HomeProfessioneLeggi e politicaAccise, dal 1° ottobre si dimezzano i tempi. Ma arriva l’obbligo del digitale

Accise, dal 1° ottobre si dimezzano i tempi. Ma arriva l’obbligo del digitale

Il credito sul gasolio commerciale potrà essere utilizzato dopo 30 giorni anziché 60, ma per la compensazione la domanda dovrà passare obbligatoriamente dal sistema telematico E.D.I. La modifica nasce dall’accordo Governo-UNATRAS di maggio. E il coordinamento, ancora a settembre, considera aperto il dossier sulle modalità di gestione del rimborso

-

Per gli autotrasportatori il credito sulle accise diventa più veloce, ma anche più digitale. Dal 1° ottobre 2026 il tempo necessario per utilizzare in compensazione il credito derivante dal rimborso trimestrale del gasolio commerciale scende da 60 a 30 giorni. Contestualmente, però, per chi sceglie la compensazione diventa obbligatoria la presentazione telematica attraverso il sistema E.D.I. dell’Agenzia delle Dogane: non sarà più possibile utilizzare la vecchia procedura via Pec o cartacea.

È il risultato dell’accordo raggiunto a maggio tra Governo e Unatras, che aveva individuato proprio nella lentezza con cui il credito diventava utilizzabile uno dei problemi da risolvere per dare ossigeno alla liquidità delle imprese. Ma la vicenda non è chiusa. Anzi, a settembre Unatras è tornata a chiedere al Governo di intervenire sulle modalità di gestione del rimborso trimestrale delle accise.

Da 60 a 30 giorni

Il punto di partenza è il meccanismo del cosiddetto silenzio-assenso. L’impresa presenta trimestralmente la dichiarazione per il gasolio consumato e matura il relativo credito. Per poterlo utilizzare in compensazione deve però attendere il decorso del termine previsto dalla procedura, salvo che l’amministrazione intervenga prima. Fino al 30 settembre il termine è di 60 giorni. Dal 1° ottobre sarà dimezzato a 30 giorni.

La modifica era stata concordata nel confronto tra Governo e Unatras del 22 maggio, nel pieno dell’emergenza caro-gasolio. Non è quindi una misura nata con l’attuale crisi, ma la correzione di un meccanismo strutturale che la crisi ha reso particolarmente pesante per la liquidità delle imprese.

Già a marzo, infatti, Unatras chiedeva di andare oltre i 60 giorni e di consentire l’utilizzo immediato del credito maturato sul rimborso trimestrale delle accise. Ad aprile il MIT aveva annunciato l’impegno a chiedere al MEF di anticiparne l’utilizzo. La soluzione arrivata a maggio è stata il dimezzamento del termine: non zero giorni, ma 30.

Il nuovo passaggio: tutto sul digitale

Il cambiamento non riguarda però soltanto il calendario. Dal 1° ottobre cambia anche la porta d’ingresso alla procedura. Per il credito destinato alla compensazione, la dichiarazione dovrà essere presentata esclusivamente per via telematica attraverso E.D.I.. La vecchia possibilità di inviare la domanda tramite Pec o di utilizzare la procedura cartacea viene meno.

La distinzione è importante: il nuovo obbligo riguarda il credito utilizzato in compensazione. Per il rimborso del credito in denaro rimangono invece procedure differenti. Ma tutto questo, come detto, è parte integrante della riforma che porta da 60 a 30 giorni il termine per l’utilizzo del credito.

Il problema non è soltanto quanto si aspetta

Qui però torna in gioco il confronto tra Governo e autotrasporto. Il 15 settembre Unatras ha chiesto al Governo di riaprire il confronto sulle questioni ancora aperte del settore e ha inserito tra queste proprio «le modalità di gestione del rimborso trimestrale delle accise». Il tema, quindi, non può essere considerato definitivamente risolto con il semplice passaggio da 60 a 30 giorni. Il beneficio è più rapido, ma la procedura diventa contemporaneamente più vincolata al canale digitale. E proprio la capacità degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Dogane di gestire il nuovo sistema è stata oggetto delle richieste avanzate dalla rappresentanza dell’autotrasporto.

È un dettaglio tutt’altro che secondario. Perché il valore del credito non cambia, ma cambia il tempo necessario per trasformarlo in liquidità disponibile. E se la velocità del sistema dipende anche dalla capacità dell’impresa e dell’amministrazione di gestire correttamente la nuova procedura, il problema si sposta dalla durata dell’attesa alla qualità del percorso necessario per arrivarci.

Una riforma a metà?

La domanda, a questo punto, è se il passaggio da 60 a 30 giorni rappresenti la conclusione della vicenda oppure soltanto il primo intervento. La richiesta originaria delle imprese era infatti più ambiziosa: utilizzare il credito senza dover attendere il silenzio-assenso. Il Governo ha dimezzato l’attesa, ma non l’ha eliminata. E dal 1° ottobre introduce una procedura esclusivamente digitale per la compensazione. Per un settore che anticipa quotidianamente milioni di euro di carburante, la differenza tra 60 e 30 giorni non è teorica: è liquidità. Ma altrettanto concreta è la necessità che quella liquidità sia raggiungibile attraverso una procedura semplice, funzionante e uniforme sul territorio. Ed è probabilmente questo il motivo per cui, a pochi giorni dall’entrata in vigore del nuovo regime, il dossier accise è ancora sul tavolo.

-