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Strade, autostrade e ferrovie: per RFI e Anas un piano di ammodernamento da oltre 170 miliardi di euro

Il ministro Salvini, dal palco dellʼevento «LʼItalia del sì», ha presentato il programma di investimenti sulle infrastrutture da attuare nei prossimi 9 anni. Al centro del piano, la manutenzione ordinaria e straordinaria e la realizzazione di nuove opere. Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto: «Bene la politica del sì. Un Paese connesso non è solo economicamente più competitivo, ma incide anche sulla qualità della vita di chi lavora on the road»

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Un piano infrastrutturale per rendere l’Italia più moderna, più sicura e più veloce. Lo ho presentato ieri a Roma il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini in occasione dell’evento «L’Italia dei Sì. Progetti e Grandi Opere per il Paese». Si tratta di «un’enorme operazione di messa in sicurezza del nostro territorio – ha affermato Salvini – solo RFI e Anas, nei prossimi anni, investiranno 175 miliardi fra manutenzione ordinaria e straordinaria e nuove opere».

Nel dettaglio, RFI ha in programmazione 125 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni (50 sono invece indirizzati ad Anas). I numeri sono importanti: oltre 1.700 cantieri nel 2023 per interventi di manutenzione, 11 miliardi di euro l’importo degli appalti in avvio entro l’anno e 22 miliardi l’importo degli appalti attualmente in corso.

Nel corso dell’evento sono stati presentati anche i progetti per lo sviluppo del sistema logistico italiano, con particolare riferimento ai corridoi strategici europei. Tra questi, il tunnel del Brennero che, con i suoi 64 chilometri, sarà la galleria ferroviaria più lunga al mondo. Il tunnel, che sarà operativo dal 2032, consentirà, ad esempio, di collegare Fortezza e Innsbruck in soli 25 minuti, con velocità massima dei treni in galleria di 250 km/h. Un’altra opera che assorbirà grandi investimenti sarà la linea del Terzo Valico, finalizzata a migliorare i collegamenti del sistema portuale ligure con le principali linee ferroviarie del Nord Italia e con il resto d’Europa. La linea sarà lunga 53 chilometri, di cui 37 in galleria attraverso l’Appennino tra Liguria e Piemonte. Grazie alle sue caratteristiche tecniche, in particolare pendenza e sagoma (ampiezza) delle gallerie, di molto superiori a quelle delle linee esistenti, la nuova linea ad alta capacità permetterà il transito di camion su treni merci (Autostrada Viaggiante) e dei container High Cube.

Sull’argomento si è espresso di recente Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto, che ha sottolineato come la fluidità del viaggio sia un elemento da considerare sul piano del benessere degli autisti e della sicurezza: «Per troppo tempo – ha commentato Uggè – le opere infrastrutturali sono rimaste bloccate per la politica dei ‘no’. La ripartenza, con l’annunciata riapertura da parte del ministro Salvini di iniziative, dalla Gronda di Genova al Ponte sullo Stretto, è un fatto positivo (finalmente!), che condividiamo. Un Paese connesso non è solo economicamente più competitivo, ma incide anche sulla qualità della vita di chi lavora on the road».

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La redazione di Uomini e Trasporti

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