HomeProfessioneUfficio trafficoGenova Pra’, camion e merci tracciati in tempo reale. Le Dogane promettono meno code ai varchi

Genova Pra’, camion e merci tracciati in tempo reale. Le Dogane promettono meno code ai varchi

Entra in funzione Port Tracking I-Road, il sistema che mette in comunicazione i dati doganali con quelli del porto, consentendo di seguire i flussi di veicoli e container. Obiettivo: controlli più mirati, attraversamenti più rapidi e meno attese per gli autotrasportatori. Ma i benefici effettivi restano da misurare.

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Un camion fermo davanti a un varco portuale rappresenta un costo per il trasportatore, un rallentamento per la catena logistica e, spesso, anche un problema ambientale. E se una parte di quelle attese potesse essere eliminata facendo dialogare sistemi informatici che già raccolgono informazioni sui mezzi e sulle merci? È su questa idea che si basa Port Tracking I-Road, il progetto entrato in esercizio nel porto di Genova Pra’, uno dei principali terminal container italiani. A realizzarlo sono stati l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e il Comando Generale della Guardia di Finanza, che ha fornito il proprio supporto operativo.

La novità consiste nella possibilità di monitorare in tempo reale mezzi e merci lungo il ciclo logistico-portuale, integrando informazioni che fino a oggi erano gestite attraverso sistemi distinti.

Due sistemi che finalmente si parlano

Il cuore del progetto è l’interoperabilità tra AIDA, il sistema informativo dell’Agenzia delle Dogane, e il Port Community System (PCS) dell’Autorità portuale, la piattaforma attraverso cui vengono gestite e condivise le informazioni relative ai flussi dello scalo. Grazie a uno scambio automatico di dati, definito system-to-system, le amministrazioni coinvolte possono disporre più rapidamente delle informazioni necessarie per i controlli e la gestione operativa dei movimenti portuali. Il punto quindi è la capacità di mettere in relazione, attraverso sistemi interoperabili, le informazioni sui mezzi, sulle merci e sulle operazioni portuali.

Il progetto rientra nello Sportello Unico Doganale e dei Controlli (SUDoCo), il modello che punta a coordinare maggiormente le attività delle amministrazioni interessate dai traffici internazionali.

Il vero obiettivo è far aspettare meno i camion

Per l’autotrasporto, la conseguenza potenzialmente più interessante riguarda l’attraversamento dei varchi. La disponibilità tempestiva delle informazioni dovrebbe consentire all’Agenzia delle Dogane e alla Guardia di Finanza di organizzare controlli più mirati, tempestivi ed efficaci, riducendo le inefficienze legate alla gestione dei flussi.

Una migliore circolazione dei dati potrebbe quindi tradursi in minori tempi di attraversamento, maggiore fluidità delle operazioni e una riduzione delle soste improduttive. Con un effetto anche ambientale: meno tempo trascorso in attesa significa, potenzialmente, meno consumi ed emissioni, soprattutto quando i veicoli rimangono con il motore acceso.

Ma è proprio su questo punto che servirà una verifica. Al momento dell’annuncio, infatti, non sono stati diffusi dati sui tempi medi di attraversamento precedenti all’introduzione del sistema, né stime quantitative dei minuti che gli autotrasportatori potranno effettivamente risparmiare. E per un’impresa di trasporto la differenza è sostanziale: la digitalizzazione diventa un vantaggio economico soltanto quando si traduce in una diminuzione dei tempi di immobilizzazione dei mezzi.

Da Genova a una rete nazionale di porti connessi

L’iniziativa non è destinata a rimanere confinata al terminal di Pra’. Nelle intenzioni dell’Agenzia delle Dogane, Port Tracking I-Road rappresenta infatti un modello da estendere progressivamente agli altri scali italiani, attraverso la costruzione di una rete portuale digitale integrata.

L’obiettivo è favorire procedure più uniformi, un migliore coordinamento tra le autorità e uno scambio più efficiente delle informazioni lungo la catena logistica. Un passaggio che potrebbe assumere particolare rilievo per le imprese di autotrasporto che lavorano su più porti e si confrontano quotidianamente con procedure, sistemi informatici e modalità operative differenti.

Resta da capire, però, quanto questa integrazione sarà visibile anche dall’esterno, cioè ai trasportatori. Al momento non è chiaro se gli operatori avranno accesso a nuove informazioni sullo stato delle operazioni, se saranno introdotte funzionalità aggiuntive per gestire gli ingressi oppure se i benefici si manifesteranno principalmente attraverso una maggiore efficienza dei controlli.

Per ora la novità è che i sistemi cominciano a parlarsi. La prova più importante sarà verificare se, grazie a questo dialogo, i camion riusciranno davvero a fermarsi di meno.

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