Un contenitore in cui trovare novità normative, informazioni su infrastrutture e traffico, approfondimenti, trend del mercato e tutto quanto occorre per gestire in modo efficiente e competitivo un’azienda di trasporti
Scrivere un post su Facebook è un’attività che si fa con estrema facilità, con una tale leggerezza da non pensare alle conseguenze che, alcune volte,...
Non c'è pace per l'autotrasporto. Sembrava esserci stato un spiraglio di intese dopo l'ultimo incontro tra la viceministra Teresa Bellanova e le associazioni avvenuto...
L'aumento dei prezzi dei carburanti sta mettendo in seria difficoltà le imprese dell'autotrasporto italiano, che chiedono a gran voce nuove misure di emergenza per affrontare la difficile situazione. Ma il problema non riguarda solo la corsa ai rincari, ma anche la mancata applicazione di regole che dovrebbero tutelare i trasportatori, in particolare quella che prevede l’adeguamento delle tariffe di trasporto ai prezzi del gasolio. Quali sono le ragioni della scarsa applicazione di una norma? Come la si potrebbe rendere automatica? Cosa potrebbe succedere dal 19 marzo, giornata in cui Unatras ha annunciato manifestazioni di protesta in tutta Italia, se l’autotrasporto decidesse di fermarsi in maniera spontanea? A che punto sono le trattative e come si può risolvere questa emergenza? A queste e ad altre domande risponde Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto
Le aziende polacche e lituane in Germania detengono circa il 20% del mercato del trasporto merci su gomma. E molto spesso il loro personale è ucraino che oggi sceglie di tornare a combattere in patria. Così, una carenza di autisti già consistente diventa ancora più grave
Un camion fermo è uno strumento produttivo che non genera fatturato. E quindi determina una perdita per un’azienda. Ma nella testa e nell’animo di un autista in attesa cosa accade? Durante quelle ore inutili, quelle bolle svuotate di tempo, la persona al volante cosa pensa? E poi, come reagisce quando in grave ritardo può finalmente ripartire? Ce lo racconta in prima persona chi l’ha vissuto sulla propria pelle
Una cifra infinitesimale. Sufficiente a pagare un incremento di tariffa che invece per chi trasporta merci su gomma – e quindi acquista gasolio pagandolo il 15,2% in più rispetto a inizio 2022 e il 33% in più rispetto a un anno fa – è necessaria come l’ossigeno. Il rischio è che se non la ottiene si fermi. E quando si spengono tutti i motori non si muovono più nemmeno i generi di prima necessità
Per la prima volta nel nostro Paese è stato condotto uno studio sui tempi di attesa al carico e scarico merce. A realizzarlo è stato Districò, il database del Centro Studi Federtrasporti, che ha stimato in 4,35 ore l’insopportabile tempo medio che si perde per le operazioni di carico/scarico. Ma per quale motivo si aspetta così tanto? A quanto ammontano i sovraccosti che gravano sulle imprese di autotrasporto a causa dei tempi morti? Ci sono differenze rispetto a quanto avviene negli altri paesi europei? Ne parliamo in questo episodio con Claudio Villa e Paolo Moggi, rispettivamente Presidente e Responsabile QSA e Formazione del Gruppo Federtrasporti
Il Sabo Rosa 2022, ovvero il riconoscimento che dal 2010, in occasione della Festa della Donna, viene conferito alla Camionista dell’Anno dalla Roberto Nuti Group – produttrice di ammortizzatori e...