Se doveste scommettere su quale segmento del mercato dei veicoli commerciali sta andando meglio in Europa quest’anno, probabilmente puntereste sui furgoncini: quelli che portano i pacchi Amazon sotto casa, quelli dell’ultimo miglio, il settore che negli ultimi anni ha cavalcato il boom dell’e-commerce. Sbagliato. I dati ANFIA/ACEA sul primo semestre 2026 raccontano l’esatto contrario, e da lì in poi le sorprese non finiscono.
Il paradosso: i piccoli rallentano, i grandi accelerano
Nell’area UE-EFTA-UK, i veicoli commerciali leggeri (furgoni, van, pick-up fino a 3.500 kg) sono cresciuti solo dell’1,7% nel primo semestre, fermandosi a circa 928mila unità . Bene, ma senza slancio.
Gli autocarri sopra i 3.500 kg, invece, corrono al +9,3% (oltre 203mila immatricolazioni). E se si guarda ai veicoli davvero pesanti, quelli sopra i 16.000 kg, la crescita è dell’8,6%, per oltre 166mila unità vendute. Gli autobus, il segmento più piccolo per volumi, è quello che accelera di più in percentuale: +10,6%, a quota 27.748 mezzi.
È un segnale interessante: quando il segmento consumer (i furgoni per le consegne) rallenta ma quello industriale-pesante (camion e bus) accelera, di solito significa che le imprese stanno tornando a investire in flotte e logistica pesante, un indicatore anticipatore più legato alla produzione industriale e agli investimenti che ai consumi delle famiglie.
Le tre grandi d’Europa vanno in controtendenza sui furgoni
Sui veicoli leggeri, i tre mercati storicamente più forti – Francia, Germania e Italia sono tutti e tre in calo: rispettivamente -2,1%, -4,6% e -4,7%. Sono proprio le locomotive tradizionali dell’auto europea a tirare il freno.
Chi cresce, invece? La Spagna (+7,9%) e, più moderatamente, il Regno Unito (+1,2%). E poi ci sono outsider sorprendenti come l’Irlanda (+14,3%) e soprattutto la Svezia, che segna un +20,2% sui furgoni, il tasso di crescita più alto tra i major market.
Sui camion pesanti la musica cambia completamente: crescono tutti i big market (Germania +7,1%, Regno Unito +7,2%, Italia +3,9%), ma il vero protagonista è la Polonia, che con un +25,9% negli autocarri medio-pesanti e un +26,2% in quelli sopra le 16 tonnellate si conferma il mercato più dinamico d’Europa. Sugli autobus la Polonia fa ancora meglio: +78%. La Polonia, insomma, sta silenziosamente scalando la classifica dei mercati di trasporto pesante europei.
Il Regno Unito e il mistero degli autobus scomparsi
Ecco un dato che spicca per la sua stranezza: mentre il Regno Unito va bene ovunque – furgoni +1,2%, autocarri +7,2%, pesanti +7,2% circa (dal dato aggregato) – il mercato degli autobus britannico crolla del 36,5%, l’unico calo vistoso tra tutti i major market in qualunque segmento. È l’anomalia più netta di tutto il report: un intero comparto che va in direzione opposta rispetto al resto del proprio Paese.
L’Italia: debole sui furgoni, ma prima in Europa per autobus
L’Italia offre forse il contrasto più curioso del rapporto. Sui veicoli commerciali leggeri è il mercato che va peggio tra i primi cinque (-4,7%), scivolando al quinto posto della classifica europea. Eppure, sugli autobus l’Italia è il primo mercato d’Europa: 3.971 immatricolazioni, pari al 14,3% di tutto il mercato UE-EFTA-UK, con una crescita del 51,9% sull’anno precedente — la performance più forte tra i primi cinque paesi.
E non è tutto: nel segmento degli autobus elettrici, l’Italia letteralmente esplode, con le immatricolazioni che quasi triplicano (+171,9%, da 613 a 1.667 unità ), il balzo più alto tra tutti i mercati europei importanti. Un Paese che fatica a rinnovare i furgoni delle aziende sembra invece stia rinnovando a ritmo sostenuto le flotte del trasporto pubblico locale.
La transizione elettrica avanza, ma non allo stesso ritmo per tutti i veicoli
Qui si trova probabilmente il trend più significativo del rapporto, ed è tutto racchiuso in quattro numeri, uno per ogni segmento, relativo alla quota di mercato dei veicoli elettrici ricaricabili:
- Autobus: 29,7% – quasi un bus su tre venduto oggi è elettrico
- Furgoni leggeri: 13,9%
- Autocarri medio-pesanti: 5,6%
- Autocarri pesanti (≥16 t): appena 2,7%
C’è una progressione quasi perfetta: più un veicolo è pesante, meno è elettrificato. Ha senso dal punto di vista tecnico (batterie enormi, autonomia limitata, tempi di ricarica), ma il divario è comunque impressionante: gli autobus sono già a un terzo di elettrificazione mentre i camion pesanti sono ancora sotto il 3%.
Curiosamente, però, è proprio nel segmento più “indietro” – i camion pesanti – che si registra la crescita percentuale più forte in assoluto: +80,4% di immatricolazioni elettriche rispetto all’anno scorso. Partendo da numeri piccoli, certo, ma il ritmo di accelerazione è quello più marcato di tutti.
E anche qui la Germania sorprende in negativo: mentre il mercato europeo degli autobus elettrici cresce del 35,6%, le immatricolazioni di bus elettrici calano del 53,7%, un controsenso per un Paese abitualmente all’avanguardia sull’elettrico e che nello stesso periodo vede l’Italia triplicare i propri numeri nello stesso segmento.
Il diesel non è morto. Anzi, nei camion pesanti sta rialzando la testa
Altra sorpresa: tra gli autocarri sopra i 16.000 kg, le immatricolazioni diesel sono tornate a crescere dell’8,3%, mantenendo una quota di mercato schiacciante del 94,1%. Il diesel resta insomma saldamente al comando nel trasporto pesante, ed è persino in “ripresa”, mentre nei furgoni leggeri la sua quota scende (dal 81,8% al 78,9%). Il motore a gasolio non sta sparendo in modo uniforme: si sta ritirando dai segmenti leggeri molto più lentamente da quelli pesanti, dove resta di fatto l’unica scelta praticabile su larga scala.
In sintesi: due velocitÃ
Il quadro che emerge dal primo semestre 2026 è quello di un mercato europeo dei trasporti a due velocità : da un lato i furgoni, in stallo e trainati soprattutto da Spagna e piccoli mercati del Nord Europa, mentre i tre giganti storici (Francia, Germania, Italia) perdono colpi; dall’altro un comparto pesante (camion e autobus) sorprendentemente vivace, con la Polonia che emerge come nuovo motore di crescita e l’Italia che, pur debole sui furgoni, diventa leader europeo su autobus e autobus elettrici. Sullo sfondo, una transizione elettrica che avanza a velocità molto diverse a seconda del peso del veicolo, rapida sugli autobus, ancora agli inizi sui camion pesanti, ma lì proprio dove sta accelerando di più.


