Meno camion sulle strade, maggiore efficienza logistica, risparmi trasferiti direttamente sul prezzo finale al consumatore e maggiore riconoscimento economico ai produttori. Sono i risultati del progetto “Dal produttore al consumatore. Il modello cooperativo per una filiera integrata“, presentati oggi al Cubo Unipol di Bologna nel corso dell’evento promosso da Legacoop Emilia-Romagna. Al centro dell’incontro, i risultati del test pilota condotto nell’inverno 2025/2026 nell’ambito della filiera ortofrutticola.
Logistica collaborativa
La sperimentazione, che ha coinvolto il 95% dei volumi invernali sull’asse Coop Alleanza 3.0 – Apofruit, ha dimostrato come l’integrazione tra i grandi player cooperativi della filiera permette di ottimizzare i processi e rendere più equa la distribuzione del valore lungo la filiera. I numeri evidenziano un abbattimento del 34% del numero di ordini e dei giri dei mezzi di trasporto. Parallelamente, è aumentato il riempimento delle pedane (+9%) e la saturazione dei camion (+0,5 pallet per mezzo), anticipando di un giorno il lead time di fornitura. A fronte di queste efficienze, i volumi ordinati sono cresciuti del 10% e i benefici economici generati dalla logistica sono stati trasferiti direttamente ai consumatori sotto forma di sconto sul prezzo finale e ai produttori.
Il modello si fonda su un’integrazione reale e senza tensioni commerciali tra i principali attori cooperativi. L’iniziativa ha visto la collaborazione tra il mondo della distribuzione (Coop Italia e Coop Alleanza 3.0) e quello della produzione (Apofruit, Agribologna, Terremerse, Codma e, per la parte trasformazione ortofrutticola, Fruttagel), con il supporto di Coopfond, di Legacoop Agroalimentare e il coordinamento tecnico di SCS Consulting.
Innovazione dell’offerta
L’alleanza non si è fermata alla logistica ma, grazie al tavolo di coordinamento della filiera, ha prodotto innovazione dell’offerta: il progetto ha già portato alla commercializzazione di novità assolute come l’avocado italiano e la mela Regal You. A partire da giugno 2026 partirà inoltre la disponibilità dei nuovi pomodori di filiera, che saranno seguiti in autunno dai test per l’insalata baby romana.
Filiera integrata dalla produzione alla distribuzione
“Il contesto in cui operiamo è segnato da mercati instabili, rincari energetici e dall’impatto drammatico del cambiamento climatico. In questo scenario, la cooperazione è chiamata ad assumersi una responsabilità chiara: andare oltre la sola capacità di tenuta e delineare nuove prospettive – ha commentato Daniele Montroni, presidente di Legacoop Emilia-Romagna – Con questo progetto passiamo dall’analisi della logistica alla costruzione di una filiera integrata, dove produzione, logistica, trasformazione e distribuzione ragionano come un’unica azienda. Le cooperative sono presenti lungo tutta la filiera e il principio del cooperare tra cooperative ha agevolato la gestione come se fosse un’unica azienda. Per la cooperazione, la convenienza non può essere disgiunta dalla qualità del lavoro e dalla salvaguardia dei territori: i risultati di oggi sull’ortofrutta tracciano una rotta che dovrà estendersi progressivamente a tutte le nostre eccellenze agroalimentari”.
“Per il sistema Legacoop, il supporto all’innovazione nell’agroalimentare è una priorità strategica, ancor più quando unisce le cooperative di produzione, trasformazione, logistica, distribuzione nella GDO e ristorazione, coprendo l’intera catena del valore – ha detto Simone Gamberini, presidente di Legacoop Nazionale – Stimolare queste sinergie significa non solo distribuire meglio il valore aggiunto lungo la filiera e rafforzarne tutti gli attori, ma anche generare una maggiore sostenibilità e un concreto vantaggio economico per soci e consumatori. Sulla filiera dell’agroalimentare, asse portante dell’economia emiliano-romagnola, siamo ormai passati dalla fase di sperimentazione alla costruzione di un modello solido, con l’auspicio che diventi replicabile anche in altri comparti”.


