Dopo mesi di attesa e una mobilitazione che ha portato alla proclamazione del fermo nazionale, l’autotrasporto italiano incassa oggi le risposte che chiedeva: il credito d’imposta sul gasolio ha finalmente le sue regole operative, il Governo sblocca le risorse e istituisce un tavolo permanente di confronto con il settore, e UNATRAS revoca definitivamente il fermo.
Il decreto attuativo è realtà
Nella Gazzetta Ufficiale n. 167 del 21 luglio 2026 è stato pubblicato il decreto attuativo del credito d’imposta carburanti, firmato il 23 maggio 2026 dal Ministero dei Trasporti di concerto con Economia e Ambiente. Il testo dà finalmente corpo a una misura annunciata da tempo, attuando l’articolo 3 del D.L. 18 marzo 2026, n. 33, convertito con modificazioni dalla L. 13 maggio 2026, n. 79: il riconoscimento, alle imprese di autotrasporto merci su strada, di un credito d’imposta pensato per assorbire l’impatto dell’aumento eccezionale del prezzo del gasolio innescato dalle tensioni internazionali di marzo 2026 legate alla crisi in Iran e nei Paesi del Golfo – un rincaro che lo stesso decreto descrive come un aggravamento di una crisi di liquidità già acuta per l’intero comparto.
Ecco i punti chiave della misura:
- Chi ne beneficia: le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia che utilizzano gasolio commerciale per veicoli adibiti al trasporto merci, con massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate. Restano fuori le imprese già in difficoltà secondo il Regolamento UE 651/2014 nel periodo precedente il 28 febbraio 2026, salvo le deroghe per micro e piccole imprese previste dal quadro temporaneo UE sugli aiuti di Stato.
- Quanto vale: fino al 70% della maggiore spesa sostenuta per l’acquisto di gasolio nei mesi da marzo a giugno 2026, calcolata rispetto al prezzo medio di febbraio 2026 rilevato dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Questo tetto del 70% non è una scelta discrezionale italiana, ma riprende il limite massimo consentito dalla comunicazione della Commissione Europea C/2026/2593 del 5 maggio 2026, il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato legato alla crisi in Medio Oriente, che rende la misura compatibile con l’art. 107, par. 3, lett. c, del TFUE.
- Come si documenta: sulla base delle fatture di acquisto e dei litri di gasolio effettivamente acquistati.
- Come si usa: esclusivamente in compensazione tramite modello F24 telematico, entro il 31 dicembre 2026, senza i consueti limiti di compensabilità previsti dalla L. 244/2007 e dalla L. 388/2000.
- Dove si presenta domanda: tramite un’apposita piattaforma gestita dall’Agenzia delle Dogane, che raccoglierà i dati identificativi dell’impresa, le fatture, i litri acquistati e i veicoli interessati. Le modalità operative di dettaglio arriveranno con un successivo decreto direttoriale del Ministero delle Infrastrutture. Se le risorse stanziate non bastassero per tutte le domande ammissibili, gli importi verranno riparametrati entro il tetto di spesa fissato dal D.L. 33/2026.
- Un bonus “leggero” dal punto di vista fiscale: il credito non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile IRAP, ed è cumulabile con altre agevolazioni sui medesimi costi, purché non si superi il costo effettivamente sostenuto.
- Controlli anche a erogazione avvenuta: il Ministero si riserva di verificare le domande anche dopo il pagamento del contributo, con la possibilità di revocare il beneficio in autotutela e di chiedere la restituzione delle somme, maggiorate di interessi e sanzioni, in caso di cumulo eccedente o di irregolarità nelle dichiarazioni.
Il decreto, però, fotografa la misura nella sua versione originaria: non recepisce ancora l’allargamento della platea dei beneficiari deciso nel frattempo dal legislatore, che con l’art. 1-novies del D.L. 63/2026 (convertito dalla L. 113/2026) ha esteso il credito d’imposta anche alle imprese di autotrasporto di persone e a quelle di noleggio autobus con conducente che utilizzano veicoli euro V e VI. Non è quindi da escludere un ulteriore provvedimento attuativo a breve, proprio per allineare le regole operative a questa estensione.
