C’è un passaggio di consegne in corso in Scania Italia. Dal 1° settembre 2026, Fredrik Swartling assumerà la carica di Amministratore Delegato, succedendo a Enrique Enrich, che guida l’azienda dal 1° dicembre 2020. Non si tratta di una svolta, ma di una continuità con ambizione: Swartling conosce il mercato italiano come pochi, ci vive da dieci anni, ha sposato una moglie marchigiana e, come ha detto lui stesso, si sente «più italiano che svedese».
Chi è Fredrik Swartling
Laureato in ingegneria elettronica alla Linköping University di Svezia, Swartling è entrato in Scania direttamente dopo l’università: ventuno anni fa, senza mai cambiare azienda. I primi dieci e mezzo li ha trascorsi in Svezia, nell’area Ricerca & Sviluppo, dove si è occupato in particolare di sviluppo software e sistemi di post-trattamento Euro VI. Ha al suo attivo una ventina di brevetti, quasi tutti legati all’epoca in cui faceva ricerca sul cambio e sulle strategie di cambio marcia. Dal 2016 è in Italia, dove ha costruito la sua carriera manageriale nell’ambito dei servizi: Scania Fleet Care, On-Site e Services 360 sono tra i progetti strategici che ha guidato in prima persona, ridisegnando il modo in cui Scania si relaziona con i propri clienti lungo tutta la vita del veicolo.
«Sono orgoglioso di avere questa sfida», ha dichiarato Swartling. «Sono anche orgoglioso di aver fatto parte finora della squadra di Scania Italia, perché se Scania investe in una risorsa locale significa che abbiamo operato in modo corretto».
Cosa ha lasciato Enrique Enrich
Enrique Enrich lascia un’azienda diversa da quella che ha trovato. Nei cinque anni e mezzo del suo mandato, Scania Italia ha rafforzato la rete di concessionari e officine in modo significativo: oltre venti nuovi punti aggiunti, più altri dieci On-Site. Ma il dato che Enrich cita come sua soddisfazione più grande non è quantitativo, ma qualitativo.
«La soddisfazione più grande è vedere nelle officine un ambiente ancora più coinvolto con la nostra organizzazione, molto sicuro», ha dichiarato. «Tante officine non lavoravano con autobus, non lavoravano con motori industriali: hanno iniziato a farlo. Oggi la copertura è molto più ampia, la professionalità più grande. I tecnici usano già l’iPad, il Digital Dealer è una realtà, i clienti hanno informazioni in tempo reale attraverso l’app SOS anche per assistenza all’estero. Vedere come è salito il livello di professionalità delle officine è la cosa più importante per me».
Enrich, in Scania dal 1997 – 29 anni ad agosto – non lascia il Gruppo. Ha annunciato un nuovo incarico importante «dalla mia parte dell’Oceano Atlantico», con un riferimento esplicito alle sue origini sudamericane. «Mi sento con sentimenti contrastanti: sono molto triste di andare via, ma sono anche molto contento di lasciare questo incarico a una persona che ha le tre cose che un leader deve avere — idee, capacità di esecuzione eccezionale e tanto carisma».
Le priorità del nuovo AD
Swartling ha le idee chiare su dove vuole portare Scania Italia. L’agenda ha tre assi principali.
Integrazione con la casa madre. «Una volta l’importatore poteva essere un po’ indipendente. Io penso che questo è il passato. Dobbiamo essere molto più allineati tra i vari Paesi: il modo di lavorare, i sistemi, i metodi, i prodotti».
Prossimità ai clienti. «Il mio mandato è di essere vicino a dove sono i clienti. Vuol dire continuare tutto quello che ha fatto Enrique e tutta la squadra — e poi aggiungere il coraggio di cambiare, anche quando siamo forti. Perché i competitor non dormono».
Elettromobilità come sfida urgente. Su questo punto Swartling è diretto: «Penso che l’anno prossimo, se non si diffonde l’elettromobilità, sarà un grosso problema per tutti i costruttori. Noi abbiamo il prodotto, il servizio, la soluzione e anche le colonnine di ricarica. Non c’è nessun dubbio su questo. Ora devono partire le vendite. La sfida è trasformare l’interesse dei clienti in un passo effettivo e concreto. Non è la soluzione che manca, è il business case che dobbiamo fare quadrare — a tutti i costi. Tutti devono fare un piccolo passo: politici, costruttori e trasportatori».
Swartling ha anche annunciato che lascerà spazio a qualcuno più specializzato nella gestione dei servizi per quella parte del suo lavoro «Prenderò un po’ di tempo per studiare il passaggio. Ci sarà qualcun altro che è più bravo di me a fare i servizi e devo lasciare lo spazio a questa persona».
Un’azienda pronta al cambio di marcia
Il passaggio di testimone in Scania Italia non è un segnale di discontinuità, ma di maturità organizzativa. Un manager cresciuto internamente, con radici ormai solide nel mercato italiano, prende in mano un’azienda che negli ultimi anni ha investito pesantemente in servizi, digitalizzazione e rete. La vera prova del prossimo mandato sarà misurare la capacità di trasformare quella piattaforma in risultati concreti sul fronte della transizione energetica, che nel trasporto pesante, a differenza di altri segmenti, non è ancora decollata. Swartling non si nasconde dietro ai numeri: il 2027, dice, sarà l’anno della verità.


