La consegna dell’ultimo miglio potrebbe presto avere un nuovo protagonista: non un furgone con un conducente a bordo, ma un piccolo veicolo elettrico capace di muoversi autonomamente sulla strada, trasportando merci e dialogando a distanza con un operatore. È la prospettiva che la Francia ha deciso di rendere concretamente percorribile con un nuovo quadro normativo dedicato ai robot autonomi per le consegne.
Il passaggio decisivo è contenuto in un decreto del 28 luglio 2026, pubblicato sul Journal officiel il 7 agosto, che modifica le regole francesi per l’omologazione dei veicoli della categoria L (ovvero ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli a motore) e introduce prescrizioni specifiche per i veicoli totalmente automatizzati.
Cosa dice la normativa francese
La prima particolarità è proprio questa: i veicoli a cui guarda la nuova normativa francese non sono i piccoli robot che si muovono sui marciapiedi e che in alcune città europee effettuano già consegne di generi alimentari o piccoli pacchi (avete presente i famosi robottini Starship?), ma appunto i veicoli della categoria L. Per poter accedere al nuovo percorso di omologazione, questi mezzi devono essere elettrici puri, completamente automatizzati, non progettati per trasportare persone e non devono poter essere condotti manualmente a una velocità superiore a 6 km/h.
Inoltre, a seconda della categoria, i veicoli possono arrivare a 4 metri di lunghezza, 2 metri di larghezza e 2,5 metri di altezza, con una capacità di carico utile fino a 1.000 kg. Il ministero indica inoltre la possibilità di effettuare consegne su distanze di diverse decine di chilometri.
Autonomi, ma sotto supervisione
Autonomo non significa, però, lasciato completamente a sé stesso. Secondo il ministero, la circolazione di questi mezzi resterà supervisionata a distanza, così da consentire di seguirne il comportamento e le eventuali difficoltà durante la marcia. I veicoli dovranno inoltre rispettare i requisiti previsti in materia di cybersecurity e protezione dei dati personali.
E c’è un altro elemento da non trascurare: l’omologazione nazionale non significa che questi mezzi potranno circolare indistintamente ovunque. Saranno infatti le amministrazioni locali a definire le zone e gli itinerari nei quali la circolazione sarà consentita, nel rispetto delle caratteristiche e del quadro di omologazione del singolo veicolo.
Dalla sperimentazione alla strada
La decisione francese non arriva dal nulla. Parigi rivendica un percorso di sperimentazione iniziato da anni: dal 2015 sono state condotte in Francia più di 200 sperimentazioni di veicoli autonomi, considerando tecnologie, categorie e architetture differenti. La strategia nazionale per la mobilità automatizzata è stata avviata nel 2018, mentre tra le esperienze specificamente legate alla consegna autonoma il ministero cita quelle realizzate a Montpellier a partire dal 2019.
Ora il passaggio è diverso: non si tratta più soltanto di sperimentare, ma di mettere a disposizione dei costruttori un percorso regolamentare per portare questi veicoli verso l’omologazione e quindi verso la circolazione su strada.
La Francia ha scelto di muoversi in anticipo rispetto a un quadro internazionale ancora in evoluzione. Il governo sottolinea infatti che i lavori in corso a livello di Unione europea per definire regole comuni sull’omologazione dei robot autonomi per le consegne non sono ancora conclusi. L’obiettivo dichiarato è quindi evitare che l’assenza di un quadro normativo rallenti lo sviluppo di una tecnologia per la quale stanno già emergendo proposte industriali.
Un altro pezzo di futuro per l’ultimo miglio
Il valore della novità, dunque, non sta tanto nel fatto che in Francia da domani i robot potranno sostituire i furgoni delle consegne. Quel passaggio non è ancora avvenuto.
Il provvedimento crea piuttosto le condizioni perché possano arrivare sul mercato veicoli merci autonomi omologati, elettrici e capaci di operare su strada. Saranno poi i singoli costruttori a sottoporre i propri mezzi alle procedure previste e le amministrazioni locali a stabilire dove potranno concretamente circolare.
È un passaggio regolamentare apparentemente tecnico, ma dalle possibili conseguenze importanti per la logistica urbana, perché potrebbe cambiare anche il modo in cui si può organizzare il costo e la gestione dell’ultimo miglio. E, almeno in Francia, la strada normativa per verificarlo è stata appena aperta.


