HomeProfessioneLeggi e politicaConte con i camionisti a Pizzo Calabro. Risponde a Meloni: «Basta criminalizzare chi non ce la fa più»

Conte con i camionisti a Pizzo Calabro. Risponde a Meloni: «Basta criminalizzare chi non ce la fa più»

Le proteste al Sud prestano il fianco alla contrapposizione politica, ancora più accesa dall’inizio della campagna elettorale. Il leader del Movimento 5 Stelle incontra gli autotrasportatori e gli agricoltori in presidio allo svincolo autostradale calabrese e replica alla presidente del Consiglio, che ieri ha chiesto di ripristinare la libera circolazione. Conte respinge i sospetti di infiltrazioni criminali nella protesta: «Qui ci sono onesti cittadini che non ce la fanno più». E accusa il Governo di aver sottovalutato il caro carburanti e di voler trasformare un'emergenza economica in una questione di ordine pubblico.

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Giuseppe Conte scende tra gli autotrasportatori a Pizzo Calabro e risponde direttamente a Giorgia Meloni, trascinando così la protesta dei Tir nel dibattito politico ancora più acceso dall’inizio della campagna elettorale. Il presidente del Movimento 5 Stelle ha raggiunto questa mattina il presidio organizzato nei pressi dello svincolo autostradale della cittadina calabrese, in provincia di Vibo Valentia, per incontrare una delegazione di camionisti e agricoltori impegnati nella mobilitazione contro il caro carburanti. Una visita che assume un preciso significato politico all’indomani dell’intervento della presidente del Consiglio, che dopo il Consiglio dei ministri di ieri ha annunciato nuove misure a sostegno dell’autotrasporto, rivendicato l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria e chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di intervenire per rimuovere i blocchi ancora attivi e garantire la libera circolazione delle merci. 

Conte contesta proprio questa lettura della mobilitazione. «Un invito al governo: Giorgia Meloni, ministri, venite qui a parlare con cittadini comuni, agricoltori, autotrasportatori, pescatori, allevatori, in difficoltà per il caro vita, il caro carburante, per tutte le difficoltà quotidiane. Qui non c’è infiltrazione, qui ci sono onesti cittadini che non ce la fanno più, svegliatevi o andate subito a casa». È il messaggio che Conte lancia dal presidio di Pizzo Calabro, dove sottolinea di aver incontrato lavoratori esasperati dall’aumento dei costi e dalle difficoltà economiche. Il leader del M5S respinge le generalizzazioni sulle presunte infiltrazioni nelle manifestazioni, pur riconoscendo che eventuali comportamenti illegali debbano essere perseguiti. «Se sono qui è perché non ci sono episodi di violenza, perché posso guardare negli occhi questi agricoltori e questi autotrasportatori. Non ho motivi né segnalazioni di infiltrazioni». E aggiunge: «Questo tentativo di criminalizzare chi veramente è in difficoltà, va respinto». Secondo Conte, eventuali responsabilità penali devono essere accertate dalle autorità competenti, senza estendere i sospetti a tutti i partecipanti alla protesta. «Se ci sono cose puntuali e precise, saranno le procure e i responsabili dell’ordine e della sicurezza a provvedere. Ma parlare qui a livello nazionale per criminalizzare chi protesta non è accettabile».

La visita di Conte arriva mentre in diverse regioni del Sud i presidi stanno progressivamente rientrando e i camion stanno riprendendo le consegne, anche se permangono difficoltà negli approvvigionamenti di carburanti e prodotti alimentari. Il leader del Movimento 5 Stelle accusa il Governo di aver ignorato per giorni la mobilitazione, intervenendo soltanto quando le conseguenze dei blocchi sono diventate evidenti. «Per giorni e giorni hanno oscurato la protesta, mentre gli scaffali si svuotavano e stavano tutti zitti. Adesso fanno il decreto sicurezza e cercano di confondere l’esasperazione di cittadini onesti con la criminalizzazione». Conte aggiunge: «Non è una protesta per bloccare il traffico, è la disperazione di chi non arriva a fine mese», insistendo sulle ragioni economiche della mobilitazione e invitando l’Esecutivo a confrontarsi direttamente con i lavoratori.

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