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Ludoil prende il controllo di ISAB: 1,3 miliardi per rilanciare Priolo e puntare sull’HVO

La holding della famiglia Ammaturo perfeziona l’acquisizione del 51% della maggiore raffineria italiana da GOI Energy. L’operazione porta con sé un piano da 1,3 miliardi di euro in cinque anni e una forte accelerazione sui biocarburanti. A regime Priolo punta a 500 mila tonnellate annue tra HVO e SAF: una produzione che, per la parte destinata all’HVO, potrebbe significare carburante per migliaia di camion.

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La raffineria ISAB di Priolo passa sotto la guida di Ludoil. Il gruppo italiano della famiglia Ammaturo ha perfezionato l’acquisizione da GOI Energy del 51% del capitale di ISAB, assumendo così il controllo del maggiore polo di raffinazione italiano. Il closing arriva poco più di quattro mesi dopo l’accordo annunciato il 13 maggio e apre una nuova fase industriale per gli impianti siciliani.

L’operazione ha un peso che va ben oltre il semplice cambio di azionista. ISAB gestisce gli impianti distribuiti tra Priolo, Melilli e Siracusa, con una capacità di lavorazione dichiarata di circa 320 mila barili di greggio al giorno e oltre 10 milioni di tonnellate di materie prime all’anno. All’asset è stato attribuito un enterprise value di un miliardo di euro, mentre non è stato reso pubblico il prezzo corrisposto da Ludoil per la quota di maggioranza.

Il 51% oggi, il restante 49% in prospettiva

Il passaggio appena perfezionato riguarda dunque il 51% di ISAB. GOI Energy, che aveva rilevato la raffineria da Lukoil nel 2023, rimane per ora azionista di minoranza.

L’accordo annunciato a maggio prevede però una struttura in due fasi, con un meccanismo di opzioni put/call sul restante 49%, che potrà quindi portare successivamente Ludoil alla piena proprietà della società.

Con il closing cambia anche la governance. Il nuovo consiglio di amministrazione è composto da tre membri: Marco Russo Spena è presidente e Paolo Fedeli amministratore delegato, entrambi indicati da Ludoil, mentre Fabio Cadeddu rappresenta GOI Energy, rimasta azionista di minoranza.

Via libera del Governo con il Golden Power

Il passaggio di controllo di una struttura strategica per l’approvvigionamento energetico nazionale ha richiesto anche l’intervento del Governo.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 agosto 2026 sono stati esercitati i poteri speciali previsti dalla disciplina Golden Power sull’acquisizione del 51%, con specifiche prescrizioni. L’operazione ha inoltre superato il controllo Antitrust e quello previsto dalla normativa europea sulle sovvenzioni estere.

Sul versante finanziario, l’acquisizione è stata sostenuta da BPER e UniCredit, nel ruolo di Global Coordinator, Mandated Lead Arranger e Bookrunner, e da MPS come Mandated Lead Arranger. Il finanziamento beneficia inoltre della garanzia SACE.

Con ISAB Ludoil cambia dimensione

Per Ludoil l’ingresso nella raffinazione rappresenta soprattutto un salto di scala e completa una filiera nella quale il gruppo era già presente in diversi segmenti.

Alle attività nella distribuzione dei carburanti si affiancano infatti quelle nello stoccaggio, nel biometano e nelle energie rinnovabili. Con Priolo entra direttamente nel perimetro anche la trasformazione delle materie prime.

Secondo le stime comunicate dal gruppo, dopo l’integrazione di ISAB il fatturato consolidato annuo dovrebbe raggiungere circa 13 miliardi di euro.

Ma è soprattutto il piano industriale ad accompagnare l’acquisizione: Ludoil prevede circa 1,3 miliardi di euro di investimenti nei prossimi cinque anni.

Una parte servirà a riattivare e modernizzare unità oggi ferme, tra cui la distillazione primaria e la desolforazione degli impianti Nord, il solvent deasphalting e il thermal cracking negli impianti Sud. L’obiettivo dichiarato è aumentare la capacità effettivamente utilizzata della raffineria e orientare progressivamente la produzione verso carburanti a minore tenore di zolfo e di carbonio.

Da Priolo mezzo milione di tonnellate di biocarburanti

Ed è qui che l’operazione comincia a riguardare direttamente anche l’autotrasporto.

Una delle principali direttrici del piano è infatti lo sviluppo dei biocarburanti, con una particolare attenzione all’HVO, già utilizzabile sui veicoli industriali omologati per questo carburante come alternativa drop-in al gasolio fossile.

