HomeProfessioneLogisticaAmazon accelera sull'elettrico: sei nuovi microhub per le consegne urbane e un piano per moltiplicare i camion a batteria

Amazon accelera sull’elettrico: sei nuovi microhub per le consegne urbane e un piano per moltiplicare i camion a batteria

Il colosso dell'e-commerce porta a 14 le città italiane servite da hub di micromobilità, utilizzando scooter elettrici per le consegne nei centri storici e nelle ZTL. Nel 2025 oltre 20 milioni di pacchi sono stati distribuiti in Italia con veicoli elettrici. Ma la strategia guarda anche al trasporto pesante: uno studio TEHA sostenuto da Amazon individua gli interventi necessari per portare la flotta italiana di camion elettrici dagli attuali 227 a quasi 3.000 entro il 2030.

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Amazon continua a investire nell’elettrificazione del trasporto merci, puntando sia sulla distribuzione urbana dell’ultimo miglio sia, in prospettiva, sui collegamenti di lunga percorrenza. Da una parte amplia la rete italiana di microhub logistici, utilizzando scooter elettrici e veicoli di piccole dimensioni per raggiungere i clienti nei centri storici; dall’altra sostiene uno studio che individua le condizioni economiche, infrastrutturali e normative necessarie per accelerare la diffusione dei camion elettrici in Italia. 

Sei nuovi microhub: le consegne elettriche arrivano in 14 città

Amazon ha annunciato l’apertura di sei nuovi hub di micromobilità a Cagliari, Lecce, Lucca, Palermo, Salerno e Terni, portando a 14 il numero delle città italiane nelle quali utilizza questo modello di distribuzione. Le nuove sedi si aggiungono a quelle già presenti a Milano, Genova, Bologna, Napoli, Roma, Trento, Firenze e Verona. Il principio è quello di avvicinare le merci ai destinatari attraverso piccoli punti logistici urbani, dai quali partono le consegne dell’ultimo miglio con mezzi elettrici di dimensioni ridotte. I microhub consentono di organizzare la distribuzione in aree caratterizzate da strade strette, limitazioni alla circolazione e difficoltà di accesso per i veicoli commerciali tradizionali. Le merci vengono affidate a mezzi più agili, come scooter elettrici e cargo bike a pedalata assistita, che possono effettuare le consegne con minore ingombro stradale e senza emissioni allo scarico. Nelle sei nuove città italiane Amazon utilizza scooter elettrici anche per servire le zone a traffico limitato, nel rispetto delle disposizioni locali.

Il modello punta a migliorare l’efficienza delle consegne nei centri urbani, riducendo al tempo stesso il ricorso ai veicoli più ingombranti nelle aree maggiormente congestionate. Una strategia messa a fuoco anche nel volume «Mercincittà – Come l’ultimo miglio sta cambiando il traffico urbano», nuova pubblicazione della collana 100 Numeri, a cura di Uomini e Trasporti, che sarà presentata il 3 novembre a Rimini in occasione di Ecomondo.

L’azienda ha inoltre esteso le consegne in giornata effettuate con veicoli elettrici di piccole dimensioni a Verona e Bologna, che si aggiungono a Milano, Roma e Genova, dove il servizio era già disponibile. «Portare le consegne con veicoli elettrici di dimensioni ridotte in sei nuove città significa offrire a sempre più clienti consegne veloci e affidabili, riducendo allo stesso tempo il nostro impatto sull’ambiente e sulle comunità in cui operiamo», ha dichiarato Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon Italia. «Le città italiane hanno un patrimonio da tutelare. In queste aree urbane densamente popolate, e in particolare nelle zone a traffico limitato, le nuove modalità di consegna con veicoli elettrici di dimensioni ridotte sono la soluzione ideale per l’ultimo miglio, perché ci permettono di contribuire a ridurre le emissioni contribuendo al contempo a decongestionare le strade cittadine».

