Da quando venerdì scorso una nave cisterna è stata attaccata e colpita dagli Houthi, i flussi di gasolio in transito da Suez si sono ridotti di due terzi. Non sono scomparsi, ma sono in navigazione verso il Capo di Buona Speranza e quindi arriveranno in ritardo di qualche settimana rispetto al previsto. Ma siccome nello stesso lasso di tempo molte raffinerie europee dimezzano la produzione per i tradizionali lavori di manutenzione, di gasolio in giro ce ne sarà meno. E con ogni probabilità costerà di più
L’istituzione comunitaria, spesso affiancata dalle locali autorità antitrust, sta svolgendo diverse ispezioni presso costruttori di pneumatici. Perché ipotizzano che abbiano creato un’intesa per coordinare i prezzi. Alcuni costruttori, in Germania e in Finlandia, hanno confermato di aver ricevuto “visite”
Il mercato dell’elettromobilità pesante fa fatica a decollare nel nostro Paese. Lo dicono i più recenti dati Anfia, apparentemente positivi, ma che nella realtà...
Il presidente Finocchiaro: «Solidali con le vittime di Arcelor Mittal. Commissariare l’acciaieria vuol dire far pagare la crisi alle aziende dell’indotto». Le imprese vantano crediti per 120 milioni di euro
La valorizzazione dei biocarburanti all'interno dell'introduzione del Carbon Correction Factor (CCF) in discussione nella Comunità europea; il rilancio dell'Ecobonus da parte del governo italiano...
Nell’arco di un paio di giorni, i due paesi occidentali hanno lanciati missili e caccia su decine di obiettivi nello Yemen. All’origine dell’azione c’è una costosissima deviazione dei flussi di traffico da Suez verso il periplo dell’Asia, che potrebbe spingere nuovamente in alto l’inflazione. A maggior ragione se, come ricorda Domenico De Rosa, CEO di Smet, al conflitto si aggiunge l’effetto dell’applicazione degli ETS partito dal 2024