La sicurezza nel Traforo del Monte Bianco si rafforza con l’ingresso in servizio di Artemis, la prima di quattro autobotti speciali, sviluppate da Scania insieme all’azienda specializzata in veicoli di soccorso BAI (Brescia Antincendi International) per operare in uno degli ambienti più critici e complessi del continente europeo. Il nuovo mezzo antincendio, progettato specificamente per gli interventi d’emergenza all’interno del tunnel alpino, potente, manovrabile e tecnologicamente avanzato, ha l’obiettivo di garantire tempi di reazione rapidissimi in scenari dove ogni secondo può risultare decisivo.
Nata dall’esperienza maturata sul campo dagli operatori del Traforo del Monte Bianco, combinata con il know-how tecnico di Scania e BAI, l’autobotte è stata completamente personalizzata, sviluppata sfruttando la modularità del costruttore svedese per creare un mezzo ottimizzato in termini di peso, robustezza e capacità operativa.
Le caratteristiche tecniche

Dal punto di vista costruttivo, Artemis si basa su un veicolo a quattro assi da 32 tonnellate, caratterizzato da un passo particolarmente compatto di 4.150 mm tra il primo e il terzo asse, una configurazione studiata per assicurare una manovrabilità superiore in uno spazio ristretto e complesso come quello del tunnel.
Sotto la cabina trova posto un motore da 360 CV, pari a 265 kW, abbinato a un cambio automatico Allison Transmission 4500PR con convertitore di coppia, rapporti specificamente ottimizzati per questa applicazione e retarder idraulico integrato.
La tecnologia Pump & Roll
Uno degli elementi più importanti del mezzo è la tecnologia Pump & Roll, che consente di alimentare l’impianto antincendio anche durante la marcia grazie alle prese di forza.
In pratica, l’autobotte può continuare a erogare acqua e schiuma mentre si muove, fino a una velocità di 40 km/h, una capacità essenziale in un contesto operativo dove rapidità e continuità dell’azione possono fare la differenza.
Un serbatoio acqua da 12.000 litri
L’equipaggiamento antincendio è stato dimensionato per affrontare scenari estremi. L’autobotte dispone infatti di un serbatoio acqua da 12.000 litri, affiancato da due serbatoi per la schiuma, mentre il cuore del sistema è costituito da una pompa centrifuga a doppio stadio capace di erogare fino a 4.500 litri al minuto, supportata da un sistema di miscelazione CAFS di ultima generazione, tecnologia che migliora l’efficacia dell’azione estinguente.

La sicurezza degli operatori
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla protezione degli operatori, chiamati a intervenire in condizioni potenzialmente critiche, tra buio totale, temperature elevate, aria irrespirabile e presenza di sostanze tossiche o infiammabili. Artemis integra perciò un pacchetto avanzato di sicurezza che comprende assistenza radar alla guida firmata BAI, termocamera termica e visione perimetrale a 360 gradi, strumenti indispensabili per operare anche in ambienti completamente saturi di fumo.
A bordo trova posto inoltre una cabina Scania serie L ribassata, scelta per la sua eccellente visibilità diretta e per la funzione kneeling, che facilita salita e discesa degli operatori nelle fasi di emergenza. La cabina è inoltre pressurizzata con aria respirabile, mentre un rilevatore gas monitora costantemente la presenza di sostanze pericolose, offrendo protezione continua all’equipaggio.
I commenti
«La collaborazione tra Scania, BAI e il Traforo del Monte Bianco – ha dichiarato Simone Martinelli, responsabile vendite mobilità elettrica, urbana e per l’edilizia di Scania Italia – rappresenta un modello di eccellenza nello sviluppo di soluzioni avanzate per la sicurezza in infrastrutture strategiche, dove innovazione tecnologica, affidabilità e capacità di intervento sono elementi determinanti».
«Questa sinergia – ha dichiaratoDavid Guinchard, direttore commerciale di BAI – ha reso possibile lo sviluppo di una soluzione altamente specializzata, con particolare attenzione alla manovrabilità e alla sicurezza operativa».
«Si conferma l’impegno del Traforo del Monte Bianco – ha concluso Riccardo Rigacci, direttore del TMB GEIE (Gruppo Europeo di Interesse Economico del Traforo del Monte Bianco), la struttura italo-francese che gestisce e mantiene in esercizio il tunnel – di mettere a servizio della sicurezza quanto di meglio e performante si possa ottenere da veicoli fondamentali per la gestione di un qualsiasi evento all’interno del Traforo».


