HomeProfessioneUfficio trafficoA22, i camion chiedono di tornare a sorpassare di notte. E la politica apre al confronto

A22, i camion chiedono di tornare a sorpassare di notte. E la politica apre al confronto

Una petizione lanciata dal camionista trentino Max Sgurelli propone di eliminare il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti tra le 22 e le 6, ma soltanto nei tratti meno tortuosi dell’Autobrennero. Il consigliere provinciale Mirko Bisesti chiede un tavolo tecnico, mentre il presidente altoatesino Kompatscher mette in guardia da un «liberi tutti». Sullo sfondo, le lunghe colonne di Tir e i recenti incidenti.

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Chi percorre abitualmente l’Autostrada del Brennero conosce bene la scena: una lunga colonna di camion che procede in fila indiana, alla velocità del mezzo più lento. Non importa se quello davanti viaggia a 70 chilometri orari e chi segue potrebbe procedere più velocemente. Sull’A22, per i veicoli industriali sopra le 7,5 tonnellate, il divieto di sorpasso vale per tutte le 24 ore.

Ma ha ancora senso applicarlo anche di notte, quando la circolazione delle automobili diminuisce sensibilmente?

È la domanda lanciata da Massimo Sgurelli, camionista trentino conosciuto sui social come Max, che ha promosso una petizione per chiedere ad Autostrada del Brennero di rivedere le regole. La proposta ha raccolto attenzione tra i conducenti e ha raggiunto anche la politica locale: secondo quanto riportato dal quotidiano il T, al 31 ottobre erano state raccolte circa 1.860 adesioni.

Sorpassi consentiti tra le 22 e le 6, ma non ovunque

La proposta non consiste nell’eliminare indiscriminatamente il divieto. Sgurelli chiede di consentire i sorpassi nelle ore notturne, dalle 22 alle 6, mantenendo il divieto durante il giorno.

Anche l’applicazione territoriale sarebbe selettiva. La deroga potrebbe interessare i tratti tra Modena e Verona e tra Verona e Bolzano Sud, mentre rimarrebbe esclusa la parte settentrionale dell’autostrada, da Bolzano Sud al Brennero, caratterizzata da un tracciato più complesso, con curve e gallerie. Nelle giornate di bollino rosso e nero, inoltre, il divieto tornerebbe a essere valido per tutte le 24 ore.

Alla base della richiesta c’è una considerazione pratica: quando un camion particolarmente lento, oppure un trasporto eccezionale, precede altri mezzi pesanti, tutti quelli che seguono sono obbligati ad adeguarsi alla sua velocità. Una condizione che può comportare ritardi, aumentare i tempi di percorrenza e rendere più complicata la programmazione delle consegne.

Secondo Sgurelli, nelle ore notturne sarebbe possibile introdurre maggiore flessibilità senza compromettere la sicurezza. È però un’ipotesi che richiede una verifica tecnica, non ancora una conclusione dimostrata.

Bisesti: aprire un tavolo tecnico con Autobrennero

La proposta ha trovato un primo interlocutore nel consigliere provinciale trentino Mirko Bisesti, che ha chiesto di avviare un approfondimento con la società Autobrennero e gli organismi tecnici competenti, valutando flussi di traffico, caratteristiche dei diversi tratti e fasce orarie.

Il consigliere osserva che il divieto continuativo risale al 2017, mentre nel frattempo il volume del traffico è aumentato. Da qui l’opportunità di verificare se una gestione più flessibile della circolazione notturna possa rendere più scorrevole il traffico e contribuire a ridurre parte della pressione nelle ore diurne.

Non si tratta, precisa, di cancellare il divieto dall’oggi al domani, ma di sottoporre a una valutazione tecnica una proposta avanzata proprio da chi percorre quotidianamente l’autostrada.

Kompatscher: attenzione a non creare il caos

Più prudente la posizione del presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher. Il governatore considera l’attuale situazione del traffico pesante sull’asse del Brennero insostenibile, ma esclude che una semplice liberalizzazione dei sorpassi possa rappresentare una soluzione generale. Al contrario, teme che un’apertura indiscriminata possa produrre ulteriore congestione.

Kompatscher insiste su una gestione coordinata del corridoio tra Italia, Austria e Germania, attraverso strumenti come la prenotazione degli slot di transito, i pedaggi variabili e nuovi interventi infrastrutturali e tecnologici.

La questione si intreccia peraltro con le limitazioni imposte dall’Austria al traffico dei camion, oggetto di un contenzioso davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

La sicurezza è il vero banco di prova

Il dibattito si è acceso in una settimana segnata da diversi incidenti che hanno coinvolto mezzi pesanti lungo l’A22, tra cui quello costato la vita al giovane camionista altoatesino Nathan Silbernagl.

Per Sgurelli, le lunghe colonne di camion costituiscono esse stesse un potenziale fattore di rischio. Ma consentire il sorpasso non significa automaticamente migliorare la sicurezza: occorre considerare le differenze di velocità tra i mezzi, le caratteristiche della strada, la visibilità notturna, i flussi effettivi di traffico e le possibili interferenze con le automobili.

Una valutazione seria dovrebbe quindi mettere a confronto i rischi prodotti dagli incolonnamenti con quelli associati alle manovre di sorpasso. In questo senso, la proposta potrebbe diventare il punto di partenza per una sperimentazione circoscritta, accompagnata da monitoraggi e criteri misurabili.

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