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In troppi casi l’autista è il solo a pagare: Conftrasporto chiede alla polizia più controlli in filiera

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Praticamente ogni giorno riportiamo notizie di conducenti di veicoli pesanti fermati per strada e sanzionati, in molti casi anche in maniera rigorosa. E molto spesso chi legge – e in particolare gli autisti – si lamentano di diventare il capro espiatorio di un sistema, l’anello debole di una catena che paga però il prezzo più elevato. Anche perché che tutto ciò avvenga è praticamente illegale. Se si va a leggere le norme contenute nel decreto leg. N.286 del 2005, all’art. 7 si legge testualmente che laddove il conducente di un veicolo “abbia violato le norme sulla sicurezza della circolazione stradale” rispondono – o come si dice, sono corresponsabili – anche il committente, il caricatore e il proprietario delle merci trasportate “qualora le modalità di esecuzione della prestazione, previste nella documentazione contrattuale, risultino incompatibili con il rispetto da parte del conducente, delle norme sulla sicurezza della circolazione stradale violate”. In più aggiunge che “la loro responsabilità, nei limiti e con le modalità fissati dal presente decreto legislativo, sia accertata dagli organi preposti all’espletamento dei servizi di polizia stradale”.

Domanda: ma quante volte avviene tutto ciò? Quante volte cioè di fronte a un’infrazione riscontrata sulla strada si va a controllare a molte in azienda? Molto poco. In alcuni contesti – leggi: al Sud – praticamente mai. La cosa non è sfuggita nemmeno a Conftrasporto, che sulla base della segnalazione di diverse imprese e per iniziativa del suo segretario Pasquale Russo, ha preso l’iniziativa di scrivere direttamente al direttore del Servizio di Polizia Stradale, Giuseppe Bisogno, per denunciargli la cosa e per sottolineare come “l’unico soggetto che risulti sanzionato sia l’autotrasportatore mentre coloro che, con le loro istruzioni, possono aver indotto a violare le norme, rimangono immuni da conseguenze”.

Da qui l’invito del segretario di Conftrasporto a verificare se effettivamente le cose vanno nella maniera descritta e quindi a “richiamare i Compartimenti interessati alla stretta osservanza delle disposizione sulla responsabilità condivisa degli operatori della filiera del trasporto, in presenza delle violazioni del c.d.s. richiamate dall’art. 7 del decreto 286/2005”. 

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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