Il percorso è già iniziato. Nel luglio scorso ISAB ha avviato nel sito Nord di Priolo il co-processing di materie prime tradizionali e oli vegetali, cominciando la produzione di componenti bio. Il programma industriale prevede ulteriori passaggi: dal 2027 è previsto l’avvio della produzione di HVO attraverso co-processing, mentre successivamente dovrebbero entrare in funzione unità dedicate alla produzione in purezza di HVO e SAF.

L’obiettivo indicato da ISAB è arrivare nel 2030 a una capacità installata di circa 500 mila tonnellate annue di biocarburanti, per raggiungere progressivamente il pieno regime negli anni successivi.

Quelle 500 mila tonnellate, però, non saranno tutte HVO. La capacità sarà ripartita fra carburante rinnovabile destinato principalmente al trasporto stradale e SAF per il trasporto aereo. ISAB indica l’HVO come componente prevalente, ma non ha finora comunicato quale sarà esattamente la ripartizione tra i due prodotti.

Ed è una distinzione importante, soprattutto quando si prova a tradurre la capacità produttiva di Priolo in camion potenzialmente alimentabili.

Quanto HVO significa per i camion?

L’ordine di grandezza può comunque essere calcolato.

Considerando una densità dell’HVO nell’ordine di 0,78 kg per litro, 300 mila tonnellate corrispondono a circa 385 milioni di litri, mentre 400 mila tonnellate equivalgono a poco più di 510 milioni di litri.

Prendiamo come riferimento un veicolo pesante che percorra 110 mila chilometri all’anno e consumi mediamente tra 30 e 32 litri ogni 100 chilometri. Per coprire l’intero chilometraggio annuale con HVO100 servirebbero quindi circa 33-35 mila litri per camion.

Ne deriva che 300 mila tonnellate di HVO sarebbero sufficienti, in via teorica, ad alimentare per un anno circa 11 mila camion pesanti; con 400 mila tonnellate si salirebbe a circa 15 mila veicoli.

Non si tratta di una previsione di ISAB – perché l’azienda non ha ancora comunicato quanta parte delle 500 mila tonnellate sarà effettivamente costituita da HVO – ma di una simulazione che permette di comprendere la scala industriale del progetto.

Se, per pura ipotesi, l’intera capacità di 500 mila tonnellate fosse dedicata all’HVO, si arriverebbe a circa 640 milioni di litri all’anno, sufficienti per il fabbisogno annuale di oltre 18 mila camion con le percorrenze e i consumi considerati. Nella realtà il numero sarà inferiore, perché una parte della capacità sarà destinata al SAF.

Il punto, per l’autotrasporto, resta comunque significativo: Priolo può diventare uno dei maggiori poli italiani di produzione di HVO, aumentando la disponibilità nazionale di un carburante sul quale negli ultimi anni numerose flotte hanno iniziato a puntare per ridurre le emissioni climalteranti senza sostituire immediatamente i veicoli diesel compatibili.

Mille persone nei cantieri, cento nuovi addetti a regime

Il piano industriale avrà anche un impatto occupazionale. Ludoil ha confermato l’attuale organico di ISAB, composto da circa mille dipendenti diretti.

Nel corso dei cinque anni di investimenti il gruppo stima inoltre il coinvolgimento di circa mille persone aggiuntive nelle attività di ingegneria, logistica e costruzione legate alla realizzazione degli interventi.

Non significa, però, mille nuove assunzioni permanenti nella raffineria. Una volta completati gli investimenti, Ludoil prevede invece l’inserimento diretto di circa cento nuovi tecnici e operatori specializzati.

Dalla pompa alla raffineria

È forse proprio questo l’aspetto che rende l’acquisizione diversa da una semplice operazione finanziaria. Con ISAB, Ludoil sale a monte della catena energetica e porta all’interno dello stesso gruppo raffinazione, produzione di biocarburanti, biometano, energie rinnovabili, stoccaggio e distribuzione dei carburanti.

E mentre una parte degli 1,3 miliardi servirà a rilanciare la raffinazione tradizionale, un’altra servirà a costruire la produzione energetica che dovrà progressivamente affiancarla.

Per l’autotrasporto, quindi, dietro il passaggio del 51% di ISAB c’è una partita particolarmente concreta: la possibilità che da Priolo arrivino ogni anno centinaia di migliaia di tonnellate di HVO. Abbastanza, a seconda della quota che verrà effettivamente destinata a questo carburante, per coprire il consumo annuale di diverse migliaia di camion pesanti.

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