Tre decenni di attività, una crescita costruita passo dopo passo e uno sguardo sempre rivolto all’innovazione del trasporto europeo. È con questo spirito che Multitrax celebra i suoi primi trent’anni a Transpotec Logitec 2026, la rassegna milanese dedicata al mondo dei trasporti e della logistica che si è tenuta dal 13 al 16 maggio scorsi. Per l’azienda cremonese l’appuntamento fieristico rappresenta molto più di una semplice presenza espositiva: è il simbolo di un percorso iniziato nel 1996 grazie all’intuizione imprenditoriale di Rinaldo Maggi e oggi proseguito dai figli Alberto e Andrea.
Nel grande spazio allestito in fiera, oltre 500 metri quadrati, il gruppo ha presentato sette semirimorchi appartenenti ai marchi internazionali che distribuisce sul mercato italiano. Una selezione che racconta l’evoluzione del comparto trailer negli ultimi decenni, tra crescente specializzazione tecnica, nuove esigenze logistiche e attenzione all’efficienza operativa.
Una storia che parte da lontano
La storia di Multitrax nasce infatti dalla volontà di aprire il mercato italiano a costruttori europei allora poco conosciuti nel nostro Paese. «Negli anni Novanta acquistare un semirimorchio all’estero non era un’operazione immediata: barriere linguistiche, procedure burocratiche e omologazioni rappresentavano ostacoli concreti per molte aziende di trasporto», spiega Alberto Maggi. Da qui la scelta della famiglia di diventare un ponte tra i produttori europei e gli operatori italiani, selezionando mezzi capaci di distinguersi per tecnologia e specializzazione.
Questa impostazione è rimasta il tratto distintivo dell’azienda anche nel corso degli anni successivi. Non a caso nello stand milanese trovano posto alcuni dei marchi storicamente legati a Multitrax. Tra questi Feldbinder, partner fin dalla nascita dell’azienda, D-Tec e Kraker, oltre a Burgers, entrato più recentemente nella rete distributiva del gruppo. Costruttori che operano in segmenti molto specifici del trasporto professionale e che hanno contribuito a consolidare il posizionamento della società cremonese nel settore dei trailer ad alto contenuto tecnico.

Tutto l’universo di Multitrax
Accanto ai veicoli, la presenza in fiera valorizza anche i servizi sviluppati dall’azienda. Oggi Multitrax opera infatti attraverso diverse divisioni dedicate non soltanto alla vendita di mezzi nuovi e usati, ma anche al noleggio, alla gestione dei ricambi e alle applicazioni per il settore agricolo. Particolarmente rilevante è il comparto rental, che dispone di una flotta composta da oltre 150 semirimorchi disponibili in numerose configurazioni differenti, pensate per rispondere alle richieste di trasportatori e operatori logistici.
Importante anche l’attività legata all’assistenza e alla ricambistica, organizzata attraverso magazzini automatizzati e sistemi digitali per velocizzare la gestione delle componenti. Un servizio che negli anni è diventato strategico quanto la vendita stessa, soprattutto in un settore dove tempi di fermo ridotti e continuità operativa rappresentano fattori decisivi. Tra gli ambiti in crescita c’è inoltre quello dedicato all’agricoltura e al trasporto di motrici destinate agli impianti di biogas e biometano, comparto che conferma l’attenzione dell’azienda verso le nuove esigenze della transizione energetica e della sostenibilità.
Dopo trent’anni di attività, Multitrax continua così a puntare su un modello basato su consulenza tecnica, specializzazione e supporto al cliente, con l’obiettivo di introdurre sul mercato italiano soluzioni capaci di migliorare efficienza, sicurezza e sostenibilità del trasporto stradale.
«Adesso proseguiamo – conclude Maggi – con la chiara idea che una realtà come la nostra può avere un senso nel futuro solo se riesce a dare un vero valore aggiunto al cliente, quindi avere la capacità di esprimere un know-how tecnico molto alto, la capacità di avere un know-how a livello omologativo altrettanto importante e di accompagnare il cliente su nuovi settori di nicchia. Abbiamo provato e stiamo vincendo anche una seconda importante scommessa: quella di dire che siamo in grado di cambiare la logistica del Paese, che è un po’ una ambizione. Perché un conto è vendere i trailer, un altro è cambiare una logistica. Abbiamo iniziato questo progetto nel 2013 con le cisterne D-Tec per il trasporto di reflui e digestato per l’industria di biogas e biometano e ci siamo riusciti. Adesso tocca ai Burgers a doppio piano».



