Scattare una fotografia al panorama mentre si è al volante può costare molto più di un ricordo. Lo ha scoperto un automobilista fermato nei giorni scorsi dalla Polizia Locale di Maserà di Padova, che si è visto sospendere la patente dopo aver impugnato lo smartphone per immortalare il paesaggio durante la marcia.
Un episodio che potrebbe sembrare curioso, ma che racconta bene quanto sia cambiato il Codice della strada. L’ultima riforma ha irrigidito le sanzioni per chi utilizza dispositivi elettronici alla guida, estendendo il divieto non soltanto agli smartphone, ma anche a tablet, notebook, computer portatili e strumenti analoghi quando il loro utilizzo comporti anche solo per un istante l’allontanamento delle mani dal volante. Non solo, perché la riforma ha anche irrigidito le sanzioni, portando le multe fino a 1.000 euro e, soprattutto, prevedendo la sospensione della patente fino a due mesi già alla prima violazione.
Ma il telefono è davvero l’unico nemico della sicurezza?
È la domanda da cui parte la grande inchiesta che Uomini e Trasporti pubblicherà domani sul sito e che rappresenta il servizio di apertura del numero estivo della rivista.
Per realizzarla siamo partiti da dati esclusivi del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che raccontano come sia cambiato il fenomeno della guida distratta tra i conducenti professionali. Numeri che riservano qualche sorpresa e che, in alcuni casi, ribaltano luoghi comuni ormai consolidati.
L’inchiesta, però, va molto oltre le statistiche. Passa in rassegna tutto ciò che oggi è espressamente vietato dal Codice, chiarisce le tante zone grigie – dagli smartwatch agli auricolari, fino all’uso del telefono al semaforo rosso – e affronta anche un tema sempre più attuale: quello delle distrazioni che la legge non cita esplicitamente ma che possono compromettere allo stesso modo la sicurezza, come mangiare, regolare il climatizzatore, utilizzare i grandi schermi dell’infotainment o cercare un documento in cabina.
C’è poi un altro aspetto che rende questa inchiesta particolarmente attuale. Da luglio, infatti, il regolamento europeo GSR impone l’adozione di un nuovo sistema ADAS capace di monitorare l’attenzione del conducente. Per capire come questa tecnologia stia cambiando il modo di progettare i veicoli industriali abbiamo coinvolto otto costruttori di camion – Volvo, MAN, Iveco, DAF, Scania, Renault Trucks, Mercedes-Benz Trucks e Ford Trucks – chiedendo come si possa assistere il conducente senza sostituirlo.
Infine, abbiamo dato la parola agli autisti. Un sondaggio realizzato da Uomini e Trasporti mette in luce un rapporto con la tecnologia molto più articolato di quanto si possa immaginare. Alcuni risultati confermano ciò che ci si aspetterebbe, altri raccontano una realtà decisamente meno scontata. Una per tutti: più del 94% è favorevole a vietare l’uso del telefono alla guida.
Perché il punto, alla fine, è proprio questo: il Codice può vietare uno smartphone, ma non può eliminare tutte le distrazioni. E quando si guida un camion, anche pochi secondi con gli occhi lontani dalla strada possono fare la differenza.
L’appuntamento con l’inchiesta completa è per domani su Uomini e Trasporti, con dati esclusivi, casi pratici, spiegazioni normative e le risposte alle domande che ogni giorno si pongono migliaia di autisti professionali.


