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I tanti sovraccosti di chi fa autotrasporto in Sardegna/K44 podcast

Se l'autotrasporto sta sopportando una inarrestabile impennata dei costi di esercizio, quello sardo vive tale condizione all'ennesima potenza. Perché per caricare e scaricare in continente deve prendere traghetti (i cui costi negli ultimi mesi sono aumentati di 150 euro a tratta) e rispettare tempistiche obbligate, che saltano e costringono a rinviare il viaggio al giorno successivo, quando le attese al carico/scarico si allungano. In più, come in altri contesti ci sono criticità sia rispetto alle revisioni (a Cagliari si possono attendere anche 15 mesi per ottenerne una) e sia rispetto alla carenza di autisti. Ma su questo la Sardegna ha funzionato come una sorta di laboratorio, avendo vissuto il problema già 25 anni fa. Quali soluzioni ha adottato? Ci spiega tutto in questo podcast Pietro Saiu, titolare dell'omonima azienda di autotrasporto

Riduzione pedaggi autostradali 2021, le domande da prenotare dal 6 al 12 giugno

Occorrerà utilizzare l’applicativo «Pedaggi» nel portale dell’Albo. Dal 27 giugno al 22 luglio dovranno poi essere inseriti la firma e i dati della domanda, per poi inviarla. Esclusi dal rimborso gli euro 3

Bellanova. il confronto governo-associazioni sarà «permanente». Un tavolo carico di dossier

Sbloccati i 500 milioni a ristoro degli aumenti di prezzi del carburante, si apre la discussione sul Pacchetto mobilità europeo, Marebonus, attese al carico/scarico e – è facile prevederlo – sulla clausola per il gasolio. E, intanto, la viceministra apre a nuovi incentivi per il rinnovo del parco

A colloquio con la viceministra al MIMS delegata all’autotrasporto. La strategia delle regole condivise

C’è chi considera l’istituzione dei tavoli un modo per non affrontare i problemi. Teresa Bellanova l’ha eletta come la formula ideale per rinnovare e per fornire al settore un nuovo quadro normativo. Tutto sta a creare in quel tavolo tanti posti quanti sono gli attori coinvolti nelle tematiche. Così, se bisogna trattare di attese compare il posto per la committenza, se si discute di carenza di autisti ecco pronta la sedia per il ministero dell’Istruzione. Sarà una formula vincente? La viceministra ne è convinta. E ci spiega nel dettaglio il perché

Presentata la terza edizione di «100 numeri per capire l’autotrasporto». Il doppio riflesso di un settore allo specchio

Dai dati illustrati nel volume emerge come nel comparto dell’autotrasporto sia in atto un consolidamento organizzativo e strutturale che obbliga necessariamente a ripensare anche procedure, processi e quadro normativo del nostro Paese. Ne abbiamo parlato nel corso della presentazione del volume insieme agli ospiti Francesco Florio, Massimo Campailla, Claudio Villa, Massimo Marciani e Paolo A. Starace

Intervista al presidente dell’albo degli autotrasportatori, Enrico Finocchi. Operazione regolarizzazione

Parliamo di lenta scomparsa dei padroncini e delle tante iniziative da intraprendere per colmare la carenza di autisti. Alla fine, però, i numeri più interessanti che ci illustra Enrico Finocchi riguardano quella marea di aziende iscritte all’Albo, ma prive di veicoli e che odorano tanto di intermediazione. Il loro numero va lentamente scemando. «Non per fare pulizia – sottolinea il presidente – ma per fare in modo che il settore rispetti le regole e le faccia rispettare a tutti coloro con cui interagisce»

Gli operatori si spostano sull’intermodale, ma l’offerta non regge la domanda. Il combinato scombinato

Lo sblocco della linea adriatica ha riversato il traffico – soprattutto semirimorchi – anche nel Nord-Ovest, in attesa che si adegui la linea tirrenica. Ma sono ancora in ritardo treni e banchine da 750 metri e ogni difficoltà si scarica ancora sugli autotrasportatori costretti a lunghe attese

Armando De Girolamo, presidente di Assofer «Evitiamo la tela di Penelope»

«Speriamo di avere quanto prima la nostra parte di Rete TEN-T completamente operativa». Occorrono «tempi rapidi» per adeguare i terminal pubblici. E soprattutto «una scelta chiara e inequivocabile» che eviti «le solite contraddizioni», per cui «la mattina si agisce a favore dello sviluppo della modalità ferroviaria e la notte si interviene per sostenere le altre modalità»

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