I dati più recenti del settore fotografano una situazione complessa. Secondo il Comité National Routier (CNR) francese, il prezzo del diesel professionale è aumentato del 42,7% in poche settimane per i veicoli oltre le 7,5 tonnellate e di circa il 38% per quelli più leggeri. L’impatto sui costi operativi è stato immediato: +8,9% per il trasporto a lunga distanza, +8,2% per le operazioni regionali e +7% per i veicoli rigidi.
Considerando che il carburante rappresenta generalmente tra il 16% e il 21% dei costi operativi di un trasportatore, in questo scenario ogni chilometro assume un peso ancora maggiore e i viaggi a vuoto diventano uno degli aspetti principali su cui intervenire per migliorare l’efficienza.
Trasformare la pressione sui costi in opportunità
Per molte aziende di trasporto, questo contesto sta aprendo anche nuove possibilità di sviluppo. È il caso di SA Transport, specialista nella distribuzione regionale con oltre 15 anni di esperienza nei settori alimentare e dei beni di consumo.
Con una flotta di circa dieci veicoli – alcuni con consumi fino a 38 L/100 km nei cicli urbani — l’azienda ha scelto di diversificare le proprie attività per compensare l’aumento dei costi. Attraverso Teleroute, SA Transport è entrata in contatto con una quindicina di spedizionieri che hanno iniziato ad affidarle nuovi incarichi.
«Dopo alcune settimane, abbiamo individuato i collaboratori con cui oggi lavoriamo in modo continuativo», spiega il direttore Salim Berkani. Oltre all’indicizzazione del diesel già prevista con il cliente storico, anche le tariffe proposte sulla borsa carichi tengono conto dell’aumento del carburante. «È un aspetto che monitoriamo con attenzione, perché è ciò che protegge i nostri margini».

Rotte più efficienti e meno chilometri a vuoto
La diversificazione passa anche da una pianificazione più accurata dei percorsi. Integrando nuovi carichi nei flussi già esistenti, i trasportatori possono ridurre sensibilmente i chilometri percorsi a vuoto.
È l’approccio adottato anche da TDC, piccolo operatore che gestisce un autoarticolato ad alto volume su rotte regionali e internazionali. «Tre o quattro volte a settimana effettuiamo tratte programmate. I carichi disponibili su Teleroute si inseriscono perfettamente in queste rotte: riempiono i viaggi a vuoto, sia all’andata sia al ritorno», racconta il responsabile di TDC Cédric Deschiens.
Anche con un trattore dai consumi contenuti (fino a 28 L/100 km sulle tratte regionali) l’aumento dei prezzi ha avuto conseguenze sulla redditività. «Ci è costato circa 5 punti percentuali di margine», afferma. In questo contesto, la possibilità di trovare carichi aggiuntivi lungo le tratte abituali è diventata un elemento importante per mantenere sostenibile l’attività.

Collaboratori affidabili e pagamenti sotto controllo
Accanto alla ricerca di nuove opportunità resta centrale il tema dell’affidabilità dei partner. I trasportatori intervistati sottolineano soprattutto la rapidità dei contatti e la possibilità di lavorare con interlocutori verificati tramite la piattaforma.
Teleroute fornisce notifiche in tempo reale sui carichi compatibili con le preferenze e l’area operativa di ciascun utente. A questo si aggiunge un sistema di valutazione a stelle che contribuisce a rafforzare la fiducia tra le parti.
In un mercato caratterizzato da margini sempre più ridotti, anche gli aspetti legati alla sicurezza delle transazioni diventano determinanti, soprattutto per limitare il rischio di insoluti o ritardi nei pagamenti.
Sia SA Transport sia TDC confermano, ad esempio, di non aver riscontrato fatture insolute o ritardi nei pagamenti nelle operazioni gestite tramite Teleroute.
Di questo argomento ne abbiamo parlato anche con Domenico Schiavone, direttore commerciale di Teleroute Italia (gruppo Alpega), in un episodio del nostro podcast K44 – La voce del trasporto. Puoi ascoltarlo qui di seguito.


