Giorgia Meloni parla direttamente agli autotrasportatori con un video pubblicato sul sito web della Presidenza del Consiglio: il Governo ha fatto la sua parte – dice in sintesi – ha raggiunto un accordo con le associazioni dell’autotrasporto e ha stanziato le risorse necessarie per affrontare l’emergenza del caro gasolio. Ora i blocchi stradali devono finire». Il messaggio, arrivato dopo il Consiglio dei ministri di oggi che ha approvato un nuovo pacchetto di misure a sostegno del settore, è possibile guardarlo qui:
Un intervento che segna un passaggio importante nella gestione della protesta che da giorni interessa diverse regioni del Mezzogiorno. Dopo il confronto ieri tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e le associazioni nazionali dell’Albo, la presidente del Consiglio rivendica gli impegni assunti dall’Esecutivo, annuncia ulteriori provvedimenti e interviene direttamente sulla questione dei presidi che continuano a ostacolare la circolazione. Il messaggio è rivolto soprattutto a quei gruppi di autotrasportatori che, nonostante l’apertura del dialogo con il ministero e gli annunci di allentamento dei fermi da parte dei coordinamenti autonomi del Sud, continuano a mantenere attive alcune forme di blocco.
Meloni: «Non sono promesse, le risorse stanno già arrivando»
La presidente del Consiglio parte dall’accordo raggiunto con le associazioni di categoria, sottolineando la collaborazione durante i mesi di difficoltà. «Il Governo, tramite il ministro Salvini, ha firmato in queste ultime ore un accordo con le associazioni dell’autotrasporto, con le quali ci siamo tra l’altro sempre confrontati e che ringrazio per la collaborazione, che non è mai mancata in questi mesi difficili». Meloni respinge l’idea che si tratti soltanto di nuovi annunci. «Non sono “promesse” quelle che sono state firmate, sono risorse che già stanno arrivando al comparto. Il Ministero dei Trasporti ha già cominciato a pagare e nei prossimi giorni le imprese riceveranno l’acconto sul credito d’imposta per il gasolio, da marzo ad agosto 2026, che copriamo per intero. I controlli si faranno dopo, perché chi lavora non può restare fermo ad aspettare la burocrazia».
Altri 106 milioni, leasing e adeguamento dei contratti al gasolio
Il pacchetto approvato dal Consiglio dei ministri comprende ulteriori interventi economici e normativi. Secondo quanto annunciato da Meloni, il Governo ha previsto 106 milioni di euro aggiuntivi rispetto ai 434 milioni già stanziati nei mesi scorsi, portando a 540 milioni il totale delle risorse richiamate dalla presidente del Consiglio. Tra le misure figurano il rifinanziamento del credito d’imposta sul gasolio per settembre e ottobre 2026, lo sblocco da novembre dei pagamenti arretrati degli incentivi al trasporto marittimo e la proroga al 31 marzo 2027 del termine per utilizzare i crediti. Meloni ha inoltre annunciato due interventi richiesti dalle associazioni: la possibilità di rinviare il pagamento dei canoni di leasing e l’introduzione di un meccanismo obbligatorio di adeguamento al costo del carburante per alcune tipologie di contratti di trasporto meno tutelate. «Sono risposte che devono arrivare immediatamente, per questo abbiamo riunito oggi un Consiglio dei Ministri dedicato. Oggi, non fra un mese. Abbiamo approvato le norme che servono a completare l’accordo».
«Chi blocca le strade e minaccia i colleghi non sta protestando»
La seconda parte dell’intervento della presidente del Consiglio è dedicata alle proteste ancora in corso. Meloni ringrazia le associazioni che hanno scelto la strada del confronto e gli autotrasportatori che hanno deciso di interrompere la mobilitazione, ma denuncia il permanere di blocchi e intimidazioni in alcune aree del Paese.
«Voglio ringraziare le associazioni che hanno scelto il confronto e hanno revocato i fermi e le manifestazioni. È stato un atto di responsabilità. Però voglio dire anche un’altra cosa: in alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade e non si fermano lì: minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi. Questa non è protesta, è intimidazione, e l’intimidazione non la tolleriamo. A pagare, come sempre, non è il potente di turno, è la gente comune. E’ il camionista che deve portare a casa lo stipendio, è un’impresa che non riesce a consegnare, è la famiglia che si ritrova a pagare di più».
Piantedosi chiamato a intervenire per ripristinare la circolazione
Il passaggio più significativo riguarda la richiesta rivolta al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Meloni annuncia di avergli chiesto di intervenire per garantire il transito dei mezzi, la continuità degli approvvigionamenti e la possibilità di lavorare per gli autotrasportatori che non aderiscono alla protesta. «Per questo ho chiesto al Ministro dell’Interno Piantedosi di accogliere la richiesta che ci arriva dalle associazioni degli autotrasportatori, degli agricoltori, della distribuzione, per assicurare la libera circolazione, la fornitura delle merci alle attività commerciali e quindi ai nostri cittadini, evitando anche speculazioni che altrimenti sarebbero inevitabili sui prezzi». La presidente del Consiglio chiarisce anche che il Governo intende utilizzare gli strumenti previsti dalla legge, richiamando espressamente le disposizioni del Decreto sicurezza in materia di blocchi stradali. «E useremo tutti gli strumenti che la legge ci offre, comprese le norme del Decreto sicurezza, che hanno reso reato il blocco stradale. Questo Governo rispetta pienamente chi vuole manifestare, ascolta chi chiede aiuto nel rispetto delle regole, però abbiamo anche il dovere di far rispettare le leggi dello Stato e di non farci ricattare da chi usa la violenza come strumento di pressione».
La conclusione del suo intervento riassume la linea scelta dall’Esecutivo per affrontare la fase successiva agli accordi economici: «Chi vuole lavorare deve poterlo fare e lo Stato deve garantirlo».


