HomeProfessioneLogisticaLogistica urbana, il MIT prova a mettere ordine. Ma per le consegne resta la giungla delle regole

Logistica urbana, il MIT prova a mettere ordine. Ma per le consegne resta la giungla delle regole

Il ministero pubblica una guida per inserire finalmente le merci nei Piani urbani della mobilità sostenibile: un metodo comune per misurare consegne, congestione e disponibilità di spazi. Ma resta il problema delle normative «arlecchino» che cambiano da città a città. Una complessità che il nuovo volume «Mercincittà» di Uomini e Trasporti esplora attraverso sei grandi realtà italiane. La presentazione il 3 novembre a Ecomondo

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Ogni città ha le sue regole. Ma le merci devono arrivare ovunque. È una delle grandi contraddizioni della logistica urbana italiana: le imprese che distribuiscono prodotti devono confrontarsi ogni giorno con un mosaico di limitazioni alla circolazione, finestre orarie, zone a traffico limitato, autorizzazioni e spazi di carico e scarico che cambiano da un Comune all’altro. Talvolta persino tra quartieri della stessa città.

Una giungla normativa che rende più complicato programmare le consegne, organizzare le flotte e contenere i costi. E che rischia di produrre un paradosso: provvedimenti concepiti per rendere più sostenibile la mobilità urbana possono finire per ostacolare proprio quella razionalizzazione dei trasporti che dovrebbe contribuire a ridurre traffico ed emissioni.

Il MIT propone un linguaggio comune per leggere la logistica

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A questa complessità prova a dare una prima risposta il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che il 28 ottobre ha pubblicato una nuova Guida operativa per la logistica urbana nei Piani urbani della mobilità sostenibile (PUMS), predisposta dalla Struttura Tecnica di Missione.

L’obiettivo è aiutare Comuni e Città metropolitane a integrare il trasporto merci nella pianificazione urbana, anche per adeguarsi alle disposizioni europee sulla rete TEN-T.

La novità sta soprattutto nel metodo. La guida propone di suddividere il territorio in zone, stimare la domanda di consegne, censire gli spazi di carico e scarico e le regole di accesso, individuare le criticità e tradurre i risultati in azioni concrete da monitorare nel tempo.

A supporto vengono introdotti due strumenti: l’Indice di pressione logistica (IPL), che mette in relazione le consegne con la disponibilità degli stalli, e l’Indice di congestione (IC), che misura le condizioni generali della circolazione.

In sostanza, prima di decidere come intervenire, bisogna sapere quante merci entrano in città, dove si concentrano le consegne, quali infrastrutture sono disponibili e dove si producono i maggiori conflitti tra traffico e attività distributive.

Dalle normative arlecchino alla pianificazione

Il documento del MIT rappresenta un passo avanti, ma non risolve automaticamente un problema ben conosciuto dagli operatori: la frammentazione delle regole locali. Disporre di indicatori e metodologie comuni non significa, infatti, avere gli stessi criteri per accedere alle ZTL, le medesime fasce orarie per le consegne o procedure autorizzative armonizzate.

La sfida è passare da una città che disciplina i singoli veicoli a una città che pianifica i flussi delle merci. E, possibilmente, farlo attraverso criteri sufficientemente condivisi da consentire alle imprese di organizzare servizi e investimenti senza dover riprogettare completamente la propria operatività ogni volta che attraversano un confine comunale.

Sei città, sei complessità: il viaggio di «Mercincittà»

È proprio da questa consapevolezza che nasce «Mercincittà», la nuova pubblicazione realizzata da Uomini e Trasporti, che sarà presentata martedì 3 novembre a Ecomondo, a Rimini.

Il volume affronta la trasformazione della distribuzione urbana delle merci attraverso numeri, analisi dei costi, innovazioni tecnologiche e possibili soluzioni organizzative. Ma dedica anche uno spazio specifico alla geografia della logistica italiana, analizzando sei importanti contesti urbani: Roma, Milano, Bologna, Genova, Firenze e Napoli.

Sei città profondamente diverse per struttura urbanistica, caratteristiche economiche, viabilità e organizzazione degli spazi. Sei realtà nelle quali la necessità di garantire rifornimenti a negozi, imprese, attività commerciali e cittadini deve conciliarsi con obiettivi di sostenibilità, sicurezza e vivibilità.

L’intento non è individuare una soluzione valida indistintamente per tutti, ma mostrare quanto sia articolato il problema e perché la distribuzione delle merci debba entrare stabilmente nelle scelte di pianificazione delle città.

Anche perché tecnologie, micro-hub, locker, veicoli elettrici, cargo bike e strumenti predittivi possono migliorare l’efficienza delle consegne, ma da soli non bastano. Per funzionare hanno bisogno di un contesto urbano capace di accoglierli.

La logistica urbana non può essere soltanto regolamentata. Deve essere progettata. Ed è questo il filo conduttore che unisce la nuova iniziativa del MIT al percorso di analisi proposto da «Mercincittà».

Appuntamento a Ecomondo

Il volume «Mercincittà» di Uomini e Trasporti sarà presentato martedì 3 novembre 2026, alle ore 16.30, a Ecomondo, Rimini. Un’occasione per discutere di come stanno cambiando le città, di quali nuove esigenze pone la distribuzione delle merci e degli strumenti necessari per renderla più efficiente e sostenibile.

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