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A MercaValencia sono entrati in funzione i primi 14 punti di ricarica di una struttura che arriverà a 50 nel 2027. La usano già flotte impegnate nel trasporto regionale e nei collegamenti con il porto. Per Melchert Duijve di Prologis, il gasolio più caro può favorire l’elettrico, ma la scelta delle imprese si decide sulla continuità del servizio e sui costi dell’intero ciclo di utilizzo
L’Italia nel 2025 ha prodotto circa 25 milioni di tonnellate di gasolio a fronte di un fabbisogno di 23,3 milioni. Ne ha esportate 7,9 milioni e importate 5,2. Eppure, proprio la crisi delle forniture internazionali ha contribuito a spingere i prezzi a livelli eccezionali. L’8 ottobre il governo convocherà i raffinatori per capire quanto possano aumentare la produzione. Ma dietro una domanda apparentemente semplice – perché non ne produciamo di più? – c’è un paradosso che racconta quindici anni di trasformazione dell’industria petrolifera italiana
Il gruppo introduce per 30 giorni un price cap nelle stazioni Enilive, comprese quelle autostradali: il gasolio non potrà superare 2,19 euro al litro. Una mossa che arriva proprio mentre il taglio delle accise scende a 6,1 centesimi e che potrebbe aprire la strada a iniziative analoghe degli altri operatori
Prima della crisi il carburante pesava per il 27% sui costi delle imprese, oggi secondo Assotir l’incidenza è salita al 35-40%. L’associazione presenta quattro proposte al Governo: aggiornare subito i costi di esercizio, applicare l’adeguamento automatico delle tariffe, attivare la Consulta per coinvolgere la committenza e tassare gli extraprofitti dell’energia. Manigrasso: «Nessuno sciopero, ma così i camion rischiano di fermarsi da soli»