Se c’è un momento giusto per calare un asso sul tavolo, è quando hai già in mano una serie di carte vincenti. Il debutto del nuovo MAN eTGM a Transpotec Logitec 2026 non è solo la presentazione di un truck elettrico da 16 tonnellate per la distribuzione urbana e regionale. È il pezzo mancante che chiude il puzzle dell’elettrificazione bavarese (coprendo ora tutta la gamma da 12 a 50 tonnellate) ed è, soprattutto, la fotografia di un marchio che in Italia sta viaggiando con il vento in poppa.
Il contesto, in questo caso, pesa quanto il prodotto. A fare gli onori di casa a Milano non c’era solo il vertice tedesco (per la precisione Friedrich Baumann, responsabile Sales & Customer Solutions, nonché componente del Board di MAN Truck & Bus), ma un management italiano che nel 2026 festeggia i 40 anni della filiale con numeri che parlano da soli. Marc Martinez, Managing Director di MAN Truck & Bus Italia, ha messo in fila i risultati di una progressione evidente: il 2025 si è chiuso con un fatturato record di 617 milioni di euro (pari al 10% del mercato Area Europe di MAN). Ma è l’avvio del 2026 a marcare il passo. Tra gennaio e aprile, MAN ha portato a casa una quota del 10,9% nel segmento oltre le 6 tonnellate e dell’11,7% in quello sopra le 16 tonnellate, firmando di fatto il miglior risultato di sempre per il brand in Italia. Anche nel settore Construction la seconda piazza nazionale è blindata, così come nei camion elettrici pesanti.
Insomma, l’eTGM non atterra in un mercato in esplorazione, ma su una rete solida (82 punti di assistenza e 10 MAN Center) e affamata di volumi. E le carte in regola per farli ci sono tutte.

La macchina: 16 tonnellate pensate per la città
Progettato per la logistica alimentare, la GDO, i servizi municipali e il trasporto regionale, l’eTGM ha una massa complessiva a terra di 16,01 tonnellate (16,5 tonnellate opzionali) e può spingersi fino a 33 tonnellate come massa complessiva del complesso. Sotto la pelle, batte la stessa architettura modulare dei fratelli maggiori eTGX ed eTGS: un motore centrale MAN eCD210 da 210 kW (285 CV) e 800 Nm di coppia, abbinato al cambio TipMatic 2.
Ma la vera leva su cui MAN punta per convincere gli operatori è la flessibilità. Il pacco batterie è modulare: si può scegliere da due a quattro unità, per una capacità utile fino a 320 kWh. Tradotto in strada, significa poter calibrare il mezzo esattamente sulle proprie rotte, evitando di portarsi a spasso peso inutile, con un’autonomia che nella configurazione massima arriva fino a 480 chilometri. Più che sufficienti per chiudere un turno di consegne regionali e tornare in base a ricaricare.
Questione di logica (e di allestimenti)
C’è poi un dettaglio che fa la differenza per chi i camion li deve mettere a lavorare davvero: gli allestimenti. MAN ha giocato d’anticipo, coinvolgendo i costruttori di sovrastrutture fin dall’inizio. Il risultato sono interfacce “bodybuilder friendly” e la disponibilità della presa di forza meccanica mPTO, una rarità tra gli elettrici, che permette di montare allestimenti standard senza doversi inventare costose acrobazie tecniche. Aggiungete un accesso ribassato alla cabina e un’eccellente visibilità, e avrete il quadro di un veicolo pensato per chi fa su e giù dal camion decine di volte al giorno.
Come ha sintetizzato Friedrich Baumann, l’eTGM è il «completamento logico» del portafoglio. Ma è anche qualcosa di più. In un’Europa dove i costi energetici ballano, le normative si stringono e i pedaggi legati alla CO2 cominciano a farsi sentire sui bilanci, un 16 tonnellate flessibile e già pronto per gli allestitori non è solo un esercizio di stile a zero emissioni. È uno strumento di lavoro. Che in Italia, a giudicare dai numeri di Martinez, ha già trovato il suo palcoscenico naturale.



