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Ultimo miglio, ecco le sei Electric Plazas di OneWedge: ricarica e sicurezza nel cuore delle zone logistiche

Il primo ad entrare in funzione a inizio 2027 sarà l’impianto di San Donato Milanese che disporrà di 280 stalli per la ricarica e sistemi di sorveglianza a tutela dei mezzi. Il progetto, realizzato dalla società a capitale privato guidata da Gianni Catalfamo, prevede altre 5 aree che nasceranno vicino ai maggiori centri logistici italiani individuati grazie a un software proprietario. Gli investimenti, sostenuti finanziariamente da fondi internazionali giù presenti in altri progetti infrastrutturali, puntano anche all’acquisto di grandi quantità di energia a costi contenuti e fissi per lunghi periodi

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Il progetto è ambizioso. Creare grandi parcheggi in prossimità delle zone logistiche più importanti d’Italia per la ricarica (notturna) dei furgoni elettrici utilizzati dai maggior player di mercato per le consegne dell’ultimo miglio. È quello che sta realizzando OneWedge, una società a capitale privato, partita come start up nel 2017, che ha già all’attivo diversi impianti di ricarica in Piemonte, Lombardia e Sicilia. “Si tratta della prima generazione nata intorno al 2022 – spiega il Ceo, Gianni Catalfamo a Uomini e Trasporti – Una sorta di progetto pilota con dimensioni ridotte, fino a una quarantina di stalli, e soprattutto con elettricità a bassa tensione” (nella foto sopra il parcheggio realizzato a Brandizzo, in Piemonte).

Gianni Catalfamo, Ceo di OneWedge

L’avvento delle Electric Plazas

Il salto verso aree molto più grandi – tra i 10.000 e i 20.000 metri quadrati – con corrente ad alta tensione in grado di permettere la ricarica contemporanea di molti stalli – da un centinaio fino a oltre 600 – è previsto per quest’anno. Le prime strutture vedranno la luce nei primi mesi del 2027, a partire da quello di San Donato Milanese che disporrà di 280 posti di ricarica. In costruzione anche Verona (270 stalli), Segrate (140 stalli), Pero (200 stalli), Torino Rivalta (680 stalli) e Roma Casal Bianco (610 stalli). “La scelta delle dimensioni – conferma Catalfamo – è anche relativa all’area: parcheggi estremamente grandi possono creare ingorghi e traffico per l’accesso all’area”. 

Un software per le aree logistiche

Se gli impianti di prima generazione sono stati costruiti nelle regioni e nei luoghi richiesti dai committenti, per questo secondo step la filosofia è cambiata. “Abbiamo sviluppato un software proprietario – ammette il Ceo di OneWedge, ingegnere di lungo corso – che ci permette di individuare con esattezza le zone a maggiore intensità logistica del paese. Dove sono concentrate i brand più attivi nell’ultimo miglio. In base a questi dati noi cerchiamo gli spazi dove costruire le Electric Plazas”. Insomma, uno studio scrupoloso delle dinamiche e dei movimenti della logistica dell’ultimo miglio che OneWedge sta estendendo anche ad altri paesi europei con l’intenzione di individuare all’estero possibili aree con domanda crescente di ricariche elettriche per furgoni.

Parcheggi sicuri

Le Electric Plazas, infatti, sono pensate a sostegno dei grandi corrieri e delle aziende che lavorano per questi brand offrendo loro la possibilità di parcheggiare il mezzo in aree sicure e protette da telecamere per ricaricarlo tutta la notte e averlo pronto al mattino per i giri di consegna. “Abbiamo previsto anche colonnine di ricarica fast – precisa Catalfamo – a supporto di chi ha bisogno di un surplus di ricarica per giri più lunghi che è possibile fare in pausa pranza, per esempio”. Inoltre, il sistema è dotato di ridondanze: in caso di interruzione dell’erogazione della corrente entrano in funzione batterie in grado di tenere la carica dei mezzi per un giorno. OneWedge si pone come partner terzo rispetto ai grandi marchi della logistica che pure dispongono (a volte) di parcheggi per la ricarica elettrica dei mezzi, ma non sempre sufficienti alle flotte in crescita. “Il punto è avere gli spazi – puntualizza Catalfamo – in prossimità degli impianti. Non tutti i player ne hanno a disposizione, in questo caso possiamo supportare noi”.

Fondi d’investimento in azione

D’altra parte, l’investimento non è minimo. “In media la realizzazione di ogni impianto costa circa 10 milioni di euro – aggiunge il Ceo di OneWedge – Abbiamo calcolato che l’Italia avrebbe bisogno di circa 2.000 impianti di ricarica per le flotte. Insomma, sono numeri importanti”. Sostenuti per lo più da grandi fondi di investimento tedeschi e americani (per ora), già presenti in altre infrastrutture. “Ciascuno dei nostri impianti parte già con un fondo che ne sostiene finanziariamente la realizzazione – ammette Catalfamo – Noi non siamo proprietari di questi impianti, almeno in questa prima fase, ma agiamo da sviluppatori, ne curiamo la gestione e il rapporto commerciale con il finanziatore”. 

Energia a prezzo fisso

Oltre alla gestione del sito, c’è infatti l’aspetto commerciale di acquisto e rivendita di energia elettrica. Con sei aree in arrivo, One Wedge diventa un grande acquirente per le maggiori utilities dell’energia. “Grazie alle grandi quantità, siamo riusciti ad attivare dei contratti a lungo termine a costi fissi per l’erogazione di energia – spiega Catalfamo – che ci mettono al riparo dalle oscillazioni dei costi legati alle crisi energetiche ormai ricorrenti, ma che ci danno anche un vantaggio commerciale perché riusciamo ad offrire tariffe contenute e soprattutto bloccate per diverso tempo”. Per esempio? “Noi offriamo pacchetti in base al chilometraggio del mezzo – spiega il numero uno di OneWedge – Quindi il calcolo della tariffa è in base al consumo annuo. Per capire il vantaggio, si deve partire dalla spesa per il carburante dello stesso mezzo a gasolio. Ecco noi siamo in grado di garantire un venti per cento in meno”. A patto che il furgone sia elettrico. 

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