La scena, inevitabilmente, se l’è presa l’XG+ Emerald, serie limitata destinata a diventare oggetto di culto tra gli appassionati del marchio olandese. Saranno appena 100 gli esemplari prodotti in tutta Europa, di cui circa una ventina destinati all’Italia. È il primo capitolo di una collezione celebrativa che accompagnerà DAF fino al 2028, anno del centenario del costruttore.
L’Emerald nasce sulla base dell’XG+ da 530 cavalli full optional, ma il vero gioco si sviluppa sull’identità estetica. Il verde smeraldo invade dettagli esterni e abitacolo: tendine, topper, finiture dedicate e la grafica “serpentina” che rende immediatamente riconoscibile il veicolo. Ogni mezzo è numerato singolarmente e destinato a diventare un pezzo unico. Non a caso, molti esemplari risultano già praticamente assegnati.
Accanto alla componente emozionale, DAF ha messo in mostra anche la propria carta tecnologica più forte: il camion elettrico vincitore del premio Truck of the Year. Il modello esposto, equipaggiato con cinque pacchi batteria, sviluppa 350 kW e promette fino a 500 chilometri di autonomia. La configurazione scelta per la fiera utilizza cabina XF e punta a dimostrare come l’elettrico possa ormai entrare concretamente nel trasporto regionale e distributivo pesante, anche grazie a una massa che resta competitiva per la categoria.

Un altro dei protagonisti dello stand era l’XF 8×4 destinato al mondo cava-cantiere. Non il classico mezzo “hard construction”, però, ma un veicolo pensato per i cantieri contemporanei, dove la missione stradale, successiva al carico, pesa sempre di più. DAF lo definisce infatti un camion da utilizzo “60% strada e 40% cantiere”: sospensioni pneumatiche, massa d’opera da 41 tonnellate, dotazioni specifiche per il lavoro gravoso ma con una configurazione studiata per migliorare consumi e comfort nei continui trasferimenti su asfalto.
È il segno di come stia cambiando anche il settore construction. Meno cava pura e più logistica di cantiere, con continui tragitti di carico e scarico. E quindi servono mezzi in grado di muoversi bene tanto sul piazzale quanto in autostrada.

Ma la vera novità industriale, era parcheggiata poco più in là: la prima bisarca ordinabile direttamente da casa madre. Un debutto importante per DAF, che fino a oggi non aveva mai proposto una soluzione di questo tipo.
Il veicolo esposto era basato su cabina XD, ma il costruttore ha già confermato di stare lavorando anche alla versione XF, attualmente in attesa di omologazione. La configurazione mostrata a Milano è pensata per il trasporto fino a otto vetture, che possono diventare nove con configurazioni dedicate.
Interessante soprattutto la filosofia progettuale: cabina ribassata, climatizzatore da fermo completamente integrato e abitabilità da vero camion da linea, senza sacrificare lo spazio interno. Un dettaglio non banale in un segmento dove gli autisti convivono spesso con cabine molto contenute.
Dietro le novità di prodotto resta però anche il tema del mercato. Durante gli incontri in fiera è emerso il tema del contenimento delle quote DAF in Europa, con un chiarimento importante rispetto ai numeri circolati negli ultimi mesi. Il confronto tra la penetrazione in Europa del 17% raggiunta tre anni fa e l’attuale 13,1% riguarda infatti il dato aggregato tra trattori e carri. E in realtà la quota di mercato dei primi è rimasta tendenzialmente sullo stesso livello non soltanto a livello continentale ma anche in Italia, dove DAF continua a raccogliere intorno all’11,5% nei trattori e al 7,5% nei carri pesanti, con una quota complessiva del 10,1%.
A frenare l’ulteriore crescita delle vendite, come ha spiegato in totale trasparenza Massimo Dodoni, amministratore delegato di DAF Veicoli Industriali, avrebbe inciso anche un problema agli iniettori emerso a fine 2024 e oggi completamente risolto. Ma il messaggio lanciato a Milano sembra chiaro: DAF vuole tornare a crescere puntando non solo sui volumi, ma anche su specializzazione e allestimenti dedicati. Senza disdegnare – semmai se ne presentassero le occasioni – una dose di elettrificazione.


