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Melzo-Rotterdam in 24 ore: Hannibal apre un nuovo corridoio ferroviario verso il Nord Europa

Sei treni alla settimana tra Rail Hub Milano ed Europoort, 38 unità di carico per convoglio e un transit time di circa 24 ore. Il nuovo servizio di Hannibal amplia le possibilità per semitrailer, container e casse mobili e completa la presenza del gruppo Contship sui principali terminal del porto olandese. Ma dietro la nuova tratta c’è una partita più ampia: conquistare traffici e connessioni lungo i corridoi ferroviari che collegano l’Italia ai mercati del Nord Europa

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I numeri a volte hanno il dono della sintesi: sei treni alla settimana, fino a 38 unità di carico per convoglio e circa 24 ore di transit time. È tutto riassunto qui il nuovo collegamento ferroviario lanciato da Hannibal tra il terminal inland Rail Hub Milano (RHM) di Melzo e Europoort Rotterdam, operativo da questa estate.

Il servizio è uno shuttle ferroviario aperto e può trasportare semitrailer, container e casse mobili, offrendo quindi una soluzione intermodale non riservata al solo traffico containerizzato. Le partenze da Melzo sono previste il lunedì, mercoledì e venerdì; da Europoort il martedì, giovedì e domenica. La trazione è affidata a SBB, nell’ambito della partnership con Hannibal.

Un collegamento che mette quindi a disposizione degli operatori una nuova alternativa per spostare verso il Nord Europa carichi che, in assenza dell’intermodalità, dovrebbero affrontare l’intero percorso su strada.

Non solo container

Uno degli aspetti più interessanti del servizio è proprio la possibilità di combinare lo-lo (lift-on/lift-off) e ro-ro (roll-on/roll-off). Una flessibilità che consente di utilizzare la ferrovia per differenti tipologie di unità di carico e di adattare la soluzione alle esigenze del singolo traffico.

Per il trasporto stradale questo significa soprattutto poter ragionare in maniera diversa sulla tratta lunga: il semitrailer può essere inserito in una catena ferroviaria e tornare sulla strada per la distribuzione finale, evitando che il veicolo debba percorrere integralmente l’asse Italia-Nord Europa. È una logica che sta diventando sempre più importante man mano che distanze, congestione, costi operativi e disponibilità di autisti rendono meno efficiente affidare alla sola strada l’intero viaggio.

Melzo diventa sempre più un gateway

Il nuovo servizio rafforza contemporaneamente il ruolo di RHM come porta ferroviaria dell’Italia settentrionale verso il Nord Europa. Ma soprattutto amplia le possibilità di connessione con un sistema logistico che ha in Rotterdam uno dei suoi nodi principali. Europoort non è infatti semplicemente la destinazione finale del treno: è una piattaforma dalla quale i flussi possono essere rilanciati verso Benelux, Germania, Regno Unito e Scandinavia, sfruttando l’integrazione tra ferrovia, short sea e collegamenti deep sea. Ed è qui che la nuova tratta comincia a raccontare qualcosa di più della semplice apertura di un servizio.

Hannibal completa la mappa di Rotterdam

Con l’arrivo a Europoort, Hannibal completa la propria presenza sui principali terminal del porto di Rotterdam. Il gruppo Contship è infatti già operativo attraverso Hannibal a Moerdijk, RSC e Botlek, ai quali si aggiunge ora Europoort.

La scelta non sembra quindi quella di concentrare tutti i flussi su un’unica infrastruttura, ma di costruire una rete di accesso differenziata al sistema portuale di Rotterdam. Per un operatore intermodale è un elemento strategico: più terminal significano più possibilità di intercettare servizi, collegamenti marittimi e destinazioni finali, riducendo la dipendenza da una singola porta di accesso.

La vera partita è il corridoio

È un nodo decisivo per interpretare correttamente il nuovo collegamento. La ferrovia tra Melzo e Rotterdam non vale soltanto per le 38 unità di carico che può trasportare su ciascun treno. Vale perché inserisce Melzo dentro una rete europea di corridoi logistici. Il modello è quello del gateway: la merce arriva al terminal ferroviario italiano, attraversa le Alpi su rotaia e raggiunge un grande hub del Nord Europa. Da lì può proseguire via ferrovia, strada o mare verso altre destinazioni.

In questa prospettiva, la competizione non è più soltanto tra camion e treno sulla singola tratta. È tra reti logistiche capaci di combinare più modalità di trasporto e di offrire al caricatore una soluzione completa da origine a destinazione.

Dalla singola tratta alla rete

È anche il motivo per cui negli ultimi anni l’intermodalità ferroviaria sta cambiando natura. Non basta più mettere in orario un treno tra due terminal. Occorre costruire attorno a quel treno una rete di destinazioni, frequenze, terminal, collegamenti marittimi e servizi di ultimo miglio. Il valore di un collegamento come Melzo–Europoort sta quindi anche nella possibilità di moltiplicare le destinazioni raggiungibili utilizzando la stessa infrastruttura ferroviaria.

Un semitrailer caricato a Melzo non deve necessariamente avere Rotterdam come destinazione finale. Europoort può essere una tappa intermedia di una catena logistica più lunga. È questa la trasformazione che interessa direttamente anche l’autotrasporto: il camion non viene necessariamente sostituito dalla ferrovia, ma può diventare uno degli anelli di una catena nella quale la tratta lunga viene affidata al treno e quelle di raccolta e distribuzione restano su strada.

L’ultimo miglio resta su gomma

Il nuovo collegamento, dunque, non va letto come una sottrazione secca di traffico al camion. Al contrario, la crescita dell’intermodale può aumentare il bisogno di trasporto stradale prima e dopo il terminal ferroviario: raccolta presso il caricatore, trasferimento al terminal, riconsegna a destinazione e distribuzione finale. Cambiano però le distanze e soprattutto cambia il modo di organizzare il viaggio.

Per l’impresa di autotrasporto significa poter valutare una diversa combinazione tra chilometri percorsi, tempi di guida, utilizzo del veicolo e impiego dell’autista. Per il committente significa invece disporre di un’alternativa aggiuntiva per rendere più flessibile la propria supply chain.

Un altro tassello nel Nord Europa

Con il nuovo servizio Hannibal porta quindi a sei le frequenze settimanali tra Melzo ed Europoort e rafforza una direttrice che ha un peso crescente negli scambi tra Italia e Nord Europa. Ma il dato significativo non è forse il numero dei treni. È il fatto che Melzo e Rotterdam vengono collegati non soltanto come due terminal, ma come due nodi di reti logistiche molto più ampie.

Da una parte l’Italia settentrionale, con il sistema produttivo e distributivo che gravita attorno alla Lombardia. Dall’altra uno dei principali hub logistici europei, collegato ai mercati del Benelux, della Germania, del Regno Unito e della Scandinavia. In mezzo, la ferrovia come modalità per la tratta lunga e il camion chiamato a fare ciò che sa fare meglio: entrare nella rete, non necessariamente percorrerla tutta.

È probabilmente questa la direzione strategica che il nuovo collegamento Melzo–Rotterdam indica: non la contrapposizione fra strada e ferrovia, ma la costruzione di catene logistiche nelle quali la competitività si misura sulla capacità di combinare le diverse modalità nel punto giusto e al momento giusto.

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