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In Sicilia il fermo va avanti e l’economia già soffre: «I pomodori marciscono nei magazzini» denuncia il consorzio Pachino

Continua il braccio di ferro tra i trasportatori siciliani di Aitras e le istituzioni: non sono sufficienti i 25 milioni da dividere con pescatori e agricoltori messi sul piatto dalla Regione. I Tir mirano a Roma e chiedono a Salvini di usare i 500 milioni provenienti dall’ETS per ridurre le tariffe degli imbarchi. Intanto, il Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino stigmatizza lo sciopero come “surreale” denunciando grosse criticità per il settore ortofrutticolo sull’isola

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Non sono sufficienti i 25 milioni da dividere con agricoltori e pescatori offerti dalla regione siciliana ai trasportatori che hanno incrociato le braccia dalla mezzanotte di ieri sera per un fermo di 5 giorni. Stamattina, dopo la riunione nella sede della regione, una nota del Comitato Trasportatori Siciliani guidati da Salvatore Bella ha evidenziato che “che il fermo non è contro le GDO nè contro l’ortofrutta, semplicemente non possiamo lavorare in perdita”.

Non sono d’accordo i committenti che insorgono contro i gravi disagi che il fermo sta provocando all’economia dell’isola. E’ il caso del Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino che punta il dito contro le aziende di autotrasporto che “ci impongono un aumento del 6,5% – dice il presidente Sebastiano Fortunato – e dopo nostra accettazione forzata ci che parte lo sciopero”. Secondo il consorzio, il fermo sarebbe “surreale”. “Non abbiamo alcuna garanzia di consegna – continua Fortunato – Il risultato è uno solo: tonnellate di merce marciranno nei magazzini. Così si mette in ginocchio un intero comparto produttivo, quello ortofrutticolo, che vive di tempi strettissimi”. Inoltre, la preoccupazione si raddoppia in vista del fermo nazionale che potrebbe scattare nei prossimi giorni, come annunciato da Unatras dopo il comitato convocato per venerdì 17 aprile. 

D’altra parte, i trasportatori siciliani puntano a Roma. “Abbiamo ufficialmente ringraziato la Regione Siciliana per il contributo che ci ha offerto, circa 25 milioni, da dividere con agricoltori e pescatori, ma non risolve il nostro problema – affermano in una nota – E’ necessario l’intervento del Ministro Salvini” al quale hanno chiesto di confermare per legge l’uso dei proventi dell’ETS che, secondo Aitras ammonterebbero a 500 milioni, per abbassare le tariffe degli imbarchi. “Abbiamo ribadito che non ci saranno blocchi stradali o presidi e che il trasporto di beni essenziali continua senza problemi – continua la nota – Rimarremo fermi nei nostri piazzali e non movimenteremo i nostri semirimorchi in entrata e in uscita dai porti fino a quando non saremo ricevuti dal Governo e non ci avranno dato precise garanzie.

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