A rendere ancora più netta la svolta è arrivato, nella mattinata del 22 luglio, l’incontro tra il Governo e associazioni di categoria con Unatras in testa. Nel corso della riunione, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha illustrato nel dettaglio il decreto direttoriale che dà attuazione al credito d’imposta gasolio, lo sblocco cioè dei 300 milioni di euro attesi ormai da mesi. Tra le novità confermate nel corso dell’incontro, la FIAP (Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali) segnala con favore l’inclusione del carburante HVO tra i costi ammissibili al beneficio.
Nello stesso incontro è stato definito anche il decreto istitutivo del Tavolo permanente dell’autotrasporto e della logistica, che riunirà le associazioni dell’Albo dell’autotrasporto e le organizzazioni della committenza, sotto la presidenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e con la partecipazione di un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Preso atto del rispetto degli impegni assunti dal Governo, il Comitato esecutivo di UNATRAS ha deliberato all’unanimità la revoca definitiva del fermo nazionale dell’autotrasporto, pur confermando la volontà di vigilare sulla piena attuazione di tutti gli interventi concordati.
Il presidente di UNATRAS, Paolo Uggè, non nasconde però che il percorso è partito in salita: «Il confronto con il Governo è stato positivo, ma è giusto ricordare che si è aperto solo dopo la proclamazione del fermo dell’autotrasporto. Oggi ci siamo ritrovati attorno a un tavolo più ampio, al quale hanno partecipato tutte le federazioni del settore: una scelta comprensibile, ma è bene non dimenticare che è stata la mobilitazione della categoria a determinare l’avvio di questo percorso».
Uggè guarda già oltre l’accordo odierno, elencando i nodi ancora aperti per il comparto: il peggioramento dello scenario internazionale, la competitività delle imprese italiane rispetto ai concorrenti europei, le limitazioni al Brennero e il cosiddetto “muro delle Alpi”, oltre alle criticità della mobilità interna — come il nodo di Firenze, che allunga i tempi di guida delle imprese. «Da oggi si apre una nuova fase», conclude Uggè. «Il confronto con il Governo dovrà diventare stabile e permanente, anche attraverso la Consulta del trasporto e della logistica, per affrontare in modo strutturale le criticità del settore e rafforzare la competitività dell’intero sistema logistico nazionale. UNATRAS vigilerà affinché agli impegni assunti seguano atti concreti e risultati verificabili».
Nel corso della riunione si è parlato anche di rinnovo del parco veicolare, con le associazioni di categoria che hanno sollecitato un’accelerazione sul decreto investimenti da 590 milioni di euro destinato all’acquisto di nuovi mezzi nei prossimi cinque anni.
Il tavolo permanente sarà convocato nei primi giorni di settembre: presieduto dal Ministro, vedrà seduti allo stesso tavolo le associazioni di categoria, la committenza e la Presidenza del Consiglio, come sede stabile di confronto su logistica nazionale, normative, intermodalità e investimenti.
Una boccata d’ossigeno, ma la corsa non si ferma
Il duplice risultato – norma attuativa pubblicata e risorse sbloccate – arriva dopo mesi in cui il settore ha atteso risposte concrete di fronte al caro-gasolio. Ma la FIAP invita a non abbassare la guardia: il prezzo del carburante è già tornato ai livelli di marzo, il che rende ancora più urgente dare seguito rapido agli impegni assunti.
“Lo sblocco dei 300 milioni e l’avvio del tavolo permanente sono due risultati concreti, che confermano l’impegno assunto dal Governo dopo l’intesa di Palazzo Chigi”, ha dichiarato Alessandro Peron, Segretario Generale de La FIAP. “Ma non possiamo permetterci ritardi: il gasolio è già tornato a salire e per migliaia di imprese ogni settimana persa pesa sui bilanci. Il tavolo permanente dovrà essere lo strumento per dare risposte rapide e strutturali, a partire dal rinnovo del parco mezzi.”


