Secondo l’organo di giustizia amministrativa, il ministero doveva ricostituire il Comitato Centrale entro una data precisa. E se non lo ha fatto non può poi, con norma retroattiva, cambiare le carte in tavola e sacrificare il legittimo affidamento di un’associazione come Assotir, che aveva tutti i requisiti per sedere nel Comitato in base alla vecchia normativa e che poi con la nuova è rimasta fuori. Intanto dall’Albo fanno sapere che è in corso una riorganizzazione «per garantire la funzionalità e la continuità di azione del Comitato»
Tra i temi indicati dal presidente Genedani: i criteri di ripartizione del fondo per il sostegno al settore; il pagamento del contributo all’ART; le regole per l’accesso al mercato; il pagamento degli incentivi sugli investimenti per l’acquisto di mezzi più rispettosi dell’ambiente e per la formazione professionale
Nel comunicare il codice, l'Agenzia delle entrate ha specificato che il credito potrà essere utilizzato solo dai beneficiari individuati dal ministero della mobilità, in compensazione con l'F24 presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia
Il ministero delle Infrastrutture ha posto questo interrogativo all’Agenzia delle Entrate. La riposta è stata riportata in una circolare ministeriale integrata da altri contenuti di competenza dello stesso ministero. Ecco cosa prevede
Il giudice di pace di Treviso ha sentenziato che, sulla base della normativa UE, lo strumento non può essere utilizzato per verificare l’infrazione specifica e che, comunque, sul verbale non risulta che ne sia stato controllato il corretto funzionamento, l’omologazione e la taratura
La misura, giustificata – si legge nella nota al DEF – dal perdurare della crisi energetica, viene prorogata fino alla fine del 2022. Di fatto comporta un taglio di 30,5 centesimi (Iva inclusa) per tutti. Per chi ha investito in veicoli a ridotto impatto ambientale, come per chi viaggia con mezzi euro 0
C’è stata un’epoca in cui esisteva un ministero dei Trasporti, uno di quelli Marittimi e Ferroviari, uno della Marina mercantile, uno dell’Aeronautica. Poi dal 2001 i Trasporti sono stati accomunati alle Infrastrutture (fino ad allora Lavori Pubblici) e da quel momento, tranne per una breve parentesi nel 2006, hanno viaggiato in coppia fino a quando le Mobilità sostenibili – dizione voluta dal governo Draghi – ha cancellato i Trasporti dall’affiancamento alle Infrastrutture. Ma adesso si torna indietro e si rispolvera la vecchia denominazione. Che piace all'universo logistico...
No, non è un refuso: nella denominazione del ministero si perde il riferimento alla sostenibilità e ricompare quello ai Trasporti. Ne cureranno gli affari, insieme al ministro Salvini, Edoardo Rixi (Lega), Galeazzo Bignami (Fratelli d'Italia) e Tullio Ferrante (Forza Italia). Due dei tre sono avvocati. Ma esperienza nei Trasporti la vanta solo Rixi. Le deleghe nei prossimi giorni