica continuerà a generare occupazione, ma con una trasformazione delle competenze richieste. Per restare competitivi rispetto al mercato e ai concorrenti, le aziende stanno investendo sempre di più in automazione dei magazzini, digitalizzazione dei processi e sistemi di ottimizzazione dei flussi logistici. Di conseguenza crescerà la domanda di figure capaci di gestire queste tecnologie e di integrare strumenti digitali nelle attività operative.Un altro trend riguarda la progressiva integrazione tra logistica, dati e analisi predittiva: questo porterà a una maggiore richiesta di figure con competenze analitiche, come supply chain analyst o specialisti nella pianificazione della domanda.


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