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Cosa significa essere donne camioniste, oggi? | STRADE PARI EP.2

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«Ho fatto tutta la scuola guida incinta. L’ultimo esame, quello della C+E, l’ho dato con il pancione. Poi sono andata a partorire. È stata un’esperienza bellissima, ne sono fiera». È la testimonianza di Nicoleta che apre il secondo episodio di «Strade Pari – Viaggio nell’equità di genere nel trasporto», la miniserie prodotta da K44 in collaborazione con AEV.

In questo episodio entriamo nel presente del settore: chi sono le donne che oggi lavorano nel trasporto? Quali ostacoli incontrano? Quali possibilità reali esistono? E soprattutto, cosa accade quando il desiderio di intraprendere questa professione trova una strada, ma non sempre un ambiente pronto ad accoglierlo?

Eppure l’ingresso delle donne nel mondo del trasporto non è solo una questione di equità. È anche una questione economica e di sviluppo. Secondo l’economista Azzurra Rinaldi, ogni punto percentuale in più di occupazione femminile può tradursi in una crescita dello 0,5% del PIL. E diversi studi internazionali mostrano come le aziende che investono nella diversità di genere registrino, con maggiore frequenza, miglioramenti nelle performance e nella redditività.

Il cambiamento, quindi, non riguarda soltanto le opportunità individuali. Riguarda il modo in cui il lavoro viene organizzato, raccontato e immaginato. E riguarda anche le aziende che scelgono di investire in un modello diverso. Come AEV, che affianca alla modernizzazione della flotta – dal metano liquido ai primi mezzi elettrici – un’idea di sostenibilità che mette al centro le persone: formazione, welfare, attenzione alla qualità del lavoro e alla dignità di chi guida ogni giorno. Perché un settore sostenibile non è solo quello che riduce le emissioni, ma quello che crea le condizioni perché tutti possano contribuire al suo futuro.

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