HomeProfessioneLeggi e politicaGasolio, da venerdì si riduce lo sconto. In Sicilia gli autotrasportatori minacciano il blocco dei porti

Gasolio, da venerdì si riduce lo sconto. In Sicilia gli autotrasportatori minacciano il blocco dei porti

Dal 18 settembre il taglio sul diesel scende da 17 a 12,2 centesimi al litro e successivamente dovrebbe dimezzarsi. Mentre il caro carburante continua a pesare sui conti delle imprese, dalla Sicilia arriva l’ultimatum di Aitras: senza risposte su contributi regionali e Sea Modal Shift, i trasportatori sono pronti a fermare l’intermodale nei porti dell’Isola.

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Si riduce ancora il paracadute contro il caro gasolio. Da venerdì 18 settembre lo sconto sul diesel scenderà dagli attuali 17 centesimi a 12,2 centesimi al litro, per poi essere ulteriormente dimezzato. Una progressiva uscita dal sistema dei tagli generalizzati alle accise mentre il Governo lavora a sostegni maggiormente concentrati sulle categorie più esposte all’aumento dei carburanti. Fino a domani 17 settembre resta invece in vigore l’attuale riduzione di 17 centesimi al litro, prorogata dal Consiglio dei ministri il 10 settembre con un intervento da circa 86 milioni di euro. 

Il nuovo intervento arriva dopo settimane di continui aggiustamenti delle misure contro il caro carburante e mentre il prezzo del gasolio resta su livelli particolarmente elevati. Nei giorni scorsi il Governo aveva indicato l’intenzione di abbandonare gradualmente gli sconti generalizzati per passare ad aiuti più selettivi, destinati ai soggetti maggiormente colpiti. Tra le ipotesi esaminate figurano proprio interventi specifici per le imprese di autotrasporto. Per il settore è già operativo il credito d’imposta destinato a compensare parte della maggiore spesa per il gasolio sostenuta tra marzo e agosto: il plafond disponibile è di 386,2 milioni di euro e la scadenza per la presentazione delle domande è stata prorogata al 20 settembre. 

Dalla Sicilia l’ultimatum: «Pronti al blocco»

È proprio sul caro carburante che intanto si apre un nuovo fronte in Sicilia. Gli autotrasportatori dell’Aitrasminacciano infatti di bloccare il trasporto intermodale in tutti i porti siciliani se non arriveranno risposte dalle istituzioni.

«La pazienza ha un limite e noi l’abbiamo esaurita», affermano i trasportatori, sostenendo di avere atteso finora «per mero senso di responsabilità» l’attuazione degli impegni assunti dai governi nazionale e regionale durante un incontro svoltosi ad aprile.

Al centro della protesta ci sono innanzitutto gli effetti dei continui rincari del gasolio sui bilanci delle aziende, ma anche due questioni specifiche: i contributi regionali contro il caro carburante e il Sea Modal Shift.

Secondo Aitras, la Regione Siciliana si era impegnata a emanare il decreto assessoriale necessario per consentire alle imprese di presentare le domande per il contributo contro il caro gasolio. Un provvedimento che, denuncia l’associazione, non sarebbe ancora arrivato.

Il coordinatore del Comitato trasportatori siciliani, Salvatore Bella, ha annunciato di aver chiesto un incontro all’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò e al viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. Se entro 15 giorni non arriverà una risposta, il Comitato si riunirà per stabilire la data della protesta.

Il nodo Sea Modal Shift

La seconda questione riguarda il Sea Modal Shift, l’incentivo che ha sostituito il precedente Marebonus e che punta a favorire il trasferimento del trasporto merci dalla strada al mare. Gli autotrasportatori siciliani sostengono che il Governo nazionale si fosse impegnato a liquidare entro luglio la prima annualità dell’incentivo, ma che a metà settembre le imprese non abbiano ancora ricevuto le somme. Aitras segnala inoltre di avere ricevuto notizie circa una possibile decurtazione delle risorse già stanziate per la seconda annualità. Un quadro che rischia quindi di trasformare la protesta sul gasolio in una vertenza più ampia sui sostegni all’autotrasporto insulare. La riduzione dello sconto alla pompa arriva infatti proprio mentre le imprese siciliane denunciano il mancato arrivo di altre misure sulle quali avevano fatto affidamento. E l’avvertimento è netto: senza risposte da Roma e Palermo, la protesta potrebbe spostarsi direttamente nei porti, fermando il trasporto intermodale dell’Isola.

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