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Addio a Rocco Giordano: un lutto per l’autotrasporto e la logistica

Se n'è andato Rocco Giordano, per tutti "il professore". Economista dei trasporti, accademico, editore: una vita a spiegare che «la logistica è l'energia invisibile che muove l'economia». Ma chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto l'uomo: ironia, intelligenza, umanità negli occhi. Un maestro. Un amico. Mancherà

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Nato nel 1947 a Frattamaggiore (Napoli) e laureatosi nel 1971 in Economia Marittima presso l’Istituto navale di Napoli, Giordano era approdato subito dopo la laurea al CSST, il centro studi della Fiat, guidato dal professor Mario Del Viscovo, titolare di Economia dei Trasporti all’Università Bocconi di Milano, e padre riconosciuto della trasportistica nazionale. Assunta, nel 1974, la direzione della sede CSST di Napoli (che mantenne fino alla sua chiusura nel 2007), Giordano avviò in quella sede anche la sua prima attività editoriale, pubblicando e dirigendo la rivista scientifica Sistemi di Trasporto.

Parallelamente aumentava il suo impegno accademico che lo portò a insegnare Economia e Politiche Pubbliche all’Università di Salerno e, successivamente, ad avviare Master specialistici presso altri atenei, tra i quali Unitelma Sapienza, di Roma. Un’intensa attività accademica culminata nel 2004 con la laurea Honoris Causa in Scienze dei Trasporti dalla Costantinian University di Providence (USA).

Ma l’attività di maggiore rilevanza, attraverso la quale ebbe modo di mettere in pratica le competenze accumulate nei suoi studi, è stata quella istituzionale. Agli inizi del secolo ha diretto per un decennio (tra il 2003 e il 2013) l’Ufficio studi dell’Albo degli autotrasportatori, assumendo anche prima l’incarico di Segretario generale della Consulta per l’autotrasporto e la logistica (2003-2005), poi quello di presidente del Comitato scientifico della stessa Consulta, ruolo nel quale ha coordinato i lavori per la stesura del Piano nazionale della Logistica del 2006.

L’attività editoriale – sempre mantenuta viva – è infine maturata pienamente nel 2008, con la creazione della casa editrice Giordano editore che attraverso numerosi libri, ma soprattutto con la rivista Sistemi di Logistica, diretta dallo stesso Giordano, ha contribuito con autorevolezza e originalità al dibattito sul ruolo della logistica in Italia  e sulle sue potenzialità per lo sviluppo del Paese, nel tentativo di superare l’equazione «logistica uguale infrastrutture», per basarsi invece sulla funzionalità dei collegamenti. Anche perché, come Giordano amava ripetere: «La logistica è l’energia invisibile che muove l’economia: se i nodi non comunicano, il Paese si ferma».

Eppure, questo ricchissimo cursus honorum non rende l’immagine autentica che di Rocco Giordano conserva chi lo ha conosciuto, se non nell’appellativo «il professore» (che qualche lombardo, quasi a prenderlo in giro, tentava di pronunciare con l’accento napoletano: «’o prufessore»). Rocco rideva sia della pronuncia italiana sia di quella asburgo-napoletana, così come sapeva stemperare con la sua ironia certe discussioni ministeriali, in una delle quali – dedicata alla Carta di Qualificazione del Conducente – sdrammatizzò la tensione che stava tracimando, buttando lì un folgorante: «Mica possiamo litigare per la bella CQC». Cosa che suscitò una risata liberatoria e placò gli animi.

Ironia e autoironia. Era capace di alleggerire anche il pesante grigiore delle statistiche ricordando spesso l’aforisma dell’economista Ronald Coane secondo cui se torturi i dati abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa. Perché era questa leggerezza, che si leggeva nei suoi occhi azzurri e sorridenti, a far passare anche i concetti più ostici, tingendoli di umanità.

Non è un caso che nei ricordi di Rocco Giordano comparsi nelle ultime ore in rete come sui social, non ce ne sia stato una che non abbia sentito il bisogno di ricordare le qualità umane del Professore. Dietro quell’elenco di titoli, di incarichi, di impegni, di attività c’era un uomo di brillante intelligenza, acuta sensibilità, profonda umanità. E, per chi scrive, c’era anche un amico.

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