HomeProfessioneLogisticaTre giorni in meno per fare l’inventario: a Pavia Gruber si affida ai droni

Tre giorni in meno per fare l’inventario: a Pavia Gruber si affida ai droni

Nel magazzino di Gruber Logistics a Pavia ci sono 30.000 posti pallet e 22.000 metri quadrati da controllare. L’inventario tradizionale richiede tre o quattro giorni. Con i droni HoverSpect è bastato un giorno: fino al 75% di tempo in meno. Ma il dato più interessante è un altro: la tecnologia entra nel processo, raccoglie dati, li incrocia con il WMS e restituisce anche informazioni su occupazione e sicurezza

-

In un magazzino le merci non stanno ferme. Entrano, escono, cambiano posto, vengono prelevate, ricollocate. Gli scaffali sono una fotografia che si muove continuamente. Poi arriva quel giorno in cui bisogna fermare tutto, o quasi, per capire che cosa c’è davvero dentro. Si chiama inventario. E spesso è proprio lì che il tempo comincia a dilatarsi.

Nel magazzino di Gruber Logistics a Pavia, quella dilatazione è stata ridotta a un quarto. L’azienda ha portato sul campo i droni di HoverSpect, dopo una prima fase di sperimentazione, utilizzandoli nell’inventario estivo del 2026. Il risultato dichiarato è abbastanza concreto da non aver bisogno di grandi effetti speciali: un’attività che normalmente richiede tre o quattro giorni può essere completata in uno solo, con una riduzione dei tempi fino al 75%. E qui il drone diventa interessante non perché vola. Ma perché toglie tempo a un’attività che, per sua natura, ne consuma parecchio.

Il drone fa il giro degli scaffali

Il sito di Pavia conta circa 30.000 posti pallet distribuiti su 22.000 metri quadrati. Per inventariarlo, i droni HoverSpect percorrono le aree di stoccaggio acquisendo immagini attraverso le proprie telecamere.
Fin qui potrebbe sembrare semplicemente un modo più spettacolare di fare quello che prima faceva una persona.Ma non è così. Il vero lavoro arriva dopo il volo: le immagini vengono analizzate attraverso sistemi di intelligenza artificiale e i dati vengono integrati con quelli del sistema di gestione del magazzino. In questo modo la macchina non si limita a «guardare» gli scaffali: confronta ciò che dovrebbe esserci con ciò che effettivamente viene rilevato. È la differenza tra un drone che fa fotografie e uno strumento che entra dentro un processo logistico.
Il risultato non riguarda quindi soltanto la velocità dell’inventario. La soluzione consente di raccogliere informazioni anche sul livello di occupazione delle scaffalature e di individuare eventuali situazioni di stoccaggio non sicuro. Insomma, mentre il magazzino continua a muoversi, il drone costruisce una fotografia digitale di quello che sta succedendo.

La tecnologia buona è quella che restituisce tempo

«Il progetto realizzato con successo nel nostro magazzino di Pavia dimostra come i droni possano apportare un valore concreto alle attività di inventario», spiega Manuel Scaramuzza, Executive Director Logistics Services & Solutions di Gruber Logistics. La combinazione di velocità e precisione, aggiunge, consente inoltre di ottenere informazioni aggiuntive sulle giacenze e sulle superfici del magazzino. È probabilmente questo il punto da tenere a mente quando si parla di innovazione nella logistica: non serve che una tecnologia sia futuristica, ma che tolga lavoro inutile, tempo perso o errori evitabili.

Nel caso di Pavia, il conto è persino facile da fare: se un inventario passa da quattro giorni a uno, tre giorni di lavoro vengono liberati. E in un’attività nella quale il magazzino non smette comunque di essere attraversato da merci e persone, non è un dettaglio.

Lorenzo Rizzello, CEO e co-fondatore di HoverSpect, sottolinea proprio il passaggio dalla sperimentazione all’operatività: «Il risultato più importante non è soltanto la riduzione dei tempi, ma aver dimostrato che la soluzione può inserirsi concretamente nel processo inventariale di un magazzino e produrre dati verificabili e utilizzabili». Che è forse la parte meno cinematografica e più importante della storia. Il drone non sostituisce semplicemente qualcuno che conta i pallet. Cambia il modo in cui il magazzino raccoglie informazioni su se stesso.

E adesso si prova a togliere anche l’ultima pausa

La sperimentazione non si ferma a Pavia. Tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 Gruber Logistics prevede di estendere il progetto ai magazzini di Verona, Padova e Cesena. E HoverSpect sta già lavorando al passaggio successivo: automatizzare anche la sostituzione delle batterie dei droni, oggi effettuata manualmente. Perché, a ben vedere, anche il drone rischia di avere il suo piccolo momento di inventario: deve fermarsi per ricordarsi di essere una macchina. L’obiettivo è eliminarlo o ridurlo al minimo.
Ed è qui che questa storia diventa un buon esempio di tecnologia applicata alla logistica: non una macchina spettacolare messa dentro un magazzino per poter dire che quel magazzino è «4.0», ma uno strumento che prende un’attività lunga, ripetitiva e potenzialmente soggetta a errore e prova a comprimerla fino a farla pesare molto meno sull’operatività. Perché alla fine, in un magazzino, il bene più difficile da stoccare non è la merce. È il tempo.

-