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il governo non risponde. E la parola

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A questo punto bisogna parlare di scontro più che di confronto tra governo e associazioni di categoria. Dal fronte sindacale infatti giungono prese di posizione molto nette, che serviranno per un verso per mettere in mora l’esecutivo, ma dalle quali appare comunque difficile tornare indietro. 
Sul sito www.trasportinforma.it gestito da FIAP, una delle associazioni aderenti a Unatras, si dice molto chiaramente che dopo la prima e la seconda richiesta di incontro al governo, entrambe cadute nel vuoto, “non sappiamo se ci sarà una terza richiesta ma, nel caso dovesse esserci, non chiederemo l’incontro per illustrare le difficoltà delle imprese rappresentate e a chiedere un comune impegno per tentare di alleviarle ma semplicemente per spiegare i motivi per i quali l’autotrasporto ha deciso di fermarsi“. 
D’altra parte – si spiega – ci sono tanti nodi da sciogliere, da quello relativo alle modalità di erogazione dei fondi messi a disposizione per il settore per l’anno prossimo (“Pensano forse di mandarceli a casa per Natale insieme al panettone? “) alle modifiche dell’art. 174 del Codice della strada in tema di responsabilità oggettiva dell’impresa fino alla mancanza di controlli nei confronti dei committenti che non applicano le norme in materia di costi minimi di sicurezza.
Ma il motivo per cui il governo evita un incontro con le associazioni – si argomenta –  “temiamo che sia un’altro: il nostro timore è che qualcuno abbia garantito a Confindustria & Co. l’abrogazione, manu militari, delle norme sui costi minimi di esercizio o comunque la loro sterilizzazione. A togliere le castagne dal fuoco al Governo potrebbe esser lo stesso Tar del Lazio”. E qui viene ribadita la prospettiva già indicata in passato: “a fronte di un provvedimento governativo o di una sentenza che dovesse privare l’autotrasporto di un importante strumento di difesa rispetto all’arroganza della committenza e qualora il Governo non ci garantisse l’immediato ripristino delle norme abrogate, non tarderemmo neanche un minuto a proclamare il fermo nazionale dei servizi”. Insomma, parole forti, ma parole decisamente chiare. Saranno sufficienti a far uscire il governo allo scoperto? Aspettiamo, tanto al 25 ottobre mancano poco più di due settimane…
Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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