Sale la tensione in vista delle limitazioni alla circolazione stradale lungo l’asse del Brennero previste per sabato 30 maggio a causa di una manifestazione ambientalista sul versante austriaco. Fiap esprime forte preoccupazione che fa eco all’allarme lanciato già nei giorni scorsi a livello locale: Christian Bianchi, coordinatore provinciale di Bolzano di Forza Italia, e Flavio Tosi, europarlamentare PPE hanno puntato il dito contro “scelte unilaterali che causano forti disagi e problemi all’economia”. Come avevamo anticipato, il traffico sarà completamente fermato sull’autostrada A 22 e sulla strada federale B182 dalle ore 11 alle ore 19, ma per i mezzi pesanti (oltre le 7,5 tonnellate) lo stop partirà dalle 7: sarà chiuso il tratto tra la Barriera di Vipiteno e il confine di Stato e i camion instradati verso l’autoporto Sadobre fino a esaurimento posti, dopodiché verranno fatti defluire verso sud. Per il momento, invece, nessuna limitazione è prevista in direzione sud, dal Brennero fino a Modena.
Il danno per l’economia
“Quando si blocca il Brennero, non si fermano soltanto i camion: si rallentano l’economia italiana, l’export, l’agroalimentare, la manifattura e la continuità delle forniture verso il Nord Europa”, ha dichiarato Alessandro Peron, Segretario Generale Fiap. Il Brennero rappresenta una delle principali infrastrutture strategiche europee per il collegamento tra Italia e mercati continentali. Ogni interruzione o limitazione lungo questa direttrice produce effetti immediati sulle filiere produttive, sulla distribuzione delle merci e sulla competitività delle imprese italiane. “L’Italia non può diventare un’isola logistica nel cuore dell’Europa. Oggi il tema non riguarda esclusivamente il trasporto merci, ma la capacità del nostro Paese di continuare a produrre, esportare e competere sui mercati internazionali”, prosegue Peron. L’associazione chiede quindi strumenti condivisi a livello europeo per la gestione dei corridoi TEN-T e “ritiene inoltre necessario aprire un confronto strutturato tra logistica, industria, agroalimentare e sistema produttivo italiano per affrontare in modo strategico il tema dell’accessibilità dell’Italia verso il Nord Europa, anche alla luce delle limitazioni alpine, delle criticità infrastrutturali e dell’impatto crescente dei costi energetici e ambientali.
Il dibattito in Europa
In questi giorni il tema è stato sollevato anche a livello locale de europeo dove sono intervenuti Christian Bianchi, coordinatore provinciale di Bolzano di Forza Italia, e Flavio Tosi, europarlamentare PPE e coordinatore regionale di Forza Italia Trentino-Alto Adige. Quest’ultimo aveva presentato una specifica interrogazione alla Commissione europea contro i divieti e le limitazioni imposti dall’Austria lungo l’asse del Brennero. In quella risposta la Commissione aveva ribadito la disponibilità a riaprire il confronto tra gli Stati coinvolti e aveva confermato il valore strategico dei collegamenti alpini per il mercato unico europeo. Il tema resta inoltre aperto anche sul piano istituzionale: lo scorso 21 aprile si è tenuta davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea l’udienza sul contenzioso tra Italia e Austria relativo alle restrizioni al Brennero, con la Commissione europea intervenuta a sostegno della posizione italiana.
“La vicenda di sabato conferma che grandi infrastrutture come il Brennero non possono essere condizionate da decisioni unilaterali nazionali. Le reti TEN-T sono corridoi strategici di interesse comune europeo: serve rafforzarne la governance a livello Ue, con regole condivise che garantiscano continuità, sicurezza e libera circolazione lungo le principali direttrici continentali. Se questo fosse attuato da tutti i Paesi e tutti i partiti, lo sciopero strumentale previsto per sabato sarebbe precluso”, ha detto Tosi.


