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Fuori dal tunnel

Da un po’ di tempo a questa parte soffro di un doloroso formicolio alla mano destra che, partendo dal pollice, sale lungo il braccio fino ad arrivare al gomito. Mia moglie pensa possa essere il tunnel carpale a creare questo fastidio. Ma io penso che sia un problema che colpisce maggiormente gli impiegati (o, meglio, chi usa tanto il mouse) e non chi, come me, guida. Inoltre, solo a una mano? Mi potrebbe dare qualche spiegazione?
Francesco_F. Perugia

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È possibile che sua moglie abbia ragione e che lei soffra della sindrome del tunnel carpale, vale a dire di una patologia – che secondo recenti studi colpisce un italiano su 10 – provocata dalla compressione del nervo mediano che corre lungo tutto il braccio e consente i movimenti e la sensibilità di pollice, indice, medio e parte dell’anulare. Per raggiungere la mano, questo nervo, in compagnia di alcuni tendini, deve attraversare il tunnel carpale, una vera e propria galleria anatomica situata nel polso alla base del palmo e delimitata da strutture ossee e fibrose.
La galleria si può restringere a causa, per esempio, di un’infiammazione dei tendini, frequente in chi usa molto mani e polsi in attività lavorative che implicano movimenti ripetitivi e stancanti, come per esempio stringere il volante per diverse ore, mantenendo la stessa posizione. A quel punto, con la galleria ristretta, il nervo mediano resta intrappolato e soffre. Da qui i primi sintomi (descritti anche dal lettore): formicolii, dolorosa sensazione di intorpidimento o di gonfiore alle mani (prime 3-4 dita in particolare), percezione di “spilli” che pungono i polpastrelli prevalentemente nelle ore notturne, tanto da causare anche il risveglio e la ricerca di posizioni o movimenti (come scuotere l’arto) nel tentativo di alleviare il fastidio.

I sintomi possono essere presenti in entrambe le mani, ma di solito sono peggiori da un lato. Con l’andar del tempo il dolore può risalire dalla mano all’avambraccio sino al braccio se non addirittura alla spalla. Il torpore si trasforma in progressiva perdita di sensibilità delle dita con facile caduta di oggetti e, infine, compaiono una diminuzione della forza della mano e un indebolimento della muscolatura alla base del pollice.
Se, anche in fase iniziale, tali sintomi si verificano durante la guida possono essere pericolosi a causa di una ridotta presa sul volante e della diminuita prontezza di riflessi della mano.
Per confermare la diagnosi, suggerita dalla storia clinica e dalla visita medica, ci si avvale dell’elettromiografia, esame piuttosto fastidioso ma breve (circa un quarto d’ora), che registra l’attività dei nervi e dei muscoli. Non sono di norma necessarie altre indagini se non in casi particolari.
Talvolta è sufficiente cambiare modalità di svolgimento dell’attività lavorativa per avere un miglioramento. Per minimizzare l’irritazione dei nervi della mano durante la guida è utile proteggersi da freddo e umidità, evitare di stringere troppo il volante o di poggiare i polsi sulla parte superiore, cambiare spesso posizione delle mani, non assumere posture che comportino un’eccessiva flessione o estensione dei polsi, tentare di allineare mani e polsi agli avambracci. Possono sembrare posizioni scomode o poco naturali, ma aiutano.
Ci sono poi alcuni esercizi da fare per 5 secondi, ripetendoli una decina di volte, magari approfittando delle pause previste dai tempi di guida e riposo, come tenere il volante tra pollici e indici in posizione “9 e 15” oppure raddrizzare entrambi i polsi rilassando le dita, o ancora afferrare il volante in posizione “10 e 10” e quindi tenerlo saldamente con i polsi flessi verso il basso, infine stringere le dita contro il palmo poi allargarle tenendole aperte. Senza dimenticare di sgranchire anche braccia e mani, quando si fa una sosta per muovere le gambe.

Possono essere utili farmaci antinfiammatori e alcuni integratori, l’uso di un tutore, un trattamento di fisioterapia. Se tali cure non danno un risultato accettabile, bisogna prendere in considerazione la soluzione chirurgica. E comunque formicolio e/o dolore alla mano e al polso non sono sempre sintomo di una sindrome del tunnel carpale, ma possono nascondere un problema più grave, per cui è meglio parlarne con il proprio medico.

Buon viaggio!

Annagiulia Gramenzi
Annagiulia Gramenzi
Ricercatore Dip. medicina clinica Univ. Bologna
Scrivete a Annagiulia Gramenzi: salute@uominietrasporti.it

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