Cosa fa Telepass? La risposta più immediata è semplice: consente di pagare il pedaggio autostradale senza fermarsi al casello. Ed è un’attività che continua a funzionare molto bene, visto che nel 2026 la società ha superato i 10 milioni di dispositivi OBU attivi, consolidando una posizione di primato in un mercato che in Italia vale ormai circa il 70% delle transazioni autostradali.
Ma fermarsi qui sarebbe riduttivo. Perché oggi il telepedaggio rappresenta solo una parte di un ecosistema più ampio, che nel 2025 ha portato ricavi complessivi a 506 milioni di euro, in crescita del 16% rispetto all’anno precedente.
A colpire non è soltanto la crescita del fatturato, ma soprattutto la redditività: il margine operativo lordo (EBITDA) è aumentato del 45%, arrivando a rappresentare il 51% dei ricavi. L’utile netto ha raggiunto gli 89 milioni di euro, quasi triplicando i livelli del 2024. Numeri che raccontano una trasformazione industriale già in fase avanzata, più che un semplice sviluppo incrementale.
La traiettoria resta positiva anche nel 2026. Nel primo trimestre, i ricavi registrano un ulteriore +22%, mentre l’EBITDA cresce del 33%. Segnali di una dinamica espansiva sostenuta da più fattori: aumento della base clienti, maggiore utilizzo dei servizi digitali e crescita delle nuove linee di business.
Il punto chiave, infatti, è proprio questo: Telepass non è più soltanto un operatore di telepedaggio, ma una piattaforma integrata di servizi per la mobilità.
Accanto al core business, si rafforzano segmenti come quello assicurativo. Telepass Assicura ha superato i 200 mila clienti a marzo 2026, con ricavi in crescita del 172% su base annua. Un’espansione costruita partendo da prodotti semplici, come l’assistenza stradale, oggi associata a oltre 2,8 milioni di veicoli, e destinata a evolvere verso soluzioni a maggiore valore aggiunto.
Parallelamente cresce il ruolo della mobilità urbana. Nel 2025 i servizi Telepass sono stati attivati in circa 100 città, portando la copertura complessiva ad oltre 5.400 comuni. Parcheggi, strisce blu e pagamenti integrati trasformano progressivamente l’app in un vero e proprio portafoglio digitale della mobilità.
Un altro asse strategico è l’internazionalizzazione. La piattaforma copre oggi oltre 200.000 chilometri di rete in 19 Paesi europei, con l’ingresso recente anche nei Paesi Bassi per i veicoli pesanti. Un passaggio che rafforza il posizionamento come abilitatore di sistemi interoperabili su scala continentale.
Resta poi un elemento strutturale di sviluppo: circa il 30% delle transazioni autostradali in Italia avviene ancora tramite contanti o carte. Una quota che rappresenta il vero bacino di crescita per il settore e che apre spazi significativi per una progressiva digitalizzazione del pedaggio, anche attraverso nuove tecnologie e modelli di collaborazione con le concessionarie.
In questo contesto, il superamento dei 10 milioni di OBU non è soltanto un traguardo simbolico, ma il segnale di una trasformazione più profonda. Telepass sta progressivamente spostando il proprio baricentro: dal pagamento del pedaggio alla gestione integrata della mobilità, con un modello che combina infrastruttura, dati e servizi. E che, numeri alla mano, continua a crescere.


