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Trasporto pesante, nasce H-Dual: fino al 30% in meno di CO2 con il dual fuel a idrogeno

Presentato al Transpotec Logitec 2026, il progetto mette insieme Ford Trucks, Politecnico di Milano, LC3 Trasporti, Ecomotive Solutions, SFBM e Greenture per sviluppare una soluzione dual fuel basata su HVO, idrogeno e, in prospettiva, idrobiometano. Un Ford F-Max L è stato trasformato in laboratorio viaggiante per i test, con l’obiettivo di abbattere le emissioni ed arrivare a una commercializzazione su larga scala

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La decarbonizzazione del trasporto pesante cerca nuove strade, passando anche dall’adattamento intelligente della tecnologia esistente. È questa la filosofia del progetto H-Dual, presentato lo scorso venerdì al Transpotec di Milano presso lo stand di Ford Trucks Italia, che punta a sviluppare la prima soluzione di adattamento a idrogeno applicata a un veicolo industriale pesante.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Ford Trucks International, Ford Trucks Italia, Ecomotive Solutions, Dipartimento di energia del Politecnico di Milano, LC3 Trasporti, SFBM e Greenture, società del gruppo Snam. Il progetto, denominato anche Hydrogen Blended Biofuel Trucks, si fonda su una logica dual fuel che integra Diesel HVO con idrogeno e, in una fase successiva, con miscele H2NG, vale a dire idrogeno e biometano.

L’obiettivo dei partner è costruire un ecosistema logistico a zero emissioni, flessibile e sostenibile, per il trasporto pesante a lungo raggio. La scelta strategica, però, non è quella del «tutto nuovo», bensì della valorizzazione del parco circolante esistente, attraverso una tecnologia anche più accessibile sul piano economico.

In cosa consiste l’iniziativa

Il programma prevede una fase di sviluppo e test reali, con raccolta dati a partire dalle prime stazioni di rifornimento a idrogeno, cominciando dall’impianto di Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria. Un passaggio fondamentale per pianificare una futura rete di rifornimento sul territorio italiano.

Un ruolo centrale nel progetto è affidato a Ford Trucks Italia, che ha messo a disposizione un F-Max L in configurazione trattore stradale, esposto nell’area prove di Transpotec per tutta la durata della manifestazione e già equipaggiato con il sistema H-Dual. La tecnologia consente oggi l’utilizzo di una combinazione HVO+H2 oppure HVO+idrobiometano. Quando il progetto entrerà pienamente a regime, il primo truck dual fuel diesel/idrogeno dovrà garantire una quota di idrogeno pari almeno al 30% del mix energetico complessivo, per poi evolvere verso configurazioni più avanzate.

Sul fronte tecnico, lo sviluppo del sistema è affidato a Ecomotive Solutions, che cura progettazione, prototipazione e test del concept. L’azienda piemontese porta in dote un’esperienza consolidata nella tecnologia dual fuel che parte nel 2009, con l’obiettivo iniziale di introdurre GPL e metano nel trasporto pesante. Da lì l’evoluzione è passata attraverso BioCNG, BioLNG e infine idrogeno, fino ad arrivare all’attuale Adaptive Fuel System, piattaforma capace di gestire miscele di idrogeno, biometano, etanolo e metanolo.

L’utilizzo da parte di LC3

L’impiego concreto del mezzo è affidato a LC3 Trasporti, che utilizzerà il truck in condizioni operative. La società umbra opera dal 2009 nell’autotrasporto con una flotta di oltre 200 veicoli, dei quali il 65% alimentabile con propulsione 100% sostenibile. Dal 2019 ha introdotto in Italia anche la refrigerazione ad azoto, con una flotta di 20 semirimorchi criogenici a zero emissioni.

Sul fronte infrastrutturale e della sicurezza intervengono invece SFBM e Greenture. La prima, società del gruppo GSE attiva nella revisione e collaudo delle bombole a metano per autotrazione, porta il suo know-how nella sperimentazione delle miscele gas-idrogeno, conducendo test di sicurezza su bombole contenenti mix di metano o biometano e idrogeno fino al 60%. Un dato particolarmente rilevante considerando che la normativa europea oggi prevede una quota massima del 2% di idrogeno in miscela. Greenture, invece, si occupa dell’infrastruttura di rifornimento.

La validazione scientifica del progetto è affidata infine al Dipartimento di energia del Politecnico di Milano, che concentrerà l’attività di ricerca sulla riduzione delle emissioni, sull’ottimizzazione delle prestazioni motoristiche e sull’analisi del Total Cost of Ownership, tema cruciale per la sostenibilità economica della soluzione.

Secondo i primi modelli di simulazione sviluppati dal gruppo di ricerca milanese, la combustione H-Dual potrebbe consentire una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 30%, mantenendo sostanzialmente invariato il sistema di combustione originale e il livello delle emissioni inquinanti.

Il progetto punta anche a un risultato normativo: i partner dichiarano infatti di voler accompagnare il percorso di adattamento del quadro regolatorio e dell’omologazione della tecnologia H-Dual.

I commenti

«È necessario superare il tempo delle attese – commenta Michele Ambrogi, direttore commerciale di LC3 Trasporti – e puntare su opzioni flessibili e immediatamente praticabili per abbattere le emissioni».

«Si tratta di un passo concreto e pragmatico verso la trasformazione sostenibile del trasporto pesante- sottolinea Nicola Russo, amministratore delegato di Ford Trucks Italia – capace di valorizzare i mezzi esistenti».

«Questa strategia industriale iniziata oltre quindici anni fa – afferma Giovanni Deregibus, amministratore di Ecomotive Solutions – è oggi orientata a rendere immediatamente utilizzabile l’idrogeno nei veicoli diesel».

«Il dual fuel – puntualizza Marco Mele, amministratore unico di SFBM – è una soluzione più realistica, performante e meno onerosa rispetto all’elettrico, soprattutto nel mondo dei mezzi pesanti».

«Le prossime attività di ricerca – conclude Tommaso Lucchini del Dipartimento di energia del Politecnico di Milano – si concentreranno su strategie di combustione ancora più efficienti».

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