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Sacim-OMT, prima uscita al Transpotec per la nuova alleanza delle cisterne

Dopo l’acquisizione della storica azienda romagnola da parte del gruppo piemontese, il passaggio segna la ripartenza di uno dei nomi simbolo del settore, tra continuità produttiva e nuovi obiettivi industriali

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Al Transpotec 2026, in uno stand che segnava la prima uscita congiunta, due cisterne affiancate hanno reso visibile la nuova realtà Sacim-OMT nel trasporto di carburanti.

Sacim, storica azienda di Cesena specializzata nella produzione di cisterne per il trasporto di liquidi su strada, mare e ferrovia, è stata infatti acquisita da Omt – Officine Meccaniche Tortonesi nell’ambito della procedura di liquidazione giudiziale che aveva coinvolto la società romagnola. Un passaggio delicato ma decisivo, che permette di salvaguardare un marchio simbolo della metalmeccanica italiana e di garantire continuità produttiva e occupazionale. «Per essere presenti al Transpotec abbiamo corso», dice Alberto Quinto, responsabile commerciale del Gruppo piemontese. «Abbiamo trovato la cisterna Sacim presso un cliente e l’abbiamo valorizzata al meglio per poterla esporre e formalizzare la nuova produzione congiunta».

L’operazione è stata messa nero su bianco il 21 aprile scorso e rappresenta una delle operazioni più significative degli ultimi anni nel comparto della costruzione dei semirimorchi cisternati (ne avevamo parlato qui). Omt, azienda storica di Tortona controllata da Autosped G e parte del Gruppo Gavio, opera infatti nello stesso settore industriale di Sacim ed era tra i soggetti che nei mesi scorsi avevano manifestato interesse per l’acquisizione. Con questa mossa il gruppo piemontese rafforza la propria presenza sul mercato nazionale e internazionale, ampliando al tempo stesso la gamma dei veicoli prodotti.

Sacim, una storia industriale lunga oltre un secolo

Sacim, fondata nel 1920, è una delle realtà industriali più longeve del territorio cesenate. Nonostante le difficoltà finanziarie culminate nella procedura fallimentare, l’azienda non aveva mai smesso di produrre né aveva perso competitività commerciale. Alla base della crisi, infatti, non vi era un calo delle commesse o una debolezza del mercato, bensì una lunga e complicata vicenda immobiliare legata alla mancata vendita della vecchia sede storica. Un problema trascinato per quasi vent’anni che ha finito per compromettere gli equilibri finanziari dell’azienda.

Il trasferimento nel sito produttivo di piazzale Arcano, tra Torre del Moro e Diegaro, era iniziato nel 2004, ma nel 2009 il progetto di valorizzazione della vecchia area si bloccò definitivamente con il fallimento Isoldi. Da allora ogni tentativo di vendita si è arenato, fino alla decisione delle banche creditrici di non concedere ulteriori proroghe, aprendo di fatto la strada alla liquidazione giudiziale.

L’acquisizione da parte di Omt consente ora di dare continuità a una realtà che impiega circa 70 dipendenti e che continua a rappresentare un riferimento nel settore delle cisterne. «Siamo molto soddisfatti di questa operazione – ha dichiarato Luca Giorgi, amministratore delegato di Autosped G – perché ci permette di rafforzare la produzione di semirimorchi cisterna e di ampliare la tipologia di veicoli realizzati. Ma soprattutto siamo orgogliosi di aver salvato dalla chiusura un’azienda che ha scritto pagine importanti della storia industriale italiana».

Continuità produttiva e strategia industriale

Secondo il management del gruppo, il marchio Sacim continuerà a essere presente sul mercato e manterrà il proprio ruolo di riferimento per molti operatori dell’autotrasporto italiani ed esteri. L’integrazione industriale dovrebbe inoltre consentire un incremento della capacità produttiva e un rafforzamento commerciale sui mercati internazionali.

Più prudenti, almeno per ora, le reazioni sindacali. La Fiom Cgil ha accolto la notizia con cautela, ricordando come le condizioni fissate nell’asta prevedano precise tutele occupazionali ma sottolineando la necessità di verificare concretamente gli impegni della nuova proprietà. Il sindacato chiede infatti il rispetto degli accordi storici costruiti in decenni di relazioni industriali e auspica che Omt continui a investire sul territorio cesenate, mantenendo centrale il sito produttivo romagnolo. Per Sacim si chiude così un capitolo lungo 105 anni. 

I numeri dell’aggregazione

L’integrazione porta in dote 48.000 mq di area scoperta e 23.000 mq di superficie produttiva coperta, per un potenziale di circa 500 cisterne all’anno e 130 addetti qualificati. La produzione copre prodotti petroliferi, chimici, gas, rifiuti e liquidi in genere.

Il nuovo assetto consente così di rispondere con maggiore efficacia alle esigenze di operatori logistici, autotrasportatori e gestori di flotte, in Italia e sui mercati esteri.

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