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Autotrasporto, il gasolio corre ancora: 2,186 euro in autostrada. Uggè: «A rischio la competitività dell’Italia»

In appena due giorni il prezzo medio del diesel è aumentato di 1,7 centesimi sulla rete ordinaria e di 1,3 centesimi in autostrada, assorbendo ulteriormente gli effetti del taglio delle accise. Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto e Unatras, denuncia il rischio di una perdita di competitività per l’intero sistema produttivo e chiede un monitoraggio contro le speculazioni. Per le imprese si avvicina l’apertura delle domande per il credito d’imposta sul gasolio.

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Il gasolio continua a correre e, ancora una volta, è l’autotrasporto a trovarsi in prima linea. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi 20 agosto il diesel in modalità self service ha raggiunto una media di 2,116 euro al litro sulla rete stradale nazionale e di 2,186 euro al litro in autostrada. La benzina si è attestata rispettivamente a 2,002 e 2,077 euro al litro. Per misurare la velocità degli aumenti basta tornare indietro di appena due giorni. Il 18 agosto, come riportato da Uomini e Trasporti, il gasolio costava mediamente 2,099 euro sulla rete ordinaria e 2,173 euro in autostrada. In quarantotto ore il rincaro è stato quindi di 1,7 centesimi al litro sulle strade e di 1,3 centesimi in autostrada. Su un rifornimento da mille litri, un quantitativo tutt’altro che eccezionale per un veicolo pesante, la variazione equivale rispettivamente a 17 e 13 euro in più. Un incremento che si aggiunge a una bolletta energetica già pesante e che riduce ulteriormente l’effetto dello sconto fiscale introdotto alla fine di luglio.

Lo sconto sulle accise ormai quasi assorbito

Il nuovo rialzo conferma che una parte consistente della riduzione delle accise è stata progressivamente assorbita dall’aumento del prezzo industriale del carburante. Il taglio fiscale di 17 centesimi al litro, applicato dal 28 luglio e prorogato fino al 24 agosto, avrebbe dovuto garantire un risparmio di 8,50 euro su un rifornimento da 50 litri. Già il 18 agosto, però, il beneficio effettivo era sceso a circa 4,30 euro sulla rete ordinaria e a 4,10 euro in autostrada. Con gli ultimi aumenti, il vantaggio si è ulteriormente assottigliato.

Il gasolio autostradale, in particolare, è ormai vicino ai 2,20 euro al litro e si colloca al livello più alto dal 28 luglio, giorno di entrata in vigore della misura.

Uggè: «Non è soltanto un problema delle imprese»

A lanciare l’allarme per il settore è Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto e di Unatras. Secondo Uggè, il rincaro dei carburanti «non è solo un problema delle imprese dell’autotrasporto, ma riguarda la competitività dell’intero sistema produttivo italiano».

«Intervenire sul costo per queste imprese, che garantiscono più dell’80% del trasporto merci in Italia, vuol dire consentire al sistema italiano di non perdere competitività», afferma, chiedendo al governo un’azione più determinata. Il presidente di Fai e Unatras torna anche sulla cosiddetta doppia velocità dei carburanti: «Non è possibile che quando il prezzo del barile diminuisce ci vogliano due o tre giorni per vedere l’effetto sui prezzi, mentre quando il prezzo del barile sale i rincari sono immediati. La speculazione è evidente». Da qui la richiesta di aprire un confronto tra le parti e di attivare un monitoraggio della filiera. Un compito che potrebbe coinvolgere anche la Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica, che però, sottolinea Uggè, non è ancora diventata operativa.

Il rischio di tagliare la manutenzione

Il caro gasolio non incide soltanto sui margini delle aziende e sulle tariffe dei servizi. Per Uggè esiste anche un possibile riflesso sulla sicurezza stradale: continuare a scaricare i maggiori costi sulle imprese può spingerle a cercare competitività comprimendo altre voci di spesa, a partire dalla manutenzione dei veicoli. È il rischio più pericoloso di una crisi che si protrae nel tempo: aziende con meno liquidità, investimenti rinviati e una riduzione delle risorse disponibili per mantenere mezzi e attrezzature nelle condizioni migliori.

Dal 1° settembre il credito d’imposta

Per le imprese di autotrasporto resta intanto la prospettiva del credito d’imposta finanziato con 364 milioni di euro, destinato a compensare fino al 70% della maggiore spesa sostenuta per il gasolio rispetto al prezzo medio di febbraio 2026. Il contributo riguarda gli acquisti effettuati da marzo ad agosto per i veicoli di categoria N, Euro 5 o Euro 6, utilizzati nel trasporto merci per conto di terzi e con massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate. È ammesso anche l’HVO. Le domande potranno essere presentate dal 1° al 15 settembre 2026 attraverso la piattaforma dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, gestita con il supporto di Sogei. Il primo accesso dovrà essere effettuato dal titolare o dal legale rappresentante con Spid o Carta d’identità elettronica; soltanto dopo l’accreditamento sarà possibile delegare un intermediario.

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