Veicoli - logistica - professione

HomeVeicoliServiziPetronas Lubricants International al Transpotec: focus su nuova gamma Urania e servizi integrati per le flotte truck

Petronas Lubricants International al Transpotec: focus su nuova gamma Urania e servizi integrati per le flotte truck

Alla kermesse milanese l’azienda ha presentato la nuova gamma Petronas Urania: un’evoluzione pensata per rispondere alle esigenze dei veicoli industriali di ultima generazione, con un focus su fuel economy, protezione dei motori e continuità operativa. Accanto ai prodotti, cresce anche l’offerta di servizi tecnici, mentre la rete di assistenza si amplia per supportare officine e trasportatori in uno scenario di mercato sempre più complesso. Di tutto questo ne abbiamo parlato in questa intervista con Giuseppe Pedretti, Regional Managing Director EMEA di Petronas Lubricants International

-

In un settore dove efficienza, consumi e continuità operativa incidono sempre di più sulla competitività delle imprese di trasporto, i lubrificanti restano spesso una voce percepita come marginale. Eppure, proprio ciò che sembra un dettaglio tecnico può trasformarsi in un fattore determinante per ridurre i costi, proteggere i motori ed evitare il fermo dei mezzi. Lo sa bene Petronas Lubricants International che, al Transpotec Logitec 2026, in corso in questi giorni a Milano Fiere, ha portato in primo piano la nuova gamma Urania, affiancata da servizi sempre più avanzati: dall’analisi dei fluidi usati per monitorare lo stato dei motori, ai programmi di formazione tecnica per manutentori, fino alla produzione interna di AdBlue e di tutti i fluidi funzionali necessari alle flotte.

Sullo sfondo, però, restano le incognite di un contesto internazionale complesso: dalla volatilità delle materie prime alle tensioni geopolitiche che stanno influenzando il mercato dell’urea e dell’AdBlue. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Pedretti, Regional Managing Director EMEA di Petronas Lubricants International, che ci ha raccontato come sta evolvendo il mercato dei lubrificanti per i veicoli industriali, tra innovazione tecnica, supporto alle flotte e nuove sfide industriali.

Giuseppe Pedretti, Regional Managing Director EMEA di Petronas Lubricants International

La nuova gamma PETRONAS Urania rappresenta uno dei focus della vostra presenza a Transpotec. Che ruolo ha oggi all’interno della strategia dell’azienda per il mondo truck?

«Urania rappresenta un passaggio molto importante nella nostra strategia dedicata ai veicoli industriali. La gamma, che abbiamo rilanciato lo scorso anno, è completamente nuova ed è stata sviluppata con un focus particolare sulla fuel economy. Parliamo quindi di lubrificanti a bassa viscosità, progettati per contribuire alla riduzione dei consumi di carburante senza compromettere la protezione del motore. Accanto agli oli motore, abbiamo ampliato anche l’offerta dedicata a trasmissioni e assali con la gamma Petronas Tutela, in modo da coprire in maniera sempre più completa tutte le esigenze del trasporto pesante. Inoltre produciamo internamente anche l’AdBlue, nel nostro sito di Napoli, applicando gli stessi standard qualitativi e gli stessi controlli che utilizziamo nel mondo dei lubrificanti»

Tra l’altro, a proposito di AdBlue, negli ultimi mesi il mercato è stato influenzato dalle tensioni geopolitiche e dalle dinamiche delle materie prime. Che scenario state osservando?

«Il mercato dell’urea sta vivendo una fase complessa. Una quota molto rilevante della produzione mondiale di fertilizzanti a base di azoto arriva dal Medio Oriente e questo inevitabilmente ha un impatto sui prezzi e sulla disponibilità delle materie prime. L’urea automotive richiede standard qualitativi più elevati rispetto a quella destinata all’agricoltura, ma la materia prima di partenza è la stessa. In questo momento, quindi, l’approvvigionamento è diventato più difficile per tutto il settore. Noi abbiamo il vantaggio di produrre direttamente l’AdBlue nel nostro impianto di Napoli, dove, grazie agli investimenti fatti negli ultimi anni, realizziamo tutte le tipologie di confezionamento, dal bulk agli IBC fino ai formati più piccoli. Questo ci consente di gestire meglio il mercato rispetto ad altri operatori. Ad ogni modo la nostra filosofia è offrire una soluzione completa per tutti i fluidi funzionali del veicolo industriale: lubrificanti motore, trasmissioni, fluidi freno e AdBlue. Il fatto di produrli internamente permette ai clienti di avere standard qualitativi uniformi su tutta la gamma».

