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Un anabbagliante fuori uso fa scattare il controllo: scoperto un tachigrafo manipolato

Un faro fuori uso fa scattare il controllo della polizia svizzera su un camion italiano. La verifica del tachigrafo porta alla scoperta di un dispositivo che alterava i tempi di guida. Denuncia, cauzione e possibili accertamenti anche sull'impresa

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È bastato un anabbagliante fuori uso per trasformare un normale controllo stradale in un’indagine per manipolazione del cronotachigrafo. È accaduto nel Canton Sciaffusa, in Svizzera, dove un autista italiano è stato fermato lungo la strada principale H13, nel territorio di Trasadingen, inizialmente soltanto per un difetto all’impianto di illuminazione del proprio autoarticolato. Una circostanza quasi banale che, però, ha spinto gli agenti della polizia cantonale ad approfondire le verifiche. E proprio dall’ispezione del tachigrafo è emerso ciò che nessuno avrebbe immaginato guardando semplicemente quel faro spento.

Il dispositivo che «faceva riposare» il camion mentre continuava a viaggiare

Secondo quanto comunicato dalla Polizia cantonale di Sciaffusa, gli agenti hanno scoperto un dispositivo elettronico installato sul veicolo capace di alterare il funzionamento del cronotachigrafo. Il sistema avrebbe consentito di registrare periodi di riposo mentre il camion era in realtà in marcia, falsificando così i tempi di guida.

Il dispositivo è stato immediatamente sequestrato. Il conducente è stato denunciato al Ministero pubblico del Canton Sciaffusa e, prima di poter riprendere il viaggio, ha dovuto versare una cauzione di alcune migliaia di franchi svizzeri. Si tratta di una garanzia richiesta frequentemente ai conducenti stranieri, non della sanzione definitiva, che sarà invece stabilita dall’autorità giudiziaria al termine del procedimento.

Anche in Svizzera valgono le regole europee

La vicenda si è svolta in Svizzera, Paese che non appartiene all’Unione europea. Questo, però, non significa che i controlli siano diversi. Grazie agli accordi sui trasporti terrestri con l’UE, infatti, la Confederazione applica sostanzialmente le stesse norme europee sui tempi di guida e di riposo previste dal Regolamento (CE) 561/2006 e sul corretto utilizzo del cronotachigrafo. Per gli autotrasportatori impegnati nei trasporti internazionali, quindi, le regole non cambiano una volta superato il confine.

Il rischio non riguarda soltanto l’autista

Nel caso di Sciaffusa la denuncia riguarda il conducente, ma una manipolazione del cronotachigrafo raramente interessa solo chi è al volante. Quando viene accertata un’alterazione intenzionale, le autorità possono infatti estendere gli accertamenti anche all’impresa di trasporto per verificare se il dispositivo sia stato installato all’insaputa dell’azienda oppure se faccia parte di una pratica conosciuta o addirittura favorita dall’organizzazione del lavoro.

In questi casi possono essere analizzati gli scarichi del tachigrafo, i dati delle carte conducente, la pianificazione dei servizi e l’intera gestione dei tempi di guida e di riposo. L’obiettivo è capire se si tratti dell’iniziativa di un singolo autista o dell’indizio di un sistema più ampio.

Una lampadina da pochi euro

La vicenda offre anche uno spunto curioso. Non sono stati sofisticati sistemi di controllo né un’ispezione mirata a far emergere la presunta frode. È stato un semplice anabbagliante spento. Una lampadina da pochi euro che, invece di rendere il camion meno visibile, lo ha fatto notare agli occhi della pattuglia. E da quel controllo apparentemente di routine è partita una verifica che potrebbe avere conseguenze ben più pesanti del difetto tecnico che l’ha originata.

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