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Prezzi del carburante bio pilotati dalle compagnie petrolifere: l’Antitrust accerta l’intesa, l’autotrasporto valuta come tutelarsi

L'AGCM ha sanzionato alcune compagnie petrolifere italiane per un'intesa restrittiva sul prezzo dei carburanti bio tra il 2020 e il 2023, provvedimento confermato in primo grado dal TAR Lazio ma non ancora passato in giudicato. Per le imprese di autotrasporto si apre la questione dei risarcimenti, ma Fiap invita alla cautela

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accertato l’esistenza di un’intesa restrittiva tra le principali compagnie petrolifere operanti in Italia sul prezzo della componente bio dei carburanti nel periodo compreso tra il 2020 e il 2023. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha confermato l’impianto della decisione, rafforzando la solidità giuridica del provvedimento. Il procedimento, tuttavia, non è ancora definitivo: restano aperti ulteriori gradi di giudizio che potrebbero modificarne i contorni.

Al centro dell’accertamento vi è il meccanismo con cui i grandi operatori del settore petrolifero avrebbero coordinato la formazione del prezzo della quota biologica obbligatoriamente incorporata nei carburanti per autotrazione. Per le imprese di trasporto su strada, grandi consumatrici di gasolio, il periodo in questione ha coinciso con anni già segnati da forti pressioni sui costi operativi: prima la pandemia, poi la ripresa tumultuosa della domanda e infine l’impennata energetica del 2022. L’ipotesi che a queste difficoltà si sia sommato un sovrapprezzo frutto di un accordo anticoncorrenziale rende la vicenda particolarmente rilevante per l’intera filiera del trasporto merci.

Un mercato di proposte risarcitorie ancora prematuro

Nelle ultime settimane, fondi specializzati e studi legali hanno intensificato l’offerta di servizi alle imprese di autotrasporto, invitandole ad aderire ad azioni risarcitorie collettive. Le proposte circolano con una certa aggressività commerciale, spesso prima ancora che il quadro giuridico sia consolidato. Le commissioni richieste per accedere a questi strumenti possono incidere in misura significativa sull’eventuale risarcimento ottenuto, riducendo concretamente il beneficio economico per le singole aziende.

La prudenza appare dunque giustificata: senza una stima precisa del danno subito e senza la certezza di un provvedimento definitivo, il rischio è quello di sostenere costi certi in cambio di benefici incerti.

La posizione di FIAP: metodo prima dell’azione

Proprio per questo FIAP ha scelto un approccio diverso. Anziché aderire all’onda delle iniziative di mercato, la Federazione ha preferito attendere, osservare e ora muoversi con metodo. «Le imprese di autotrasporto stanno ricevendo proposte aggressive su una vicenda che non è ancora giuridicamente definita», dichiara il Segretario Generale Alessandro Peron. «Il ruolo di FIAP non è cavalcare queste iniziative, ma garantire alle associate le informazioni necessarie per decidere nel momento giusto e alle condizioni migliori.»

In questo spirito, la Federazione avvia oggi una rilevazione gratuita sul portale fiapautotrasporti.it, aperta a tutte le imprese del settore indipendentemente dall’iscrizione all’associazione. L’obiettivo è mappare l’esposizione economica dell’autotrasporto italiano nel periodo rilevante — il quadriennio 2020-2023 — per disporre di dati aggregati e rappresentativi. Quando il quadro giuridico sarà definitivamente consolidato, i risultati della rilevazione consentiranno a FIAP di valutare le azioni più appropriate, nelle forme e nei tempi più favorevoli per le imprese aderenti.

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