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10 domande a… Bruno Pozzobon

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CARTA DI IDENTITÀ

Nome Bruno
Cognome Pozzobon
Età 61
Stato Civile sposato
Punto di partenza Pisa
Anzianità di Servizio 40 anni
Settore di attività paglia e fino, beverage
  • Quando hai iniziato a fare l’autista?

Nel 1982, durante il servizio militare. All’epoca mi piaceva già il camion e iniziai a guidare i primi mezzi proprio nel periodo di leva obbligatoria. Presi così la patente e da allora non sono mai più sceso dal camion, neanche adesso che sono giunto alla pensione. Ho troppa passione per questo lavoro.

  • Il tuo lavoro attuale?

Sono autotrasportatore e socio della Trivella Trasporti, una cooperativa con sede a Cascina, vicino Pisa. Guido un autotreno ed effettuo trasporti prevalentemente interregionali. Di solito parto dalla Toscana caricando fieno leggero e portandolo in Piemonte, ai grandi allevamenti della Pianura Padana, per poi ritornare giù con casse di acqua minerale.

  • Che camion guidi?

Un Iveco Stralis 570. Ha poco più di quattro anni di vita. Mi trovo molto bene.

  • Com’è trasportare il fieno?

Al fieno sono abituato da quando ero bambino. Sono cresciuto in una famiglia di contadini. Avevamo 7-8 mucche. Con i carichi di fieno sul camion, per me è come portarsi dietro il ricordo dei nonni.

  • Un elemento che apprezzi particolarmente di questa attività?

Il fatto che non ci sono tempi di attesa. Quando vado dal contadino a caricare la merce, infatti, non mi capita di vedere camion in fila, di perdere tempo, di aspettare invano. In altre parole, zero stress. Ecco perché mi piace tanto trasportare il fieno. È tutto un altro mondo. Quando invece carico le casse di acqua minerale e devo recarmi nei magazzini logistici (supermercati, ingrosso, ecc.), le cose cambiano. I tempi morti possono arrivare anche oltre le due ore.

  • Come è cambiato nel tempo il mestiere del camionista?

Rispetto a quando ho iniziato, ormai quarant’anni fa, sono cambiati soprattutto i ritmi e i tempi lavorativi, che sono sempre più frenetici. Si è costretti ad andare di corsa e a vivere costantemente con l’ansia di non arrivare in tempo.

  • Quali sono le situazioni che causano più stress sul lavoro?

Soffro molto quando mi imbatto in code e disagi sulle autostrade della Liguria per traffico intenso, incidenti e cantieri. Da quando è crollato il ponte Morandi e stanno facendo lavori di ammodernamento delle infrastrutture, la Liguria è diventata inaccessibile. È sempre tutto bloccato. E io che devo attraversarla per forza per andare o tornare dal Piemonte, finisco col ritrovarmi puntualmente in ritardo sulla tabella di marcia. E la cosa peggiore è che poi devo sentirmi dire allo scarico «Sei arrivato tardi». E io controbatto: «Ho trovato chiuso. Dove passo? Con il gasolio che è arrivato a questi prezzi, faccio il giro da Piacenza? Ma scherziamo?».

  • A proposito di rincari, come stai vivendo questo momento?

È dura. Questa storia sta andando avanti ormai da mesi e adesso siamo arrivati al punto di non ritorno. Ci serve avere un po’ di respiro per sopravvivere.

  • Come combatti questo carico di ansie?

Mi ritengo una persona paziente e tranquilla, che mantiene calma e sangue freddo nelle situazioni difficili. Nel pratico, mi aiuta molto fare una telefonata ai miei cari, a un amico, oppure ascoltare la radio. Queste sono le cose che rendono i miei viaggi meno “pesanti”.

  • Come passi il tuo tempo libero?

Mi dedico alla famiglia. Ho una moglie e una figlia che adoro tanto.

Bruno e il fieno

Bruno è uno dei protagonisti ritratti nel libro fotografico Persone di prima necessità, nella sezione intitolata Coppie motrici, dove donne e uomini si prestano all’obiettivo di Alfonso Santolero con i loro sguardi, la loro genuinità, la loro fierezza. Persone che portano oggetti, un incontro tra esseri e cose, simboli di un quotidiano, di una dinamica virtuosa che consente lo svolgersi della vita. Coppie motrici al servizio della collettività.

Per leggere altre interviste ai protagonisti della strada, vai a «Voci on the road».

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