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D-TEC, la fabbrica olandese dei semirimorchi leggeri

Il costruttore Orange, oggi nel perimetro dell’OFB Group, guida il mercato olandese dei telai portacontainer con quote fino al 40% e una presenza in crescita in Italia tramite Multitrax. Dalla nuova sede di Kesteren arrivano semirimorchi più leggeri, personalizzati e pronti ai mercati europei

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il CEO Tim van der Roest

D-TEC, ancora nelle mani della famiglia del fondatore Jan van Vlastuin e dei figli Henk, Karel e Gerrit (oggi alla guida dell’azienda), evolve in OFB Group. Un polo che integra anche il principale concessionario Ford Trucks dei Paesi Bassi (con una quota del 50%) e diverse realtà attive nel trasporto pesante.

Dalla nuova sede di Kesteren, avviata nel 2025 e recentemente inaugurata, D-TEC punta su specializzazione, automazione e sostenibilità per sviluppare una gamma di semirimorchi che spazia dall’agricoltura all’industria fino alla logistica. Dalle cisterne per liquami e digestato ai telai portacontainer, passando per robot di saldatura, lavorazioni meccaniche interne e una supply chain altamente integrata. Durante la visita allo stabilimento, il CEO Tim van der Roest ha illustrato organizzazione produttiva, strategie industriali e prospettive di crescita.

Lo stabilimento rappresenta un esempio di specializzazione applicata ai semirimorchi. «Operiamo su due linee produttive distinte ma complementari: da un lato i telai portacontainer, dall’altro le cisterne per liquami, digestato e reflui agricoli», spiega van der Roest, «un comparto in cui abbiamo sviluppato competenze molto specifiche». In Italia i mezzi sono distribuiti da Multitrax, società dei fratelli Andrea e Alberto Maggi con sede a Cremona, attiva da 30 anni nell’importazione di veicoli industriali innovativi.

La separazione dei processi emerge chiaramente nell’organizzazione della fabbrica. I telai portacontainer seguono una produzione a stazioni successive, mentre le cisterne vengono assemblate in un’unica postazione fino al completamento. Dopo l’arrivo del serbatoio grezzo dal fornitore specializzato, si procede con le personalizzazioni richieste – boccaporti, tubazioni di lavaggio, sistemi di carico e scarico – quindi con la verniciatura e il ritorno in linea per l’assemblaggio finale.

Cisterne da 30 o 36 metri cubi

Tra i prodotti simbolo figura la cisterna Steer, destinata soprattutto al mercato olandese. Le differenze normative europee incidono in modo significativo sulle caratteristiche tecniche: nei Paesi Bassi le capacità arrivano normalmente a 36 metri cubi, mentre in Italia si fermano intorno ai 30 per i limiti di peso. Cambiano anche le tecnologie: il mercato olandese privilegia sistemi di pompaggio idraulici, mentre altrove restano diffuse le soluzioni a vuoto.

D-TEC sta ampliando il raggio d’azione verso applicazioni industriali e nel settore dei rifiuti, pur mantenendo una forte presenza in ambito agricolo. Le cisterne sono per lo più realizzate in acciaio inox, scelto per durabilità e resistenza alla corrosione. Peculiare l’assenza di un telaio tradizionale: gli assali sono collegati direttamente al serbatoio, con benefici in termini di peso e semplicità costruttiva.

Il ciclo produttivo di una cisterna richiede circa una settimana, con una produzione attuale di 5-6 unità. La filosofia è orientata alla massima personalizzazione: ogni veicolo viene configurato sulle esigenze del cliente, rendendo cruciale la pianificazione di componenti e lavorazioni.

Robot e saldatura di precisione per i telai portacontainer

Sul fronte dei telai portacontainer, l’azienda ha investito in modo deciso nell’automazione. «Il cuore del processo sono i robot di saldatura applicati al telaio a longherone centrale (“single beam concept”), uno dei tratti distintivi della nostra gamma», spiega Sjaak Molissant, Regional Manager. «I robot operano simultaneamente garantendo uniformità termica e qualità costante: ogni telaio richiede tra 7 e 9 ore di lavorazione automatizzata».

