HomeProfessioneLeggi e politicaCodice della strada, la FAI frena la riforma: «Servono correttivi prima che diventi legge. Potrebbe fare più danni del caro gasolio»

Codice della strada, la FAI frena la riforma: «Servono correttivi prima che diventi legge. Potrebbe fare più danni del caro gasolio»

La federazione denuncia un confronto insufficiente con l’autotrasporto e avverte che alcune disposizioni potrebbero «paralizzare il settore». Uggè non indica quali norme contesta: per capire la portata dell’allarme occorre distinguere le anticipazioni sul nuovo Codice dal testo che sarà effettivamente approvato.

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Il nuovo Codice della strada non è ancora legge, ma per la FAI è già tempo di fermarsi e rivedere le disposizioni che riguardano il trasporto merci. Dopo aver esaminato il materiale della riforma, il Consiglio nazionale della federazione, riunito ieri a Milano, chiede correttivi prima dell’approvazione. La critica riguarda anche il metodo: un provvedimento di questa portata, sostiene la FAI, avrebbe richiesto «un confronto preliminare più ampio con le rappresentanze del settore».

Il presidente Paolo Uggè usa parole ancora più nette: «Molte disposizioni contenute nel testo del nuovo Codice non sembrano andare nella direzione di una maggiore sicurezza stradale, ma rischiano di determinare la paralisi del settore». Se non si interviene subito, aggiunge, le conseguenze per le imprese potrebbero risultare «peggiori di quelle generate dal caro gasolio».

È un allarme forte, al quale però l’associazione non associa un elenco di articoli contestati. Non è dunque possibile attribuire alla FAI un’obiezione specifica su patenti, sanzioni o circolazione dei camion. Sono questi, piuttosto, alcuni dei capitoli su cui misurare l’impatto della riforma quando sarà disponibile il testo destinato all’approvazione.

Paolo Uggè, presidente della FAI

Dalle anticipazioni alle regole applicabili

Finora il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha presentato materiali di lavoro sottoposti alla consultazione degli operatori e delle associazioni. Tra le ipotesi di interesse per l’autotrasporto figurano l’anticipo a 17 anni del percorso per la patente C1 e la qualificazione professionale, oltre alla possibilità, a determinate condizioni, di guidare temporaneamente veicoli della categoria C durante la formazione iniziale per la CQC. Sono misure che potrebbero incidere sull’ingresso di nuovi conducenti nella professione; la loro portata concreta dipenderà dai requisiti e dalle tutele fissati nel testo finale. 

Un altro punto da seguire è il sistema delle sanzioni. Il MIT ha trasmesso ai partecipanti alla consultazione una tabella aggiornata che comprende 795 fattispecie. Secondo il ministero, l’importo delle multe diminuirebbe complessivamente di circa il 7%, mentre 66 sanzioni aumenterebbero e verrebbero introdotte 85 nuove fattispecie. Per un’impresa di trasporto, tuttavia, il solo saldo complessivo dice poco: contano le violazioni che riguardano l’attività quotidiana, le eventuali misure accessorie e le conseguenze operative di un fermo o della perdita temporanea della possibilità di guidare. Anche su questo terreno servirà una lettura puntuale delle singole norme. 

Il nodo sollevato dalla FAI è proprio la praticabilità delle regole. Una disposizione può perseguire un obiettivo di sicurezza condivisibile e produrre comunque difficoltà se non tiene conto dei tempi delle consegne, dell’organizzazione dei viaggi e delle condizioni in cui lavorano conducenti e imprese. La federazione chiede perciò di portare l’esperienza degli operatori ai tavoli istituzionali prima che le scelte diventino definitive.

Su un altro fronte, il Consiglio nazionale ha espresso apprezzamento per l’impegno del Governo contro il caro gasolio e ha preso atto dell’annuncio secondo cui le risorse saranno disponibili nei cassetti fiscali delle imprese subito dopo il 20 ottobre. Il sostegno economico, però, non attenua la preoccupazione sul Codice.

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