Quando si parla del futuro del camion, l’immaginario corre subito alla guida autonoma. Eppure, per chi il camion lo guida ogni giorno, le priorità sembrano essere altre: più sicurezza e strumenti di assistenza alla guida capaci di ridurre stress e fatica.
È quanto emerge da un nostro sondaggio condotto sui social e rivolto agli autisti, che ha provato a capire come viene immaginato concretamente il mezzo dei prossimi vent’anni, andando oltre gli scenari più teorici.
Più sicurezza e meno stress: il futuro visto da chi guida
Alla domanda su cosa vorrebbero trovare nel camion di domani, la priorità assoluta riguarda la sicurezza: il 42% auspica infatti sistemi sempre più avanzati per prevenire incidenti e tutelare chi guida. Subito dopo, il 34,8% indica una maggiore automazione, da intendersi soprattutto come insieme di funzioni di assistenza e supporto alla guida (dalla gestione dei flussi di traffico ai sistemi predittivi), pensati per ridurre stress e fatica.
Più distanziate le altre opzioni: il 14,5% desidera cabine più vivibili e confortevoli, mentre l’8,7% sottolinea l’importanza di tecnologie in grado di rendere più semplice la gestione operativa quotidiana, ad esempio nella compilazione o trasmissione dei documenti di trasporto.

Guida autonoma: visione prudente
Sul tema della guida autonoma in senso stretto prevale invece una visione prudente. Solo il 22% ritiene che entro vent’anni sarà una realtà diffusa, mentre il 29,8% ne immagina un’applicazione limitata a contesti specifici, come hub logistici o tratte autostradali. Una quota significativa (il 33,3%) esclude che possa sostituire completamente il conducente, mentre il 14,9% ritiene che richiederà tempi più lunghi per affermarsi.
Sul piano emotivo, tuttavia, il tema non genera una chiusura netta. Il 36% considera la guida autonoma un’opportunità e un ulteriore 29,3% manifesta una cauta apertura, legata soprattutto alle modalità con cui verrà introdotta. Più contenuta la quota di chi la percepisce come una minaccia diretta all’occupazione (18,7%), mentre il 16% dichiara di non aver ancora maturato un’opinione.
Nel complesso, il camion del futuro che emerge dal sondaggio appare meno «fantascientifico» e più orientato alla concretezza: un mezzo più sicuro, più assistito e capace di alleggerire il lavoro dell’autista, piuttosto che sostituirlo.


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