C’è un nuovo triangolo nell’industria mondiale dei veicoli industriali: dopo anni di sviluppo separato, Toyota Motor Corporation, Daimler Truck e Volvo Group si preparano a condividere lo stesso tavolo tecnologico per accelerare la corsa all’idrogeno. Le tre case hanno firmato un Memorandum of Understanding non vincolante per l’ingresso di Toyota come socio paritario nella joint venture cellcentric, fondata nel 2021 da Daimler Truck e Volvo con l’obiettivo di sviluppare, produrre e commercializzare sistemi a celle a combustibile per veicoli pesanti e applicazioni industriali.
Se l’accordo verrà portato a termine, i tre costruttori deterranno quote uguali, mantenendo però l’indipendenza commerciale in tutti gli altri ambiti. L’idea è semplice ma ambiziosa: unire le migliori competenze di ciascun gruppo per creare una base comune di tecnologie a celle a combustibile, in grado di abbattere i costi di sviluppo e rendere scalabile una soluzione che oggi è ancora di nicchia, ma che molti indicano come cruciale per la decarbonizzazione del trasporto pesante.
Una squadra che unisce due continenti e un secolo di know-how
L’ingresso di Toyota porta nel mondo cellcentric un bagaglio di esperienze che nessun’altra azienda può vantare: trent’anni di ricerca e sviluppo nella tecnologia fuel cell per veicoli passeggeri, culminati con la Mirai — la prima vettura a idrogeno prodotta su larga scala. Da parte europea arrivano invece le competenze di Volvo e Daimler Truck nella progettazione e produzione di veicoli industriali, nel controllo dell’intera catena cinetica e, soprattutto, nella capacità di industrializzare in modo efficiente soluzioni complesse.
Secondo il comunicato congiunto, Toyota e cellcentric lavoreranno fianco a fianco anche sulla produzione delle singole unità di cella — il cuore del sistema a idrogeno — e dei componenti elettronici di controllo, con l’obiettivo di generare sinergie che permettano di lanciare sul mercato prodotti competitivi a livello globale.
Martin Lundstedt, CEO del gruppo Volvo, sintetizza così lo spirito dell’intesa: «Con Toyota possiamo creare la massa critica necessaria per far decollare l’idrogeno nei trasporti pesanti. È un segnale forte a tutto l’ecosistema: la decarbonizzazione richiede collaborazione fra grandi player».
Un’alleanza che completa il mosaico Daimler–Toyota
Il passo di Toyota verso cellcentric non arriva nel vuoto. Solo pochi mesi fa la casa giapponese e Daimler Truck hanno unito le loro controllate asiatiche Fuso e Hino per creare Cision, una nuova joint venture focalizzata su veicoli commerciali medi e leggeri a trazione elettrica e connessa.
Con Cision da un lato e cellcentric dall’altro, il quadro strategico si fa chiaro: Toyota e Daimler Truck stanno costruendo un asse tecnologico multilivello, che copre l’intera gamma del trasporto su gomma — dall’urbano al lungo raggio — con soluzioni complementari. Laddove Cision presidia la mobilità elettrica a batteria, cellcentric si propone come piattaforma di riferimento per la trazione fuel cell nei veicoli pesanti e per applicazioni industriali ad alta potenza. Volvo, dal canto suo, rafforza il tavolo europeo, confermando la volontà di restare protagonista nel nuovo equilibrio globale dell’idrogeno.
Hydrogen society: dal simbolo alla supply chain
Dietro la collaborazione si intravede un obiettivo più ampio, che travalica i confini dell’automotive. I tre gruppi dichiarano apertamente di voler accelerare la creazione di un “ecosistema dell’idrogeno” a livello globale, collaborando con istituzioni e partner industriali nella realizzazione di infrastrutture per la produzione, il trasporto e il rifornimento di idrogeno.
In Europa, il progetto si innesta direttamente sugli obiettivi del Green Deal e sulle iniziative per la realizzazione di corridoi H₂ per il trasporto pesante. In Giappone, si lega alla Hydrogen Society Act, parte integrante della strategia nazionale per la neutralità climatica.
A ben vedere, il valore strategico di cellcentric va oltre la ricerca: si tratta di un laboratorio industriale comune, un centro di competenza che può fungere da catalizzatore per standard tecnici, reti di fornitura e nuovi modelli di business basati sulla condivisione di tecnologie.
Il futuro dei truck passa (anche) dall’idrogeno
La mossa di Toyota, Daimler e Volvo conferma che l’idrogeno non è un semplice esperimento, ma un tassello concreto nella transizione energetica del trasporto pesante. Se le batterie coprono oggi con efficienza il settore urbano e regionale, la fuel cell promette di estendere l’elettrificazione anche ai lunghi tragitti, dove peso, autonomia e tempi di rifornimento restano nodi critici.
Al tempo stesso, la collaborazione globale ridisegna la geografia industriale dell’idrogeno: unisce Europa e Giappone in un’alleanza tecnologica costruita su logiche di interdipendenza più che di concorrenza. E segnala, per il mondo dei trasporti, l’inizio di una nuova fase in cui la competizione non scompare, ma si trasforma — dalle lotte di mercato alle alleanze sulla conoscenza.