Spesso il lubrificante viene considerato soltanto una voce di costo. Quanto incide invece una corretta lubrificazione sul TCO di un mezzo pesante?

«Incide moltissimo. L’errore più comune è concentrarsi esclusivamente sul risparmio immediato, guardando soltanto il costo iniziale del lubrificante. In realtà il vero impatto sul TCO si vede nel medio-lungo periodo, attraverso aspetti come il consumo di carburante, la durata dei componenti e soprattutto i costi legati ai fermi macchina. Oggi il mercato si sta orientando verso lubrificanti a bassa viscosità, che aiutano a migliorare l’efficienza energetica del veicolo. Ma sviluppare prodotti fuel economy senza compromettere la protezione del motore richiede tecnologie molto avanzate. Prendiamo ad esempio un olio 0W-20: è un lubrificante estremamente fluido e proprio per questo deve garantire una “stabilità al taglio” molto elevata, mantenendo nel tempo la capacità di proteggere il motore anche sotto forti sollecitazioni. Per questo è fondamentale affidarsi a prodotti sintetici di alta qualità. In generale, quando si parla di TCO, bisogna avere una visione complessiva della gestione dei fluidi e della manutenzione, evitando di inseguire solo il risparmio a breve termine».

Oltre al prodotto, quali servizi affiancano oggi la vostra offerta per flotte e officine?

«Il prodotto è solo una parte del lavoro. Accanto ai lubrificanti offriamo diversi servizi tecnici, a partire dall’analisi dei fluidi usati. Si tratta di un’attività molto importante perché permette di monitorare lo stato del motore e individuare eventuali anomalie prima che si trasformino in problemi più seri. Attraverso analisi specifiche possiamo verificare, ad esempio, il livello di ossidazione dell’olio oppure la presenza di particelle metalliche che potrebbero indicare usure anomale. Questo consente di ottimizzare gli intervalli di cambio olio in funzione delle reali condizioni operative del mezzo. Oggi il controllo preventivo è sempre più importante: monitorare regolarmente lo stato dei fluidi significa ridurre il rischio di guasti e pianificare meglio la manutenzione. A questo si aggiunge tutta l’attività di supporto tecnico e formazione. Organizziamo training sia per le officine sia per i manutentori delle flotte, perché il tema delle competenze è sempre più centrale nel trasporto pesante».

Che ruolo gioca oggi la rete di assistenza di Petronas dedicata ai veicoli industriali?

In Italia contiamo 1.994 officine, di cui 200 specializzate nel mondo truck. E la rete è in forte espansione: nel solo 2025 abbiamo registrato 172 nuove affiliazioni. La rete rappresenta un elemento fondamentale perché ci permette di affiancare clienti e officine non solo sul prodotto, ma anche sui servizi tecnici e sulla formazione. Nel trasporto pesante il tema delle competenze è sempre più delicato. I manutentori qualificati sono difficili da trovare e c’è un forte ricambio di personale. Per questo investiamo molto nel training tecnico, affinché chi lavora sui mezzi abbia le competenze corrette per gestire lubrificanti e manutenzione. Anche qui in fiera abbiamo portato un mezzo realizzato in collaborazione con il nostro partner TN Service con cui collaboriamo sul tema della formazione attraverso il progetto TN Service Young. È un segnale concreto di quanto oggi formazione e assistenza siano strettamente collegate».

Tornando agli scenari di mercato, il contesto internazionale oggi resta molto instabile. Che impatto stanno avendo le tensioni geopolitiche sul mercato dei lubrificanti?

«Il settore dei lubrificanti dipende fortemente dalla disponibilità di oli base e una parte importante della produzione mondiale arriva dall’area del Golfo Persico. Oggi l’Europa si trova quindi in una situazione di forte pressione sull’approvvigionamento. Noi abbiamo il vantaggio di produrre internamente una parte importante delle nostre basi sintetiche, in particolare in Malesia, utilizzando materie prime provenienti dal Sud-Est asiatico. Questo ci permette di essere meno esposti rispetto ad altri operatori alle criticità legate al Medio Oriente. Naturalmente l’aumento dei prezzi colpisce tutti, ma avere una filiera più integrata ci consente di affrontare meglio queste situazioni. Anche per quanto riguarda l’AdBlue, gli investimenti fatti sul sito di Napoli, come accennato, insieme alla logistica e alla gestione dei magazzini, ci stanno aiutando a garantire continuità di fornitura in una fase molto complessa del mercato».

-

close-link