La robotica affianca, senza sostituire, il lavoro umano: gli operatori eseguono le saldature preliminari e le operazioni più complesse, mentre i robot gestiscono le fasi ripetitive ad alta precisione. Il longherone centrale consente di ottenere una struttura insieme flessibile e robusta, particolarmente apprezzata nel trasporto container.

Componenti come assali, impianti frenanti e pneumatici vengono selezionati in base alle richieste dei clienti, con fornitori del calibro di SAF, BPW e Jost. A supporto della rapidità di consegna, D-TEC mantiene uno stock di circa 130 telai pronti.

Leader nei Paesi Bassi

D-TEC continua a occupare una posizione di rilievo nel mercato domestico, con una quota tra il 35 e il 40% nel segmento dei telai portacontainer. «Dopo i Paesi Bassi, i mercati principali sono Polonia e Italia», spiega André van Beek, Business Development Manager. «Il Regno Unito presenta esigenze specifiche, mentre la Germania è in crescita nonostante la forte concorrenza locale». Nei mercati in cui è presente tramite importatori, la quota media si attesta intorno al 25%.

Uno degli elementi distintivi è il rapporto diretto tra clienti, rete commerciale e ufficio tecnico. Le richieste degli utilizzatori vengono raccolte dai concessionari e trasferite agli ingegneri: inizialmente sviluppate come soluzioni speciali, possono entrare a far parte della gamma standard se la domanda si consolida. Un processo che consente di trasformare rapidamente esigenze operative in innovazioni concrete.

Lo schermo in linea di montaggio con le relative tempistiche progressive

A supporto opera un team di circa 20 specialisti tra ricerca, sviluppo e ingegneria, suddivisi tra cisterne e telai portacontainer.

Nuova generazione di container chassis

D-TEC sta lavorando all’evoluzione della gamma con l’obiettivo di aumentare flessibilità e ridurre il costo totale di esercizio. Tra le novità, soluzioni estensibili per container da 45 piedi e configurazioni che ampliano le possibilità di carico senza compromettere la semplicità costruttiva.

Particolare attenzione è riservata al contenimento del peso: in alcuni casi il vantaggio rispetto ai concorrenti raggiunge alcune centinaia di chilogrammi, con benefici su carico utile e consumi. Un aspetto sempre più rilevante anche in prospettiva dell’elettrificazione.

Secondo l’azienda, ogni chilogrammo risparmiato si traduce in maggiore autonomia operativa. Allo stesso tempo, la semplicità strutturale contribuisce a ridurre i costi di manutenzione e a preservare il valore residuo, due fattori chiave nella valutazione economica di un semirimorchio.



I VANTAGGI DELLA PROTEZIONE ANTICORROSIONE
L’automazione della sabbiatura rappresenta un passaggio chiave per mantenere competitiva una produzione interamente europea. Finora eseguita manualmente, oggi è affidata a un nuovo impianto da 1,3 milioni di euro che garantisce maggiore uniformità e qualità superficiale.
La verniciatura è uno dei principali elementi distintivi di D-TEC. Dopo la sabbiatura, i telai vengono metallizzati mediante spruzzatura di zinco ad alta temperatura, quindi trattati con primer e verniciatura finale a umido. Secondo l’azienda, questo ciclo assicura una protezione anticorrosione superiore nel lungo periodo: anche dopo 10-15 anni i telai mantengono buone condizioni estetiche e strutturali.
Il confronto è spesso con i trattamenti KTL (cataforesi), diffusi nelle produzioni ad alto volume. Pur riconoscendone l’efficacia, D-TEC evidenzia i vantaggi del proprio processo in caso di danneggiamenti superficiali, grazie alla capacità dello zinco di continuare a proteggere il metallo sottostante.

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