Oltre 20 milioni di pacchi consegnati in Italia con mezzi elettrici

La crescita dei microhub si inserisce in un programma europeo di elettrificazione della distribuzione. Amazon dispone oggi di oltre 70 hub di micromobilità in più di 50 città europee, che negli ultimi cinque anni hanno consentito di effettuare 100 milioni di consegne con cargo bike a pedalata assistita, scooter elettrici e carrelli a spinta. Nel 2025, attraverso i propri partner logistici, l’azienda ha consegnato 265 milioni di pacchi in Europa utilizzando furgoni elettrici, cargo bike e scooter elettrici. Di questi, oltre 20 milioni sono stati distribuiti in Italia. Una parte importante della strategia riguarda il rinnovo delle flotte dei partner di consegna. Nel 2025 Amazon ha ordinato quasi 5.000 furgoni elettrici Mercedes-Benz destinati al mercato europeo, di cui 500 per l’Italia. Alla fine dello scorso anno, Amazon e i suoi partner disponevano di oltre 10.000 furgoni elettrici per le consegne in Europa.

A livello globale, la flotta supera i 50.000 furgoni elettrici, con l’obiettivo di raggiungere quota 100.000 entro il 2030. Nel 2025 questi mezzi hanno consegnato più di 2,4 miliardi di pacchi senza emissioni allo scarico. Gli investimenti rientrano nel programma da un miliardo di euro annunciato nel 2022 per favorire la decarbonizzazione della rete europea dei trasporti dei partner logistici, nell’ambito dell’obiettivo aziendale di raggiungere emissioni nette di CO2 pari a zero entro il 2040.

Dai furgoni ai camion: la sfida dell’elettrificazione sulle lunghe distanze

Se la distribuzione urbana può già contare su flotte elettriche operative, il trasporto merci pesante presenta ostacoli più complessi. Per approfondire le prospettive del settore, Amazon ha sostenuto lo studio “Electrifying heavy-duty freight transport as a lever for competitiveness, decarbonisation and growth”, realizzato da The European House – Ambrosetti (TEHA). Secondo lo scenario elaborato da TEHA, con un quadro normativo, economico e infrastrutturale favorevole, la flotta italiana di mezzi pesanti elettrici potrebbe moltiplicarsi per 13 entro il 2030, passando dai 227 veicoli indicati per il 2026 a quasi 3.000 unità. Lo studio individua quattro condizioni fondamentali: pedaggi autostradali differenziati in base alle emissioni di CO2, incentivi per l’acquisto di camion elettrici, prezzi dell’energia competitivi e una rete di ricarica ad alta potenza adeguata alle esigenze del trasporto pesante.

Infrastrutture di ricarica: l’Italia deve recuperare terreno

Uno degli ostacoli principali resta la disponibilità di infrastrutture di ricarica ad alta potenza lungo i corridoi logistici. A differenza dei furgoni utilizzati nell’ultimo miglio, che possono essere ricaricati nei depositi e operano generalmente su percorsi programmati, i camion impegnati sulle lunghe distanze richiedono una rete di punti di ricarica compatibile con le soste operative, i tempi di guida e le esigenze di continuità del servizio. Lo studio TEHA evidenzia come nei Paesi europei con una maggiore diffusione di camion elettrici lo sviluppo delle infrastrutture sia proceduto parallelamente alla crescita delle flotte. Per superare le difficoltà della fase iniziale, quando il numero limitato di veicoli rende meno remunerativi gli investimenti nelle stazioni di ricarica, l’analisi propone anche strumenti pubblici temporanei di condivisione del rischio, capaci di favorire l’ingresso dei capitali privati. Un’opportunità è rappresentata dai finanziamenti europei dell’Alternative Fuels Infrastructure Facility (AFIF), destinati allo sviluppo delle infrastrutture per i combustibili alternativi. Secondo i dati riportati nello studio, nel biennio 2024-2025 l’Italia ha ottenuto 2,9 milioni di euro sui 554,2 milioni complessivamente assegnati a progetti per i veicoli pesanti. Un risultato che evidenzia la necessità di rafforzare la capacità di presentare progetti finanziabili, mobilitare investimenti privati e realizzare una rete di ricarica adeguata alle principali direttrici del trasporto merci.

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